Bellaria 2016 – Presentazione

Bellaria 2016 – Presentazione

Al via il festival di Bellaria 2016, di cui Quinlan è media partner. La manifestazione romagnola, giunta alla sua trentaquattresima edizione, concentra il suo sguardo sulla produzione italiana, aprendosi nel contempo alla città che la ospita e ai suoi spazi.

Colpisce che, in un periodo tutt’altro che facile per i festival indipendenti nazionali (falcidiati da una miope visione della cultura da parte delle istituzioni, e dei loro rappresentanti) resista, sul territorio italiano, un nucleo forte di manifestazioni che hanno saputo crearsi (e mantenere) una forte identità nel corso dei decenni. Tra queste va annoverato senz’altro il Bellaria Film Festival, storica kermesse tardo primaverile/estiva, ospitata annualmente dal comune di Bellaria Igea Marina, giunta quest’anno alla sua trentaquattresima edizione. Un festival, quello di Bellaria, che ha saputo affiancare alla continuità ideale e di intenti (forte di un’attenzione pressoché esclusiva alla realtà del cinema indipendente, e ai suoi linguaggi) una continua opera di rinnovamento e mutazione, che l’ha portata, da circa un decennio a questa parte, a volgere il suo sguardo esclusivamente ai documentari. Uno sguardo su una realtà rimasta, sul suolo italico, sommersa per decenni, solo di recente (ri)assurta all’onore dei palcoscenici internazionali (con i premi, nei festival di Venezia, Roma e Berlino, alle opere di Gianfranco Rosi e Alberto Fasulo). Una realtà esprimente comunque, nel suo complesso, una voglia di sperimentare e innovare i linguaggi perfettamente in linea con lo spirito di una manifestazione come quella romagnola.

In questa edizione, che si svolgerà dal 27 al 29 maggio, la kermesse di Bellaria ha scelto di concentrarsi esclusivamente su opere di produzione italiana; divise, secondo una formula già rodata negli anni precedenti, nelle sezioni Concorso Italia Doc e Casa Rossa Art Doc. Vista (anche) la coincidenza di questa trentaquattresima edizione con il sessantennale della nascita del comune di Bellaria Igea Marina, il festival ha deciso una maggiore “apertura”, nella sua proposta, alla città e ai suoi spazi: in questo senso va letta l’aggiunta, alla sede del Cinema Teatro Astra, del Teatro Smeraldo (che ospiterà, insieme al primo, le opere delle due sezioni competitive) e dell’Arena Italia, storico spazio già adibito a cinema all’aperto nel corso degli anni ‘60. Proprio nella cornice di quest’ultima saranno proposti alcuni degli eventi più interessanti e “di confine” del festival: a partire dalla pre-apertura, nella serata del 26 maggio, con la proiezione di Un ragazzo, tre ragazze di Eric Rohmer, per proseguire con l’esplorazione del Polesine, in forma di musica e letture, dal titolo Anime galleggianti, proposta da Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica) e dall’ex CCCP e CSI Massimo Zamboni; per concludersi con la sonorizzazione di tre opere di Man Ray (Le retour à la raison, L’étoile de mer e Emak-bakia) ad opera di Teho Teardo e del suo ensemble.

La prima sezione competitiva spazierà invece su un nucleo di film che hanno già in parte goduto di passaggi in manifestazioni italiane e internazionali: tra questi, vanno ricordati almeno lavori come Il solengo, di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis, Mia madre fa l’attrice di Matto Balsamo e Il successore di Mattia Epifani; mentre destano curiosità, tra gli altri lavori in programma, l’antropologico L’ombelico magico, nuova opera di Laura Cini, e l’inedito Magic Island, viaggio nella memoria in forma di musica e immagini firmato da Marco Amenta. Sarà comunque nella sezione Casa Rossa Art Doc che si esprimerà, verosimilmente, l’anima più di ricerca e aperta alla contaminazione dell’intera manifestazione: tra i titoli da segnalare, in una selezione piuttosto eterogenea, il documentario di viaggio Armenia di Francesco Fei (girato in 16mm, privo di post-produzione, e musicato da Massimo Zamboni); l’esplorazione di un luogo peculiare e unico come il quartiere romano dell’Eur, nella ricostruzione audiovisiva di E42, ad opera della videomaker californiana Cynthia Madansky; oltre all’altro viaggio, in forma più naturalistica, nella realtà capitolina ad opera di Luca Ferrari, che nel suo Showbiz (con la produzione di Valerio Mastandrea) racconta la vita, tra quotidianità e locali notturni, di alcuni protagonisti della tv romana, in una sorta di ideale contraltare de La grande bellezza.

Va infine ricordata, sempre nell’ottica di una manifestazione nel segno della contaminazione (di linguaggi e medium) la rassegna di audio-documentari Camera con vista, organizzata in collaborazione con Radio 3 e prevista per le giornate del 27 e 28 maggio nelle stanze dell’Hotel Ermitage: quest’ultimo, con le sue stanze affacciate sull’Adriatico, si trasformerà per due giorni in una sorta di “albergo sonoro”, offrendo l’ascolto di otto tra i più significativi documentari trasmessi (o di prossima programmazione) nel corso del programma radiofonico Tre soldi. A Bellaria 2016, in conclusione, Quinlan sarà media partner.

Info
Il sito di Bellaria 2016.

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