Segantini – Ritorno alla natura

Segantini – Ritorno alla natura

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Presentato al Biografilm 2016, Segantini – Ritorno alla natura è una docufiction che narra la vita del pittore ottocentesco Giovanni Segantini, famoso per i suoi paesaggi di montagna e le mucche al pascolo. Il regista Francesco Fei si muove con estremo rigore nel restituire la poetica visiva dell’artista, in una commistione continua tra documentario e messa in scena.

Quel cielo di Segantini

La storia singolare e straordinaria di Giovanni Segantini, raccontata ponendo l’accento sul suo modo di sentire la natura come fonte d’ispirazione artistica e spirituale. Nato ad Arco di Trento, Segantini diventerà uno dei pittori simbolisti più importanti dell’Ottocento. Entrando nelle strade e nei borghi, nelle valli e nei paesaggi alpini che segnarono l’opera e l’anima del pittore, il documentario ricostruisce gli scenari della sua vita come fosse un romanzo e parallelamente interroga pensieri e riflessioni di chi l’ha studiato a fondo. [sinossi]

Curiosamente Segantini – Ritorno alla natura di Francesco Fei è il secondo film presentato quest’anno, dopo Giovanni Segantini: magie della luce di Christian Labhart passato proprio al recente Trento Film Festival, sulla figura del grande artista di origine trentina. Figura che, nonostante l’indiscussa importanza nella storia dell’arte, aveva avuto finora pochi strascichi nella settima arte: risulta un documentario nel 1948, Segantini il pittore della montagna, mentre Armin Linke ha realizzato Alpi nel 2011 come omaggio a un suo grande progetto pittorico, mai andato in porto, per l’esposizione universale di Parigi del 1900. Un’esistenza tormentata quella di Segantini ma senza quei risvolti drammaturgici come quelli della più gettonata biografia di van Gogh.
Di tutti i possibili approcci sulla biografia di un artista, riassumibili nei due filoni del documentario e del biopic, Francesco Fei (archi_nature Balkans) decide di non farsi mancare nulla e di realizzare, con Segantini – Ritorno alla natura, presentato al Biografilm Festival, un’opera che funzioni come una summa di tutti questi generi.

La ricostruzione della vita e delle opere di Giovanni Segantini passa attraverso una serie di documenti commentati dalla sua nipote Gioconda Segantini, dalla sua più grande esegeta Annie-Paul Quinsac, da Franco Marrocco, direttore dell’Accademia di Brera, e da Romano Turrini, storico di Arco, paese natale dell’artista; e parimenti, attraverso la ricostruzione di momenti di vita del pittore, affidato a un Filippo Timi dalla lunga barba da eremita, ritratto nei suoi momenti meditativi in mezzo agli abeti di montagna o nella lettura, con la voce profonda e cavernosa dell’attore, del suo epistolario. A ciò vanno aggiunti alcuni momenti didattici da ‘critofilm’ con la mdp che si muove, scrutandolo, sul dipinto preso in esame, zoomate e close-up, come per il “Coro di Sant’Antonio” dove la voce del pittore serve a dare il fondamento teorico della sua arte divisionista, peraltro anche focalizzando su un quadro interno al quadro, più chiaro nella parte colpita dalla luce che proviene dall’adiacente finestra. Non c’è rappresentazione che di un’altra rappresentazione, come dice il critico d’arte Hubert Damisch.
In altri momenti la mdp assume una posizione più distaccata entrando nelle esposizioni di quadri dove i visitatori svaporano al cospetto della pittura di Segantini, o dove si immagina che lo stesso pittore entri in una di queste mostre, contemporanee, a lui dedicate. E ancora ci sono momenti che colgono il protagonista nell’atto del dipingere, dove l’opera d’arte è vista nella sua genesi.

In generale Francesco Fei coltiva, con la sua tavolozza cinematografica, un effetto pittorico nella ricerca fotografica di quella luminosità che ha sempre perseguito l’artista, nella ricerca dei luoghi della sua vita, Trentino, Milano, Brianza ed Engadina, nei lumini che lo accompagnano mentre scrive, in quella tensione al cielo che ha sempre ricercato. E coltiva anche l’idea segantiniana dell’arte come luogo da ricreare, resa nei paesaggi crepuscolari, nei raggi di sole che filtrano tra i boschi, nella nebbia e nelle nubi, nella coltre di neve, nel suo borgo natio, in quei fiori semplici dei prati che ancora crescono davanti alla sua lapide, nel cimitero dove riposa accanto alla moglie. Il lavoro del filmmaker sembra muoversi nel dialogo continuo tra pittura, fotografia e cinema, dove la seconda è rappresentata dal notevole apporto di materiale d’archivio dell’epoca. L’immagine fotografica storica, in bianco e nero, dei Navigli milanesi, per esempio, è accostata alla stessa visione pittorica di Segantini. Un effetto di contrasto per un’arte da un lato anti-naturalistica e anti-fotografica come il divisionismo, ma in un pittore che ha avuto anche una formazione fotografica nel tirocinio nel laboratorio del fratello.

Questa estrema varietà di approcci, di dispositivi della visione, che Fei utilizza, si pone in parallelo, con la stessa concezione del pittore, per il quale – come viene detto per la realizzazione del grande quadro “Alla stanga” – spesso i dipinti erano il risultato di una messa in scena, in una composizione con contadini figuranti e mucche prese a nolo, o con la sua modella. Un lavoro di regia esso stesso, una rappresentazione come i tableaux vivants con Filippo Timi.
Francesco Fei conduce il lavoro con estremo rigore, nel mettersi a servizio dell’arte di Segantini, nel restituire la sua poesia primigenia per la natura, per gli animali e per gli umili, per un’armonia tra uomo e ambiente, in un film che inizia con l’autoritratto del pittore, che sembra guardarci, e finisce con la sua firma. Passando anche per un’anticipazione della sua morte – nel quadro “La morte” (l’equivalente del “Campo di grano con volo di corvi” di van Gogh) terminato proprio nell’anno della sua dipartita, pervaso di quel bianco che il pittore considerava la morte di tutte le cose. E passando anche per la visione attuale, della baita che ora è affollata di turisti. Di grande rigore anche la prova attoriale di Timi che a tratti sembra addirittura spaurito di fronte alle opere del suo personaggio.

Info
La scheda di Segantini – Ritorno alla natura sul sito del Biografilm.
La scheda di Segantini – Ritorno alla natura sul sito di Nexo Digital.
Il trailer di Segantini – Ritorno alla natura su Youtube.
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