La Mort de Louis XIV

La Mort de Louis XIV

di

Con La Mort de Louis XIV Albert Serra porta a Cannes gli ultimi giorni di vita del Re Sole oramai agonizzante, smitizzando una volta di più il secolo dei lumi e raccontando la putrefazione del potere.

Eppur si muore

Agosto 1715. Al ritorno da una passeggiata, Louis XIV sente un forte dolore alla gamba. I giorni seguenti il re prosegue nei suoi compiti, ma le notti sono agitate, e la febbre sale. Mangia poco e s’indebolisce sempre di più. È l’inizio di una lenta agonia del più grande re di Francia, circondato dai suoi fedeli servitori e dai suoi medici. [sinossi]

La Mort de Louis XIV è uno dei migliori film visti alla sessantanovesima edizione del Festival di Cannes. Visti? Forse è il caso di riformulare la frase. La Mort de Louis XIV sarebbe stato uno dei migliori film visti alla sessantanovesima edizione del Festival di Cannes, se solo l’organizzazione della kermesse avesse voluto. Invece il nuovo lungometraggio dello spagnolo Albert Serra, nonostante il regista venisse dal trionfo a Locarno del 2013 con Història de la meva mort, è stato dapprima relegato in fase di selezione tra le “séances spéciales” (stesso destino toccato tra gli altri anche al Vecchiali de Le Cancre, al Mahamat-Saleh Haroun di Hissen Habré, une tragédie tchadienne, al Rithy Panh di Exil) e quindi fatto scomparire dopo solo due proiezioni, una riservata alla stampa in Salle Bazin e l’altra aperta a tutti gli accrediti possibili e immaginabili alla Soixantième. Due proiezioni nello stesso giorno, e poi più nulla. Per un film che tra l’altro andrà senza dubbio incontro a problemi distributivi, una sorta di condanna a morte, o poco meno. Il rischio che La Mort de Louis XIV diventi un’opera misteriosa e impossibile da rintracciare è forte, e viene da chiedersi come sia possibile che di fronte a una messa in scena così rigorosa e spietata del potere e della sua naturale decomposizione, non si abbia avuto l’acume – o forse il coraggio – di pensare a una collocazione in concorso, o almeno in Un certain regard. Perché Serra avrebbe meritato di poter competere per la conquista di un premio, viatico non tanto per la gloria imperitura, ma soprattutto per una diffusione. Ma il concorso di Cannes sta puntando a una vera e propria restaurazione (sia per i nomi ricorrenti, praticamente sempre gli stessi, sia per l’estetica da certificare come valida), si sa…

La Mort de Louis XIV è un film che dialoga all’interno e all’esterno della filmografia di Serra: da un lato si muove nella stessa direttrice che guida la narrazione di Història de la meva mort, dall’altro apre gli occhi su altre messe in scene dell’esercizio dello Stato (impossibile con la mente non tornare a Roberto Rossellini, ma anche alla tetralogia del potere composta da Aleksandr Sokurov, e in particolare a Taurus). Ma se il Louis XIV di Rossellini, interpretato da Jean-Marie Patte, è in piena forma e Sokurov affronta l’uomo/mito con uno sguardo comunque elegiaco, Serra ha il coraggio di spostare completamente l’asse del discorso, profanando l’immagine del Re Sole portandone davanti alla macchina da presa il corpo sfatto, oramai moribondo, già agonizzante.
Il film è tutto nell’occhio di Jean-Pierre Léaud, vitreo e sempre più teso all’immobile; non ha più orizzonti, lo sguardo del re morente, ma si fissa ancora, fissa ancora quel pubblico/corte che lo circonda e lo venera, grida “bravo!” a ogni semplice gesto del sovrano, fosse anche solo quello di togliersi la feluca in segno di riverenza. Un corpo elefantiaco, gargantuesco, sprofondato nel letto da cui non si rialzerà più. Mettere in scena la morte di una nazione (il Re Sole rappresentò la Francia per oltre settant’anni, dato che aveva iniziato a regnare a cinque: la sua morte aprì le porte definitivamente a una crisi – sociale, economica, culturale – che corroderà gli argini del sistema fino a portare alla rivoluzione del 1789) solo attraverso il disfacimento di un essere umano. “Anche sul trono più alto del mondo, si sta seduti sul proprio culo”, scriveva Michel de Montaigne nel XVI secolo, e questa verità sibillina è espressa da Serra con un ghigno persistente, crudele.

È un film a suo modo violento, La Mort de Louis XIV, parossistico e carico di sarcasmo. La storia si fa tragedia e poi farsa, e l’agonia di un anziano regnante non scampa a questa verità, così come non sfuggono alla messa alla berlina il potere reale quanto il secolo dei lumi (già al centro del discorso in Història de la meva mort, dove la luce della conoscenza viene annichilita dall’ombra del mistero), la religione e il rito, di qualunque tipo. Nella postura immonda del re tenuto a forza in vita dai suoi fedelissimi medici si legge la glorificazione/putrefazione del cinema francese – incarnato da Léaud – ma anche la riflessione sulla storia recente della Spagna (il Francisco Franco già morto prima dell’annuncio ufficiale); Serra stratifica il discorso, chiude il quadro senza mai cercare l’abbellimento fine a se stesso, si diverte a massacrare la Storia. L’umano annienta il sacro, ma solo per trovare altre giustificazioni alle proprie mancanze. “La prossima volta faremo meglio”. Titoli di coda.

Info
La Mort de Louis XIV sul sito della Capricci Films.
  • la-mort-de-louis-xiv-2016-albert-serra-01.jpg
  • la-mort-de-louis-xiv-2016-albert-serra-02.jpg
  • la-mort-de-louis-xiv-2016-albert-serra-03.jpg
  • la-mort-de-louis-xiv-2016-albert-serra-04.jpg

Articoli correlati

  • Festival

    Festival-di-Cannes-2016Festival di Cannes 2016 – Presentazione

    Al via la 69a edizione del Festival di Cannes: l'apertura ufficiale con l'ultima fatica di Woody Allen, Café Society, quindi la corsa alla Palma, il mercato, una mole inaffrontabile di film... e una macchina (auto)promozionale che sembra non arrestarsi mai.
  • Festival

    Cannes 2016Cannes 2016

    Il Festival di Cannes 2016: la Croisette in bella mostra e la fiumana di pellicole tra concorso, fuori concorso, Un Certain Regard, Quinzaine des Réalisateurs, Semaine de la Critique...
  • Festival

    cannes-2016Cannes 2016 – Minuto per minuto

    Approdiamo sulla Croisette e arriva con noi il tradizionale appuntamento del minuto per minuto. Dalla selezione ufficiale alla Quinzaine des réalisateurs e alla Semaine de la critique, ecco a voi il Festival di Cannes 2016!
  • Torino 2013

    Història de la meva mort

    di Dopo la vittoria del Pardo d’Oro al Festival di Locarno, il nuovo lungometraggio del cineasta catalano Albert Serra arriva sotto la Mole Antonelliana, alla trentunesima edizione del Torino Film Festival, nella sezione Onde.
  • Festival

    Rotterdam 2017

    Con Rotterdam 2017 prende il via la quarantaseiesima edizione del festival olandese, un luogo di incontro tra cineasti del mondo, dove si celebra l’esperienza del cinema. Un'edizione segnata dalle masterclass, ma anche dal cinema come visione in sala.
  • Interviste

    Intervista ad Albert Serra

    La prossima volta faremo meglio, dicono i medici al capezzale del Re Sole in La mort de Louis XIV, film tra i più apprezzati a Cannes 2016. Sarà difficile fare di meglio anche per il regista, Albert Serra, che ha già fatto incetta di premi e riconoscimenti.
  • Locarno 2018

    Dulcinea RecensioneDulcinea

    di Presentato nella sezione Signs of Life del Locarno Festival 2018, Dulcinea, nuovo lavoro di Luca Ferri che racconta un amor cortese nella Milano anni '90.
  • In sala

    c'è tempo recensioneC’è tempo

    di L'esordio in un film di finzione si traduce per Walter Veltroni in un velleitarismo autoriale dimentico di azione e racconto, imperniato su una serie di cliché, a partire da una cinefilia inerte, addomesticata ed edulcorata.
  • Festival

    Bergamo Film Meeting - PresentazioneBergamo Film Meeting 2019 – Presentazione

    Parte il Bergamo Film Meeting, alla sua 37esima edizione, dal 9 al 17 marzo, con la preapertura, l'8 con la proiezione di Metropolis musicata da Jeff Mills. E quest'anno la manifestazione sarà all'insegna di Jean-Pierre Léaud, grande ospite per tutta la durata del festival, in un'ampia retrospettiva a lui dedicata.
  • Festival

    Bergamo Film Meeting 2019Bergamo Film Meeting 2019

    Traguardo della 37a edizione per il Bergamo Film Meeting 2019, in programma dal 9 al 17 marzo. Preapertura l'8 con la proiezione di Metropolis musicata da Jeff Mills. Quest'anno la manifestazione sarà all'insegna di Jean-Pierre Léaud.
  • Cannes 2019

    liberté recensioneLiberté

    di Liberté è il settimo lungometraggio diretto da Albert Serra in sedici anni di carriera. Un viaggio nel libertinismo settecentesco, con la Francia prossima a crollare sotto i colpi della Rivoluzione. Un film ostico ma affascinante.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento