The World Is Mine

The World Is Mine

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Presentato nel concorso lungometraggi al Trieste Film Festival, The World is Mine è l’opera prima del regista rumeno Nicolae Costantin Tanase. Film che annega tra sociologismi e vezzi autoriali artificiosi.

Larisa corre

La sedicenne Larisa vive in una piccola città vicino al mare. Il suo rapporto con la madre, che è sempre in difficoltà economiche, è tutt’altro che idilliaco. Inoltre la ragazza deve occuparsi da sola della nonna. Quando Larisa si innamora di Florin, il playboy locale, si mette contro Anna, ragazza di buona famiglia, che è determinata a sbarazzarsi della rivale a tutti i costi. [sinossi]

A tutti noi capiterà frequentemente di incrociare quelle ragazzine quindicenni o di età limitrofe, vestite e truccate in modo decisamente appariscente, intente a sghignazzare sguaiatamente e a far schiamazzi. Oppure possono rientrare nelle nostre memorie scolastiche. Quale psicologia può celare un tale comportamento? Vorrebbe spiegarcelo in The World is Mine – presentato alla 27esima edizione del Trieste Film Festival – l’esordiente regista rumeno Nicolae Costantin Tanase, a dimostrazione che il vuoto esistenziale delle giovani generazioni è sempre più globalizzato. Ovviamente si tratta di una casistica che rientra nel cosiddetto disagio giovanile, termine che è ormai diventato lo stereotipo che spiega tutto. Si cela naturalmente una realtà famigliare difficile, un clima deprimente da cui le ragazze cercano di fuggire, comportandosi per reazione nel modo di cui sopra. Convinte, per l’energia della propria età, di avere in mano il mondo, di potersi ribellare a tutto e tutti, alle istituzioni famigliari e scolastiche opprimenti.

In questo senso però Tanase non riesce che a mettere in piedi dei cliché triti e ritriti. La madre assente e odiosa, il patrigno o il padre sciatto e unto in canottiera violento, una nonna allettata cui prendersi cura, cui cambiare i pannoloni. E poi le amicizie scolastiche e tra coetanei. Solo due amiche, vere ma neanche tanto, i ragazzi che la considerano solo come oggetto sessuale, e ci scappa anche lo stupro. E poi la compagna di classe di famiglia altolocata, con cui nasce la rivalità per il ragazzo, da cui il conflitto classista. Per gli stessi motivi da noi è scaturito il delitto di Avetrana, ma Tanase ci mostra una realtà diversa che non può che scivolare verso lo scontato finale. E, per rincarare la dose, ambienta il tutto in una cittadina di palazzoni anonimi e fatiscenti, con anche una bella centrale nucleare che campeggia sullo sfondo.
Da parte sua il regista tenta di fare proprio il linguaggio giovanile, di vedere le cose dal punto di vista di Larisa. E così vediamo delle riprese nel tipico formato rettangolare verticale da smartphone. E in qualche dialogo tra i ragazzi sembra che nulla esista se non mediato da una chat o postato su un social network. E l’amore vero è dimostrato non più da una margheritina cui staccare i petali, ma dai test su internet, mentre il discorso sul linguaggio, così come la musica rap, poteva essere interessante se sviluppato di più. Non riusciamo a essere partecipi della vita di Larisa come di un Antoine Doinel. E l’adolescenza torbida, l’esplorazione anche sessuale della vita di una ragazza non è certo raccontata con lo spessore che può avere per esempio un film come 36 fillette di Catherine Breillat.

Non pago di costruire un film su cliché e sociologismi di retroguardia, Nicolae Costantin Tanase si deve essere posto il problema hitchcockiano del cinema come fetta di torta e non come fetta di vita. Pensando così di trovare uno sfogo a un approccio puramente naturalistico e alla claustrofobia di una vita senza speranza. E così ecco un po’ di situazioni oniriche e metaforiche, tanto per far vedere il tocco autoriale. L’acqua è l’elemento centrale, Larisa compare spesso come fluttuante in un mare, come sospesa in un ambiente fluido. Ma l’acqua è minacciosa e pronta a inghiottire, a distruggere come uno tsunami, un mondo opprimente. Metafore buttate lì alla bell’è meglio, non organiche con il film e del tutto gratuite. È tutto il film, The World is Mine, ad annegare e a colare decisamente a picco.

Info
La pagina facebook di The World Is Mine.
The World Is Mine sul sito del Trieste Film Festival.
Il trailer originale di The World Is Mine.
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