Omaggio a Elio Petri

Omaggio a Elio Petri

Tra oggi, primo marzo, e domani alla Sala Trevi a Roma un omaggio promosso dalla Cineteca Nazionale a Elio Petri, dal titolo “Elio Petri, un autore inclassificabile”. In programma alcuni suoi capolavori, come Todo modo, e la presentazione di due volumi sul suo cinema.

Due volumi recentemente usciti hanno fortunatamente riaperto il “caso Elio Petri”, proponendo nuove riflessioni su un cinema più unico che raro, che sfugge da qualsiasi retorica. Quando si parla di cinema di denuncia in Italia il nome di Elio Petri non manca mai, viene recitato come una litania prima ancora dei nomi di Francesco Rosi e Damiani Damiani. Ma questo accostamento reiterato nel tempo, destituito di ogni approfondimento critico, non giova alla figura di Petri, elevato a totem di un cinema che vanta molti tentativi di imitazione (anche e soprattutto televisivi), ma che in realtà non ha fatto proseliti. Mentre il regista merita ben altra sorte e considerazione, prescindendo dal mero cinema di denuncia. Il cinema di Petri infatti è stato capace di trascendere la realtà con l’arma del grottesco, ma anche di cogliere con sensibilità i mutamenti sociali in atto. Rimane, d’altronde, inclassificabile un’opera come Todo modo, uno dei film più allarmanti e più inquietanti del cinema italiano, che a distanza di quasi trentacinque anni non siamo ancora riusciti a definire, delineare, delimitare perché la Storia, con le sue contraddittorie vicende, ha contribuito a rendere ancora più intrigato e intrigante. Il mistero del film è il mistero di un regista che, affrontando prevalentemente (e rileggendo) la realtà circostante, ha quasi sempre evitato di parlare di se stesso, eppure la sua complessa personalità, il suo travaglio interiore (raccontati poi dal suo sceneggiatore di fiducia, Ugo Pirro, nel fondamentale libro Il cinema della nostra vita) sono comunque emersi, tra le righe. Dietro la denuncia si nascondeva un uomo che non si definiva un artista, tanto meno un intellettuale, ma «un adolescente, ancora senz’arte, né parte». Adolescente fino all’ultimo, per allontanare lo spettro della morte: «Se ci penso bene, ogni cosa si fa per sfuggire all’idea della morte, per passare il tempo, perché la mente sia occupata da altro che non dall’idea, o voglia o paura, di morire».
La Cineteca Nazionale gli rende omaggio oggi, primo marzo, e domani alla Sala Trevi con la proiezione di alcuni dei suoi capolavori, a partire dallo stesso Todo modo.

 

____________Martedì 1 marzo____________

ore 16.30
La proprietà non è più un furto
(1973, 126′)

ore 18.45
La classe operaia va in paradiso
(1971, 115′)

ore 20.45
Incontro moderato da Emiliano Morreale con Goffredo Fofi, Paola Petri, Gabriele Rigola, Alfredo Rossi, Piero Spila. Nel corso dell’incontro verranno presentati i volumi: Alfredo Rossi, Elio Petri e il cinema politico italiano. La piazza carnevalizzata (Mimesis, 2015), Gabriele Rigola (a cura di), Elio Petri, uomo di cinema. Impegno, spettacolo, industria culturale (Bonanno, 2016)

a seguire
Buone notizie
(1979, 116′)

 

____________Mercoledì 2 marzo____________

ore 17.00
Un tranquillo posto di campagna
(1968, 107′)

ore 19.00
Todo modo
(1976, 137′)

ore 21.30
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri
(1970, 115′)

Info
La programmazione dedicata a Elio Petri sul sito della Cineteca Nazionale.
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