Above and Below

Above and Below

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Il trentenne Nicolas Steiner svela il volto nascosto e sotterraneo (nel vero senso della parola) degli Stati Uniti nell’affascinante Above and Below, presentato alla quinta edizione del Cinema Svizzero a Venezia.

Life on Mars

April, Dave, Cindy, Rick e The Godfather vivono lontano da tutto e da tutti, e a modo loro. Dalle profondità dei canali sotto Las Vegas, a un vecchio bunker trasformato in casa nella California più deserta, polverosa e rovente, e, ancora, oltre la stratosfera dove Marte rivive sulla terra. Ciascuno di loro è stato lanciato nelle situazioni più rischiose di quell’ottovolante chiamato vita. Un mondo ai margini e totalmente sconosciuto dove veniamo letteralmente catapultati, per scoprire infine che i suoi abitanti non sono così diversi da noi. Un film affascinante, che mescola abilmente la realtà e la costruzione del reale, ed invita con forza lo spettatore a non limitarsi alla superficie delle cose. [sinossi]
Sailors fighting in the dance hall
Oh man look at those cavemen go
It’s the freakiest show
Take a look at the lawman
Beating up the wrong guy
Oh man wonder if he’ll ever know
He’s in the best selling show
Is there life on Mars?
David Bowie, Life on Mars

Above and Below, “sopra e sotto”. Non poteva scegliere titolo più evocativo e allo stesso tempo cronachistico Nicolas Steiner, poco più che trentenne e già tra i nomi di maggior rilievo per quel che concerne il panorama europeo dedito al documentario, per utilizzare un termine sempre più inadeguato; bastano i primissimi istanti del film, utilizzato da Steiner come lavoro di diploma, per rendersi conto del lavoro di continua contrapposizione che lo contraddistinguerà.
Le fogne di Las Vegas, ultra-mondo terreno, fetido ricettacolo delle impurità e dei detriti della società umana, si contrappongono a quel movimento a salire che la videocamera fa utilizzando i binari. In una tensione crescente e sempre continua, Above and Below tenta, prima ancora di ricucire i pezzi di un’umanità sbrindellata, di trovare il punto di contatto tra lo sguardo proteso al cielo e la necessità di sentirsi coperti, protetti, nascosti al mondo. Per mettere in immagini questa sfida Steiner si reca nel luogo della Terra in cui la lotta tra luce e tenebra, aperto e chiuso, tomba e cielo appare più evidente, quotidiana, quasi inevitabile: gli Stati Uniti d’America.

Above and Below è un viaggio nella giostra di un paese quasi extraterrestre, in cui la città dorata, quella dei casinò e delle mille luci, è vista attraverso la lente deformata e deformante di persone che hanno deciso di vivere nei canali; una vita nell’al-di-sotto, invisibile alla maggior parte della gente, cripta ai limiti del sopportabile in cui una salsiccia viene riscaldata sulla fiamma ossidrica; c’è poi chi è fuggito dalla società, rifugiandosi in un relitto abbandonato della stessa (anche un bunker dell’esercito, sperduto nel nulla del deserto, può diventare una casa), e infine chi studia le possibilità di abbandonare davvero tutto, persino la stratosfera, per abitare altrove, magari su Marte.
C’è vita su Marte? si chiedeva David Bowie più di quaranta anni fa; chissà, quel che è certo è che c’è ancora vita sulla Terra, anche se a tratti sembra sempre più paradossale e bizzarra. Nel suo viaggio alle radici del senso dell’umano Steiner si proietta in direzione dello sguardo apocalittico (e mai integrato) di Werner Herzog, in particolar modo per il modo in cui decide di sondare e riprendere l’universo statunitense.
Gli Stati Uniti, corpo espanso ed estendibile che pulsa di un respiro unico, elettrico lampo di moderno in un paesaggio antichissimo, che nasconde vestigia millenarie sotto un cumulo di plastica, stanno diventando sempre di più l’obiettivo dell’occhio occidentale. Lo dimostrano i già citati lavori di Herzog (da How Much Wood Would a Woodchuck Chuck a Into the Abyss), ma anche i nostrani Gianfranco Rosi con Below Sea Level, Roberto Minervini con la “trilogia texana” e Louisiana (The Other Side) e Stefano Galli con Lamerica.

Si inserisce dunque in questo solco anche Above and Below: lo sguardo di Steiner, indagatore e a tratti attonito ma anche complice, con una prammatica da vero e proprio metteur en scéne, si muove tra le vite dei suoi cinque personaggi dimostrando una capacità non indifferente di maneggiare il materiale a disposizione. Attraverso un acuto lavoro di montaggio, che sfonda in maniera pressoché continua i confini del cinema documentario, Steiner rappresenta in Above and Below un magma umano multiforme e fantasmagorico, eppure allo stesso tempo ancorato tutt’ora alla terra, al materico. In definitiva, all’umano. Dominato da un occhio scientifico e al contempo umanistico, Above and Below sfrutta i continui contrasti per completare, tassello dopo tassello, un vero e proprio mosaico del rapporto tra l’uomo e la natura in cui si trova, o che elegge a propria dimora. Esiste una memoria condivisa, che ci si infogni sotto il manto stradale o si protenda lo sguardo verso un altro pianeta: una memoria di dolore, gioia, speranze e delusioni. Una memoria di vita. Steiner la ricorda, e la racconta. Sopra e sotto, per ritrovarsi forse sempre nel mezzo.

Info
Il trailer di Above and Below.
Above and Below, il sito ufficiale.
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