Game Therapy

Game Therapy

di

Game Therapy di Ryan Travis tenta la carta della realtà virtuale, ma dimostra una totale povertà di idee e di stile. Un’occasione sprecata.

Spreco di codici

Francesco e Giovanni stanno per finire la scuola, ma il loro unico interesse è tenersi lontani dal mondo reale per giocare all’infinito nel mondo dei videogame. Dopo anni di lavoro Francesco è infatti riuscito ad accedere al mondo virtuale, dove le obsolete leggi della fisica e della società sono superate. Un universo di videogiochi, del quale Francesco è il deus ex machina. Francesco convince Giovanni a partecipare a quella che lui chiama Game Therapy. Ma il gioco è ben più pericoloso di quanto possa apparire a prima vista… [sinossi]

Non è facile cercare di dare una lettura a un film come Game Therapy, esordio al lungometraggio dello statunitense Ryan Travis ma pedana di lancio, almeno nelle intenzioni, per quattro “youtuber” nostrani dai nomi d’arte come Favij, Zoda, Decarli e Clapis. Quattro figure nate e cresciute nell’universo Youtube, con video che possono vantare milioni di visualizzazioni; dallo schermo del computer alle sale cinematografiche il passaggio sta diventando sempre più rapido, come dimostra anche il successo di Frank Matano. Che questo sia un bene è questione tutta da valutare, ma è indubbio che anche in Italia il ruolo della rete stia iniziando a pesare con assiduità maggiore anche nei calcoli commerciali dei piccoli e grandi investitori del grande schermo.
C’è da dire che fra tutti i modi in cui Favij e compagnia potevano pensare di tentare la via del cinema, Game Therapy non è né il più facile né il più immediato. Al di là di tutto, il progetto affidato alle cure di Travis – alle spalle solo un paio di cortometraggi spalmati nell’ultimo decennio – vive di un’ambizione smodata, e si muove su canoni e stilemi con cui la produzione italiana ha perso completamente la dimestichezza. Tra tutti i generi del cosiddetto “cinema popolare” la fantascienza non è certo quello che ha trovato in Italia un terreno fertile: anche nell’epoca d’oro gli esperimenti in quella direzione sono sempre stati pochi, e spesso quasi casuali (rifulgono i film di Paolo Heusch e la tetralogia “Gamma Uno” di Antonio Margheriti, oltre al visionario Terrore nello spazio di Mario Bava), e successivamente in pochi hanno provato l’ebbrezza dello sci-fi. All’epoca del coraggioso Nirvana di Gabriele Salvatores la stampa fece a gara a dileggiarlo, e altri titoli sono rimasti relegati nell’ambito dell’indipendenza dura e pura, a uso e consumo solo dei cultori e degli appassionati – tra questi vale la pena citare quantomeno Apollo 54 di Giordano Giulivi (2007), Vigasio Sexploitation di Sebastiano Montresor (2009/2011) e l’ultra-trash L’invasione degli Astronazi di Alberto Genovese (2009).

Tra tutti questi titoli quello che più di tutti è accostabile a Game Therapy è proprio Nirvana: i due film condividono infatti la scelta di mettere in scena una realtà parallela, videoludica, luogo altro in cui ci si può perdere, ritrovare, vincere e (perché no) morire. La realtà virtuale, che da Tron in poi ha rappresentato uno dei punti fermi della prassi del genere, quantomeno dall’altra parte dell’oceano, è infatti il punto focale attorno al quale si sviluppa la trama, piuttosto raffazzonata e confusa, del film di Travis: i due adolescenti nerd con gravi problemi relazionali (Favij e Clapis, quest’ultimo decisamente fuori quota rispetto all’età liceale) e deficit dell’attenzione, trovano il riscatto attraverso un’immersione nella realtà virtuale creata da un guru del videogiochi, tale Holden Latter. Ma c’è qualcosa che inizia ad andare storto…

L’ideale cinematografico di riferimento di Game Therapy, Salvatores a parte, è quello del mainstream hollywoodiano, da Matrix al già citato Tron, ma le somiglianze giocoforza finiscono qui: se Travis si dimostra regista dozzinale, impossibilitato a gestire i ritmi e le dinamiche di un action, la sceneggiatura perde colpi e si infila in una serie di buchi che si è creata ad arte da sola. Non è certo la recitazione dei protagonisti a poter sopperire a tutte le mancanze di un film destinato con ogni probabilità a segnalarsi come uno degli “scult” dell’anno. Tra battute che scadono subito nel ridicolo involontario (“sei solo uno spreco di codici!” è una delle offese più inattese che un personaggio possa lanciare al suo rivale) e situazioni che si spingono ben oltre il limite del lecito e dell’accettabile, Game Therapy guida lo spettatore verso una pericolosa risata liberatoria. Pericolosa perché non complice. D’altro canto, nonostante il rispetto dovuto per chi non sceglie di cavalcare la marea montante della commedia per ipotizzare strade diverse, e poco battute, è impossibile non prendere atto dell’impalpabilità cinematografica del film, o delle sue evidenti imperfezioni.

Viene anche naturale chiedersi quale possa essere il posizionamento di Game Therapy nello scacchiere distributivo nazionale: i giovani appassionati delle avventure “youtubbare” di Favij e Clapis accorreranno davvero in sala per vedere i loro eroi? Saranno pronti a spendere soldi per attori che hanno apprezzato per anni gratis e sullo schermo del proprio tablet? Lo si scoprirà ben presto, ma i dubbi sull’intera operazione permangono…

Info
Il sito ufficiale di Game Therapy.
  • game-therapy-2015-ryan-travis-03.jpg
  • game-therapy-2015-ryan-travis-02.jpg
  • game-therapy-2015-ryan-travis-01.jpg

Articoli correlati

  • Festival

    Festival di Roma 2015Roma 2015

    Il Festival del Film di Roma 2015, dal 16 al 24 ottobre, giunto alla decima edizione. Come già l'anno scorso, si conferma il ritorno all'idea di Festa. Con quali risultati?
  • Festival

    Roma 2015 – Minuto per minuto

    Annotazioni, pensieri, piccole e grandi polemiche: il resoconto della vita quotidiana nei fatidici giorni della decima edizione della Festa del Cinema di Roma, dal 16 al 24 ottobre 2015.
  • Cult

    Terrore nello spazio

    di Per omaggiare Callisto Cosulich, scomparso in questi giorni, recuperiamo il cult fantascientifico di Mario Bava da cui trasse ispirazione anche Ridley Scott per Alien.
  • Archivio

    Assassin’s Creed

    di Lanciato come un blockbuster pensante, Assassin’s Creed sottovaluta trama, logica, avventura e cliché riuscendo comunque a prendersi troppo sul serio. Michael Fassbender è il protagonista di questo adattamento di un celebre videogioco.
  • Archivio

    Scott Pilgrim vs. the World

    di Scott Pilgrim è un film di scontri corpo a corpo più di quanto non si possa credere, un autentico beat’em up filmico che pesca a piene mani nelle coreografie dei kung fu movie, nell'arsenale degli special FX e ovviamente nell'estetica videoludica retrò e contemporanea...
  • Roma 2017

    Si muore tutti democristiani

    di Esordio cinematografico degli youtubers noti come Il Terzo Segreto di Satira, Si muore tutti democristiani è una commedia sfilacciata e inconcludente. Alla Festa del Cinema di Roma, in collaborazione con Alice nella città.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento