Weekend

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Dopo il successo di 45 anni arriva in Italia il film precedente di Andrew Haigh, una minimale storia d’amore tra due ragazzi nel corso di un weekend a Nottingham.

Glen e Russell

Un venerdì sera Glen e Russell si incontrano in un locale gay, e tra i due nasce subito una forte attrazione. Ma quello che sembrava solo un incontro occasionale si trasforma in qualcosa di più intimo. Ma lunedì Glen dovrà partire per gli Stati Uniti dove ha deciso di trasferirsi, e ai due ragazzi resta solo il tempo di passare insieme un weekend… [sinossi]

Il weekend è una frazione di tempo che il cinema ha spesso utilizzato: si inizia venerdì un’avventura che il lunedì successivo sarà definitivamente terminata, lasciando però spazio a una maturazione, a un cambio di prospettiva, a una (magari piccola) rivoluzione interiore. Il fine settimana viene sfruttato esattamente in questa ottica anche da Andrew Haigh, celebrato solo pochi mesi fa nelle sale italiane dall’apparizione sugli schermi di 45 anni, caustico e duro dramma da camera in cui venivano al pettine i nodi di un rapporto matrimoniale pluridecennale eppure non privo di ombreggiature, quello tra Tom Courtenay e Charlotte Rampling – entrambi premiati per l’interpretazione alla Berlinale 2015, con la Rampling in corsa anche per l’Oscar, vinto poi da Brie Larson per Room di Lenny Abrahamson.
Visto il successo di critica e pubblico che ha accompagnato 45 anni, la Teodora Film ha pensato bene di dare una chance anche al precedente film di Haigh, Weekend, opera seconda dopo il misconosciuto esordio Greek Pete, diretto nel 2009; quello di Weekend in Italia è un recupero tardivo, considerati i riconoscimenti ricevuti in giro per il mondo nel corso dell’ultimo lustro.

A posteriori si possono rintracciare alcuni tratti peculiari che legano Weekend e 45 anni, a partire dall’intenzione di donare nuovo smalto a quel dramma da camera su cui il cinema britannico ha costruito nel corso del tempo buona parte delle sue fortune internazionali. Per quanto la storia d’amore tra Glen e Russell sia appena abbozzata – i due si conoscono in un locale gay il venerdì sera e al termine del weekend Glen dovrà partire per Portland, in Oregon, dove seguirà un corso d’arte per i successivi due anni – mentre quella tra Kate e Geoff abbia resistito all’usura del tempo, è evidente come l’occhio di Haigh si concentri con maggior interesse sui dettagli del rapporto sentimentale; grazie anche all’eccellente interpretazione dei due protagonisti Tom Cullen e Chris New, il punto di forza del film risiede proprio nella pazienza con cui Haigh si sofferma sugli sguardi, i momenti di silenzio, gli imbarazzi e i desideri celati. Lì, in quell’interstizio d’aria tra un dialogo e l’altro – le parole non possiedono ancora la forza, gli spigoli e la rotondità che dimostreranno nell’opera successiva – si rintraccia la velleità autoriale di Haigh.

Per il resto, incatenato anche a un budget a dir poco irrisorio (negli interventi pubblici il giovane regista ha parlato di un totale di 120.000 sterline), Haigh predilige la via del minimalismo indie, soffocando in parte il proprio sguardo a una struttura ben più standardizzata, uniforme, persino prevedibile nella maggior parte dei passaggi narrativi ed estetici. Sfondando il muro di cartone della pudicizia, con sequenze di rapporti sessuali molto più esplicite di quanto solitamente si sia abituati a vedere, Weekend non sempre riesce però a trovare una propria via, preferendo appoggiarsi a una strutturazione pregressa, sia nella scrittura della psicologia dei personaggi (Russell timido e ancora incapace di parlare apertamente della propria omosessualità, Glen artistoide e dunque ben più spigliato e diretto sull’argomento), che nella scelta dei campi e dei tempi di ripresa. Sotto questo punto di vista appare paradigmatico il segmento finale del film, costruito su snodi narrativi, ritmi di montaggio e composizioni del quadro così puntuali nella grammatica cinematografica da sfiorare l’ovvietà.
Opera ancora fragile e in parte immatura, Weekend mostra però in nuce le potenzialità di un regista dallo sguardo acuto e in grado di cogliere le pulsioni sentimentali degli uomini e delle donne, e anche solo per questo merita il recupero tardivo da parte della distribuzione italiana.

Info
Il trailer di Weekend.
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