Speciale Orson Welles

Speciale Orson Welles

Dal ritrovamento del Too Much Johnson alla ‘ricostruzione’ del Mercante di Venezia, tornando alla mitica retrospettiva a Locarno del 2005 e passando per le interviste a Ciro Giorgini e Jonathan Rosenbaum: abbiamo deciso di raccogliere i nostri contributi wellesiani di questi anni in un unico speciale in continuo divenire.

Orson Welles nasce a Kenosha il 6 maggio del 1915 e muore a Los Angeles il 10 ottobre del 1985. In settant’anni di vita ha girato il mondo, nel tentativo di portare a termine i suoi mille progetti, spesso ostracizzati dai produttori, soprattutto statunitensi, a partire dall’inopinato intervento sul materiale di L’orgoglio degli Amberson (1942) che, insieme al coevo It’s All True, girato in Brasile (e incompiuto), rappresenta la scaturigine della via crucis wellesiana. Da allora in poi l’autore di Quarto potere, film-summa della perfezione cinematografica, si troverà costretto a lavorare nell'”imperfezione” (produttiva ed economica e, di conseguenza, stilistica) e nell’improvvisazione, alla ricerca costante di soldi per portare a termine un nuovo film. Vi riuscirà a volte – il caso più fortunato e rocambolesco è l’Othello, concluso nel corso di quattro anni, tra il ’48 e il ’52 – ma altrettante, se non di più, sarà costretto ad arrendersi: The Other Side of the Wind e il Don Chisciotte sono in tal senso i suoi due unfinished più noti.

Ora che sono passati trent’anni dalla morte e cento dalla nascita, ci troviamo dunque ancora a fare i conti con l’eredità wellesiana. Un’eredità difficilmente gestibile perché, di fronte a una filmografia tradizionale, fatta di film compiuti e celebrati, ce n’è un’altra – sotterranea, praticamente invisibile – che merita di essere portata alla luce, pur nell’incompiutezza in cui è stata lasciata dal suo autore. È questa la vera sfida, quella di considerare non in senso lato – come, ad esempio, un grande autore può ancora influenzare il cinema del presente – quanto in senso letterale il termine eredità: indagare cioè quanto è materialmente rimasto sparso per il mondo dei magnifici incompiuti wellesiani e come fare per poterli raccogliere insieme, lasciarli nella loro imperfezione, vederli, studiarli e così poter ripensare tutto il suo cinema.
Risiede qui il senso del nostro speciale e lo spirito che ci ha guidato nel corso di questi anni, a partire dalla ormai leggendaria retrospettiva di Locarno del 2005 per arrivare fino alle più recenti riscoperte del Too Much Johnson e del più che controverso Mercante di Venezia. In tal senso questo è uno speciale che va considerato in continuo divenire, perché non si può prevedere quale sarà la nuova ‘scoperta’ wellesiana e quale sarà il prossimo filone da affrontare e approfondire. E, in proposito, intendiamo seguire fino in fondo l’insegnamento di Ciro Giorgini, massimo studioso del cinema di Welles: la sua inesausta ricerca intorno al frammento wellesiano permette di intuire come queste schegge di cinema fossero (e sono) potenzialmente in grado di scardinare le meccaniche produttive cinematografiche e di avvicinare in maniera definitiva la Settima Arte alla pittura, alla scultura e alla narrativa. Se, ad esempio, di The Other Side of the Wind non ne è rimasta che una versione incompleta e non chiusa perché non poterla vedere così com’è, allo stesso modo di come Michelangelo ha lasciato la sua Pietà Rondanini e così come Kafka non ha completato nessuno dei suoi tre celebri romanzi?
Perciò, prima di lasciarvi ai vari approfondimenti, vorremmo chiudere questo pezzo di presentazione con quanto già scrivevamo nel 2005, dopo la retrospettiva dedicata a Welles al Festival di Locarno: “Questo non significa che Welles è più importante dei suoi film, ma che Welles, a lato di una cinematografia tradizionale, dispone di un’altra cinematografia che ha una portata sconvolgente, in potenza superiore alla prima, se ne consideriamo l’ontologica irriducibilità a farsi film, a chiudersi in un discorso unico. Si pensi, difatti, all’ultima fase della sua carriera, in cui gli bastava mettersi al centro della scena, truccarsi un po’, indossare un naso finto, sistemare delle luci su uno sfondo sia pure asettico, et voilà, come per un gioco di magia, nasceva, miracolosamente, il cinema”.

La retrospettiva di Locarno del 2005

Welles a Locarno
Welles finito non finito – parte prima
Welles finito non finito – parte seconda
Welles per la TV. Confidenziale e intimo
Intorno a Orson Welles
Welles: deviazioni possibili

Sul Too Much Johnson

Recensione di Too Much Johnson
Intervista a Piero Colussi dell’associazione Cinemazero sul ritrovamento del Too Much Johnson
Intervista a Paolo Cherchi Usai sul restauro del Too Much Johnson
Sul premio assegnato a Too Much Johnson

Su Ciro Giorgini

Intervista a Ciro Giorgini – parte prima
Intervista a Ciro Giorgini – parte seconda
Intervista a Ciro Giorgini – parte terza
Addio Ciro
Too Much Ciro

Altre interviste

Intervista a Chema Prado.
Intervista a Esteve Riambau.
Intervista a Jonathan Rosenbaum
Intervista a Mauro Bonanni, montatore del Don Chisciotte
Intervista a Walter Murch sul restauro de L’infernale Quinlan

Sulla copia-lavoro del Don Chisciotte

Don Chisciotte, l’enigma

Sul Mercante di Venezia

L’annuncio del ritrovamento del Mercante di Venezia
Il Mercante di Venezia: un altro restauro è possibile?

Documentari su Orson Welles

Il mago – L’incredibile vita di Orson Welles
This is Orson Welles
Orson Welles, autopsie d’une légende

Libri

A pranzo con Orson

Altre rassegne e retrospettive wellesiane

Welles alla Cinémathèque française
Welles al Munich Film Museum

Info
Il sito Wellesnet.

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    di Proiettata lo scorso 29 giugno a Parigi, alla Cinémathèque, la "copia lavoro" del Don Chisciotte: un'occasione imperdibile per visionare uno dei capolavori incompiuti di Orson Welles, la cui ultima proiezione pubblica risaliva al Festival di Cannes del 1986.

2 Commenti

  1. Federico 29/05/2016
    Rispondi

    Questo speciale è davvero molto, molto interessante. Spero manteniate la promessa di renderlo ” in continuo divenire” (quindi di proseguirlo, arricchendolo, nel tempo). Chapeau

    • Alessandro Aniballi 29/05/2016
      Rispondi

      Grazie mille! Sì, siamo assolutamente intenzionati a mantenere la promessa. Prossimamente dovremmo riuscire a pubblicare nuovi contributi. Grazie ancora.
      Alessandro Aniballi

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