Jem e le Holograms

Jem e le Holograms

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L’adattamento live action di Jem e le Holograms, serie animata degli anni Ottanta a sua volta ispirata a una serie di bambole della Hasbro, è stato un flop a livello mondiale; non è difficile intuire il perché…

L’accordo in minore

Una ragazza di provincia viene catapultata dal mondo dei video underground a quello delle superstar mondiali. Lei e le sue tre sorelle iniziano un viaggio per scoprire che alcuni talenti sono troppo speciali per essere tenuti nascosti. In Jem e le Holograms di Universal Pictures, quattro aspiranti musiciste scopriranno che per creare il proprio destino basta trovare la propria voce, e conquisteranno il mondo intero. [sinossi]

Jem e le Holograms evidenzia i suoi non pochi problemi proprio durante la sequenza più ispirata, paradossalmente: Juliette Lewis, nelle vesti della cinica ed egocentria produttrice musicale Erica Raymond, si avventura in uno squallido bassofondo dal quale emergono le perfide Misfits, naturali contendenti al trono di Jem e le Holograms, la pop band al femminile che sta dominando la classifica delle vendite.
Tra una strizzatina d’occhio ai fan della serie animata della Habro (ma esistono davvero? Meglio: sono mai esistiti?), qualche dettaglio vagamente inquietante e un’atmosfera da decomposta fiera, la sequenza assolve con puntualità quello che sarebbe dovuto essere il compito del film, e invece approda come intermezzo nei titoli di coda. Le Misfits che “risorgono”, relitti di un passato obliato, sono un’immagine impietosa eppure sincera, se quest’ultimo aggettivo può avere senso nella plateale finzione plastificata del film diretto da Jon M. Chu – in questi giorni sugli schermi italiani anche con Now You See Me 2, sequel dell’originale di Louis Leterrier. L’operazione allestita per Jem e le Holograms è in tutto e per tutto in linea con quella che quasi dieci anni fa riportò in auge un altro giocattolo/cartoon targato Hasbro, i Transformers ridotti – o meglio, espansi – sul grande schermo da Michael Bay. Un feticcio infantile degli anni Ottanta mimbellettato per la generazione digitale, senza però smarrire per strada i nostalgici dell’epoca, cresciuti nell’illusoria comodità del decennio reaganiano.
Se il miracolo al botteghino non si è ripetuto, se Jem e le Holograms ha fatto notizia come uno dei più eclatanti flop degli ultimi anni, lo si deve in gran parte alla costruzione narrativa, filologicamente fedele alle ingenuità dell’epoca ma dimentica di un pubblico di adolescenti – i principali fruitori del film – che nel frattempo ha modificato gusti, abitudini, ideali punti di riferimento.

Non corre in soccorso del film neanche la posticcia digressione fantascientifica, pur presente (ma in maniera diversa) nel cartoon, con il geniale robottino Synergy creato dal padre della protagonista prima di morire con l’intento di “educare”, attraverso una criptica caccia al tesoro a uso e consumo esclusivo dei colpi di scena, l’aspirante cantante; una scelta di script poco felice, che svia l’attenzione dello spettatore dal vero nucleo della vicenda: riuscirà Jerrica/Jem, con l’aiuto delle adorate sorelle, a sfondare nel mondo della musica? La trama, basica quanto si vuole, avrebbe dovuto concentrarsi solo su questo; invece il successo arriva in un batter di ciglia, immediato e deflagrante, e senza alcun tipo di opposizione. Il rapporto tra le sorelle si incrina solo per un breve frangente, e la rappacificazione non porta con sé strascichi. In un elogio della “democrazia” della rete, tema a quanto pare attuale non solo in Italia, Jem e le Holograms fornisce solo il volto luccicante della fama: se c’è qualcosa di marcio, la colpa è attribuibile solo al singolo, e mai al sistema nel suo complesso.
Jem e le Holograms è in fin dei conti fedele alle canzoni composte da Jerrica: sentimentali, zuccherose, semplici(stiche) e destinate a una coda reiterata all’apparenza all’infinito. Del dimenticabile cartone animato che venne trasmesso anche in Italia manca in toto l’agone, la sfida ai limiti del legale con le ben più energiche Misfits. A giudicare dalla sequenza già citata, si può ipotizzare che questo aspetto sarebbe stato alla base di un sequel che, visti i magri risultati commerciali del film, difficilmente vedrà la luce.

Info
Il trailer di Jem e le Holograms.
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