Mal di pietre

Mal di pietre

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Melodramma provenzale lacrimevole e incoerente, Mal di pietre di Nicole Garcia scivola verso il finale in colpi di scena risibili e trovate a tratti demenziali. In concorso a Cannes 2016.

Una lacrima sul viso

Gabrielle è cresciuta nell’ambiente della piccola borghesia rurale provenzale, dove il suo sogno di una passione assoluta dà scandalo. I genitori la consegnano perciò in sposa a José, un operaio edile stagionale, nella speranza di farne così una donna rispettabile. Inviata a fare le cure termali per curare i suoi calcoli renali, incontra un tenente reduce dalla guerra di Indocina. E se ne innamora perdutamente. Questa volta Gabrielle ha tutta l’intenzione di portare il suo sogno fino in fondo… [sinossi]

Il melodramma, come anche la commedia, vive di equilibri precari e delicatissimi, basta un tono fuori luogo, un piccolo inceppo nel ritmo, un sospiro o una lacrima di troppo e anche la tragedia umana più dolente diventa risibile. Cade purtroppo in questa trappola anche Mal di pietre di Nicole Garcia, melò provenzale con protagonista Marion Cotillard, presentato in concorso a Cannes 2016.

Tratto dal romanzo di Milena Agus (Mal di pietre, Edizioni Nottetempo) e ambientato negli oppressivi anni ’50, il film della Garcia racconta la storia di una ragazza di campagna irrequieta e bramosa di esperire “la cosa principale”: il sesso. I suoi comportamenti poco consoni alla società rurale del tempo spingono i genitori a darla in sposa al primo venuto, l’operaio stagionale di origine spagnola José (Alex Brendemühl). Dal momento che l’alternativa proposta dalla madre è il ricovero in manicomio, Gabrielle accetta di sposarsi. Ma la ragazza soffre di calcoli renali (il mal di pietre del titolo) e così il marito, pur di farla procreare, decide di portarla alle terme. L’alternativa, in questo caso, era direttamente la lobotomia. Alla stazione termale però la nostra eroina si innamora perdutamente di un reduce della guerra di Indocina che porta il nome altisonante di Sauvage, ma in realtà è incarnato da un Louis Garrel, malaticcio e semi-inerte.
Insomma per Gabrielle la possibilità di realizzare quell’esistenza romanzesca che ha sempre sognato, si fa via via più flebile, non le resta che iniziare a lavorare di fantasia, vagheggiando una fuga con il suo nuovo innamorato, in un altrove non ben specificato.

Tra le interpreti migliori del nostro tempo, Marion Cotillard non fa certo fatica in Mal di pietre a farci credere di avere diciannove anni. Ma lei è anche una di quelle attrici che sanno piangere a comando (impressionante il suo primo piano lacrimevole in Macbeth, sebbene inadatto al personaggio della temibile Lady scozzese) e ben sapendolo, Nicole Garcia fa ampio abuso di questo suo talento.

Ma non sono state certo solo le lacrime a innescare qualche risolino nel corso della proiezione cannense di Mal di pietre, il fatto è che il melodramma della Garcia funziona per un lungo tratto, poi prende una direzione da thriller psicologico che mal si addice a tutto il resto. Così tra amici immaginari, erezioni mancate, una foto con personaggio assente e sogni disattesi, il ridicolo involontario si apre un varco nella sensibilità fin lì abbastanza partecipe dello spettatore, e la sua credulità finisce in un baratro.

A poco valgono poi i riferimenti letterari, che mirano a fare della povera Gabrielle un’eroina alla Cime tempestose (è questo il libro che le viene donato dal suo professore), l’inedito incrocio della determinazione folle di Catherine e della ferinità di Heathcliff. Valgono a poco soprattutto perché Mal di pietre non rinuncia a un altro aspetto tipico del melodramma: il moralismo. Questo fa capolino con una certa costanza nel film, per ricordarci, soprattutto attraverso la faccia da cane bastonato del marito della protagonista, quanto in realtà lei abbia una certa pienezza coniugale, e quindi di vita, a portata di mano.
Ecco allora che emerge il dubbio che Gabrielle sia realmente affetta da qualche turba psichica, per lei, come per tante altre donne inquiete della sua epoca, sembra volerci dire il film, forse la lobotomia era una possibilità da considerare.

Info
Il trailer di Mal di pietre.
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