La Quinzaine des réalisateurs 2016

La Quinzaine des réalisateurs 2016

Pablo Larraín, Anurag Kashyap, Paul Schrader, Marco Bellocchio: come sempre la Quinzaine des réalisateurs si conferma sulla carta come uno degli indispensabili polmoni verdi della Croisette.

Mentre buona parte dei giornalisti italiani era ancora col capo chino a piangere per l’assenza totale di film nostrani in concorso (ignorando che anche un’altra cinematografia tra le fondamentali, quella giapponese, avesse subito la medesima sorte; forse sarebbe ora di lasciar da parte equiparazioni forzate tra la presenza di film a Cannes e lo stato di salute della produzione), ci ha pensato la Quinzaine des réalisateurs a portare nuovi sorrisi, ovviamente conditi da toni trionfalistici. L’annuncio della selezione del 2016 ha infatti portato in dote all’Italia ben tre titoli inseriti nel palinsesto, almeno due dei quali ampiamente previsti: sia La pazza gioia di Paolo Virzì – che forse comunque sperava nella corsa alla Palma d’Oro – che Fiore di Claudio Giovannesi dovevano in qualche modo trovare collocazione sulla Croisette.
Un po’ più sorprendente è stato semmai l’annuncio della presenza, per di più come film d’apertura, di Fai bei sogni, che Marco Bellocchio ha tratto dal romanzo autobiografico di Massimo Gramellini: era infatti più che credibile che il regista di Bobbio volesse confrontarsi una volta di più con il concorso veneziano. Invece la prima apparizione pubblica di Fai bei sogni sarà al JW Marriott, la sala che accoglie le proiezioni ufficiali della Quinzaine.

Al di là della pattuglia italiana, effettivamente folta (sei film a Cannes, nel complesso [1], è un numero assai ragguardevole), la sezione collaterale del festival transalpino si conferma la più dinamica, e quella forse maggiormente propensa a correre dei rischi – calcolati, ovviamente.
Ecco dunque mettersi in posizione accanto al terzetto Bellocchio/Giovannesi/Virzì i vari Joachim Lafosse (ex enfant prodige del cinema belga, alla Quinzaine con L’Economie du couple), Laura Poitras (Risk), Kim Nguyen (il nuovo film dopo l’ottimo Rebelle si intitola Two Lovers and a Bear), l’afghana Shahrbanoo Sadat (Wolf and Sheeps). Un esordio come quello di Claude Barras con il film d’animazione Ma vie de courgette, merita poi un’attenzione particolare.

I colpi al cuore sono però inevitabilmente altri: se la presenza de L’Effet aquatique di Sólveig Anspach smuove alla commozione soprattutto per la sua natura di opera postuma, dato che l’autrice di Queen of Montreuil è morta lo scorso agosto, sconfitta da un cancro al seno, sono sussulti tutti cinefili quelli legati ai nomi di Anurag Kashyap (Psychoraman), Alejandro Jodorowsky (Poesía sin fin) Paul Schrader (Dog Eat Dog, scelto come film di chiusura) e, dulcis in fundo, Pablo Larraín con il suo Neruda, personale lettura della vita del più importante poeta cileno di ogni tempo. Un palinsesto che non ha molto da invidiare alla selezione ufficiale, e che promette come ogni anno di regalare alcune delle visioni indispensabili del festival.
Di seguito la lista completa dei film selezionati.

LUNGOMETRAGGI

Divines di Houda Benyamina
Dog Eat Dog di Paul Schrader
Fai bei sogni di Marco Bellocchio
Fiore di Claudio Giovannesi
L’Économie du couple di Joachim Lafosse
L’Effet aquatique di Sólveig Anspach
La pazza gioia di Paolo Virzì
Les Vies de Thérèse di Sébastien Lifshitz
Ma vie de courgette di Claude Barras
Mean Dreams di Nathan Morlando
Mercenaire di Sacha Wolff
Neruda di Pablo Larraín
Poesía sin fin di Alejandro Jodorowsky
Raman Raghav 2.0 di Anurag Kashyap
Risk di Laura Poitras
Tour de France di Rachid Djaïdani
Two Lovers and a Bear di Kim Nguyen
Wolf and Sheep di Shahrbanoo Sadat

Note
Gli altri titoli italiani sulla Croisette sono: Pericle il nero di Stefano Mordini (Un certain regard), L’ultima spiaggia di Thanos Anastopoulos e Davide Del Degan (Séances speciales) e I tempi felici verranno presto di Alessandro Comodin (Semaine de la critique).
Info
Il sito ufficiale della Quinzaine des réalisateurs.

Articoli correlati

  • Cannes 2016

    Svelata la selezione di Cannes 2016

    Il secondo festival dell'era-Lescure conferma la solita parata di nomi imperdibili, per un concorso che tiene fuori dalla porta italiani e giapponesi.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento