Uscite in Sala 26 maggio 2016

Uscite in Sala 26 maggio 2016

Abbassato il sipario sul Festival di Cannes, si torna a concentrare l’attenzione sulle uscite in sala, a partire dal prezioso Tangerines e da Fiore di Claudio Giovannesi. Ma è soprattutto la settimana dei restauri di Lab 80 con Gene Tierney!

 

TANGERINES – MANDARINI
di Zaza Urushadze

Pur prevedibile nello sviluppo narrativo, il film di Urushadze ha il pregio di raccontare la quotidianità di un conflitto con secchezza e profonda umanità. Il cast fa il resto…

Al culmine del conflitto del 1991 tra la Georgia e la repubblica separatista di Abcasia, una piccola enclave di estoni stanziali è quasi deserta, tranne che per Ivo e Margus, che hanno scelto di rimanere, malgrado gli scontri vicini. Un giorno, la guerra giunge sul loro uscio di casa, lasciandovi due miliziani feriti, appartenenti a opposte fazioni. Ivo decide di portarli dentro e mentre si prende cura di loro, scopre quanto siano profonde le cicatrici della guerra. Sarà possibile una pace? [sinossi] [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=wocr0V4RAjg[/youtube]

 

FIORE
di Claudio Giovannesi

Il nuovo film di Claudio Giovannesi, nei giorni scorsi alla Quinzaine des réalisateurs a Cannes, è un racconto intimo e universale sulla prigionia, e l’impossibilità di trovare un proprio posto al mondo. Qualche debolezza non disperde il forte potenziale emotivo del film.

Carcere minorile. Daphne, detenuta per rapina, si innamora di Josh, anche lui giovane rapinatore. In carcere i maschi e le femmine non si possono incontrare e l’amore è vietato: la relazione di Daphne e Josh vive solo di sguardi da una cella all’altra, brevi conversazioni attraverso le sbarre e lettere clandestine. Il carcere non è più solo privazione della libertà ma diventa anche mancanza d’amore. Fiore è il racconto del desiderio d’amore di una ragazza adolescente e della forza di un sentimento che infrange ogni legge… [sinossi] [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=XBpVt7SiLVM[/youtube]

 

JULIETA
di Pedro Almodóvar

In bilico tra melodramma e noir, Pedro Almodóvar racconta di un rapporto interrotto tra madre e figlia, ma appare troppo concentrato sui dettagli per dare forma compiuta al tutto. Peccato.

Julieta, una professoressa di cinquantacinque anni, cerca di spiegare, scrivendo, a sua figlia Antia tutto ciò che ha messo a tacere nel corso degli ultimi trent’anni, dal momento cioè del suo concepimento. Al termine della scrittura non sa però dove inviare la sua confessione… [sinossi] [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=Ttn3XAuhA8Q[/youtube]

 

PELÉ
di Jeff Zimbalist, Michael Zimbalist

Primo biopic dedicato al leggendario calciatore brasiliano, puntuale nella ricostruzione storica e non privo di fascino nel coté visivo, Pelé inciampa in una narrazione stancamente celebrativa, stereotipata e priva di zone d’ombra.

Nato e cresciuto nel povero villaggio brasiliano di Bauru, figlio di un ex calciatore costretto al ritiro, il giovane Edson Arantes Do Nascimento inizia un’irresistibile scalata ai vertici del calcio mondiale, arrivando alla convocazione per i Campionati del Mondo a soli 17 anni, e trovandosi a prendere su di sé il destino di una nazionale ferita e umiliata… [sinossi] [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=hM_0Y-1kkpw[/youtube]

 

COLONIA
di Florian Gallenberger

Gallenberger ha l’ardire di costruire una love story zuccherosa addirittura in un campo di concentramento nel Cile di Pinochet; nulla che risulti credibile, ovviamente, è ancor meno logico. Tra un colpo di scena e l’altro ci sarebbe di che indignarsi, se il tutto non fosse così labile da solleticare un’amnesia immediata.

Quando Daniel viene rapito dalla polizia segreta di Pinochet, Lena segue i suoi passi fino a un’area inespugnabile che si trova nel Sud del paese, chiamata Colonia Dignidad. La Colonia, apparentemente, è una missione guidata da un predicatore laico di nome Paul Schäfer ma, nella realtà, è un luogo dal quale nessuno è mai riuscito a fuggire. Lena deciderà di entrare a far parte di questa setta allo scopo di ritrovare Daniel… [sinossi] [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=35wAMV90xb4[/youtube]

 

FRÄULEIN – UNA FIABA D’INVERNO
di Caterina Carone

Tra il fiabesco, il surreale e il demenziale, Fräulein – Una fiaba d’inverno – che segna l’esordio al lungometraggio per Caterina Carone – è una commedia malinconica confusa e incerta nei toni, rischiarata esclusivamente dall’insolito duo di protagonisti: Christian De Sica e Lucia Mascino.

La più grande tempesta solare che l’uomo ricordi si abbatte sulla Terra provocando sbalzi di corrente e blackout. Una ben più profonda tempesta si scatena nell’animo di Regina, scontrosa e solitaria zitella da tutti chiamata “Fräulein”, dopo che un misterioso turista sui sessanta, uomo smarrito e infantile, oltrepassa il cancello del suo albergo chiuso da anni. Quello che doveva essere il fugace “scontro” di una notte, si trasformerà ben presto in una tempestosa e sorprendente convivenza… [sinossi] [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=2rf23PYdPas[/youtube]

 

ALICE ATTRAVERSO LO SPECCHIO
di James Bobin

Sei anni dopo la reinterpretazione caotica e controversa di Tim Burton (in questa sede solo produttore), l’Alice con il volto di Mia Wasikowska torna sugli schermi in una nuova avventura dove l’anima di Lewis Carroll rimane ancora una volta soffocata in mezzo a fiumi di CGI, viaggi nel tempo (!) e recitazione a dir poco stucchevole (qualcuno mandi Johnny Depp e Helena Bonham Carter a disintossicarsi dai ruoli burtoniani). L’unico miglioramento, ironia della sorte, sta nel 3D, e l’emozione si manifesta soltanto durante i titoli di coda, in occasione della dedica al compianto Alan Rickman, voce del Brucaliffo nella versione originale e troppo grande per meritare un epitaffio cinematografico simile. [Max Borg]

Alice Kingsleigh ha trascorso gli ultimi anni seguendo le impronte paterne e navigando per il mare aperto. Al suo rientro a Londra, si ritrova ad attraversare uno specchio magico, che la riporta nel Sottomondo dove incontra nuovamente i suoi amici il Bianconiglio, il Brucaliffo, lo Stregatto e il Cappellaio Matto che sembra non essere più in sé. Il Cappellaio ha perso la sua Moltezza, così Mirana manda Alice alla ricerca della Chronosphere, un oggetto metallico dalla forma sferica custodito nella stanza del Grand Clock che regola il trascorrere del tempo… [sinossi] [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=k2oDnZPf8-8[/youtube]

 

IL CIELO PUÒ ATTENDERE
di Ernst Lubitsch

Primo dei quattro capolavori del passato a tornare in sala grazie a Lab80 (per gli altri tre vi basterà continuare a leggere), quello di Lubitsch si aggira tra il film-testamento – ovviamente sarcastico – e la vera e propria eversione di fronte alle regole borghesi. La vita di un uomo passa sullo schermo con un ghigno luciferino che non si era mai visto prima, e non si vedrà mai più, probabilmente.

Appena defunto, Van Cleve arriva nell’anticamera dell’inferno dove racconta al diavolo la propria vita: è sempre stato viziato dai genitori, è stato iniziato presto ai piaceri della carne da una giovane cameriera, gli sono piaciute tantissimo le donne ma è rimasto sempre fedele alla bellissima moglie… [sinossi] [vimeo]https://vimeo.com/166011426[/vimeo]

 

VERTIGINE
di Otto Preminger

Gene Tierney (la protagonista assoluta di questi quattro restauri in digitale) raggiunge l’apice come protagonista del film di Preminger, punto di non ritorno del noir classico e gemma di prima grandezza da riscoprire; un fosco triangolo tra il morboso e l’onirico, che sembra quasi anticipare i traumi del desiderio di Vertigo di Alfred Hitchcock, e ammalia e atterrisce lo spettatore.

L’ispettore di polizia Mark McPherson deve investigare sull’omicidio di Laura Hunt, bellissima direttrice pubblicitaria trovata con il volto sfigurato nel proprio appartamento. Attraverso la testimonianza dei suoi amici e leggendo le sue lettere e il suo diario, McPherson inizia a conoscere Laura e lentamente se ne innamora… [sinossi] [vimeo]https://vimeo.com/166009842[/vimeo]

 

IL FANTASMA E LA SIGNORA MUIR
di Joseph L. Mankiewicz

Se Vertigine è il punto di non ritorno del noir, Il fantasma e la signora Muir lo è del fantastico; Mankiewicz raggiungerà fama imperitura negli anni successivi con Eva contro Eva e La contessa scalza, ma la sua poetica è già perfettamente riconoscibile in questo piccolo capolavoro, che lega la classica storia d’amore al sovannaturale, e viceversa. Il finale è entrato di diritto nella leggenda, ed è stato citato in svariate occasioni.

Lucy Muir, una giovane vedova, si trasferisce in una casa in riva al mare abitata dal fantasma di un capitano di marina. La donna viene presa dallo sgomento e pensa di fuggire, ma lo spettro è un gentiluomo e i due diventano in breve ottimi amici. Senza il capitano, Lucy ora non sa più fare nulla e lui la guida amorevolmente nelle sue scelte più difficili… [sinossi] [vimeo]https://vimeo.com/159823479[/vimeo]

 

FEMMINA FOLLE
di John M. Stahl

Il melodramma entra nella sua stagione d’oro e lo fa con un’opera stordente, al di là di ogni limite, in grado di travalicare sempre il senso della misura, senza mai vergognarsene. Frenetica e strabordante, Femmina folle è un’opera sublime, che merita di trovare il suo posto naturale anche tra le generazioni più giovani.

Elena e Harlan, un amore a prima vista e rapide nozze. Ma, poi, la mente di lei è sconvolta da una gelosia devastante che la porta a sopprimere tutti coloro che patologicamente individua come “rivali” nel rapporto con il marito… [sinossi] [vimeo]https://vimeo.com/166011225[/vimeo]

 

Escono anche Il traduttore (2014) di Massimo Natale, Stella cadente (2014) di Luis Miñarro, Somnia (2015) di Mike Flanagan, Una nobile causa (2015) di Emilio Briguglio, S Is for Stanley (2015) di Alex Infascelli e Kiss Rocks Vegas (2016) di Devin Dehaven. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale di Lab 80.
La diva fragile sul sito di Lab 80 .
La scheda di Tangerines sul sito della PFA Films.

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