Festival di Zurigo 2015 – Presentazione

Festival di Zurigo 2015 – Presentazione

Dal 24 settembre al 4 ottobre, la kermesse zurighese combina scoperte, classici e grandi anteprime, per soddisfare ogni tipo di spettatore.

Nel 2005, anno della sua prima edizione, il Festival di Zurigo aveva un programma composto complessivamente da una ventina di titoli e una manciata di sezioni (concorso, proiezioni speciali – ossia vari film del passato, senza legame tematico – e film di mezzanotte). Oggi, giunti all’undicesima edizione, ci troviamo di fronte a quasi duecento pellicole, divise in una dozzina di sezioni. Un’evoluzione notevole che ha trasformato l’appuntamento zurighese di fine settembre/inizio ottobre in un incontro di non poco conto tra pubblico, cinematografie e personalità di spicco, con l’aggiunta di una piccola dose di scandalo (il famigerato arresto di Roman Polanski da parte della polizia elvetica nell’autunno del 2009 ebbe luogo proprio durante il festival, al quale Polanski si stava recando per ritirare un premio alla carriera).

Collocato appena dopo Venezia (e Toronto e New York), Zurigo non si interessa, per forza di cose, alle anteprime mondiali, preferendo costruire un programma variegato che permetta al suo pubblico di vedere, spesso “solo” in anteprima nazionale o persino locale, pellicole di merito che hanno attirato l’attenzione nel corso di altre manifestazioni (dal Sundance fino a Toronto e San Sebastián) e/o sono di prossima uscita sul territorio elvetico. L’offerta più interessante sul piano della scoperta e della ricerca è, sulla carta, quella dei tre concorsi ufficiali, suddivisi in base alla categoria o alla nazionalità: lungometraggi di finzione, documentari e, per il concorso chiamato Focus, produzioni provenienti da Austria, Germania e Svizzera (tedesca). Due i criteri fondamentali di selezione: i film devono essere opere prime, seconde o terze, e inediti nei paesi di lingua tedesca. E così ritroviamo, nella competizione di quest’anno, cineasti emergenti come Marielle Heller, il cui The Diary of a Teenage Girl ha conquistato il Sundance, o due veterani della recentissima Mostra di Venezia quali Gabriel Mascaro (Neon Bull) e Tobias Lindholm (Krigen).

Più aperta al grande pubblico, invece, la sezione Gala Premiere, composta da anteprime prestigiose con titoli molto attesi sul piano commerciale. Una grande fetta del programma è dedicata al cinema americano e inglese, che si tratti della nuova commedia di Noah Baumbach (Mistress America), dei biopic diretti da Stephen Frears e Robert Zemeckis (rispettivamente The Program e The Walk) o di J.G. Ballard portato sullo schermo da Ben Wheatley (High-Rise); ma vi è anche spazio per altri paesi, spesso attraverso titoli già visti in altre occasioni, come ad esempio a Cannes (Mountains May Depart di Jia Zhang-ke, Mon roi di Maiwenn) o Toronto (Truman di Cesc Gay). Di rango leggermente inferiore, ma con uno spirito simile, la sezione denominata Special Screenings, contenente anche alcuni film legati ad ospiti speciali e le proiezioni di mezzanotte, programmate nei weekend del festival (quest’anno il menù include l’anteprima in terra germanofona di Green Room, che ha già sedotto gli avventori di Cannes e Neuchâtel).

Completano il programma alcuni omaggi a grandi personalità del cinema (in particolare il regista britannico Mike Leigh, che riceverà un riconoscimento alla carriera durante la cerimonia di premiazione, il 3 ottobre), sezioni dedicate ai più piccoli (ZFF for Kids) e al meglio della televisione internazionale (TVision) e alcuni sguardi tematici, dedicati alla produzione recente dell’Iran (New World View), della Spagna e del Cile (Window to the World: San Sebastián), e della Francia (Nouvelle vague au féminin, incentrato sulle donne dietro la macchina da presa). Un’offerta ricca da (ri)scoprire in riva al lago di Zurigo, emblema della bellezza del panorama – cinematografico e non – in Svizzera.

Info
Il sito ufficiale del Festival di Zurigo

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