Locarno 2016 – Presentazione

Locarno 2016 – Presentazione

Dedicata, dal direttore artistico Carlo Chatrian, a Michael Cimino e Abbas Kiarostami la prossima edizione, la 69esima, del Festival del film Locarno, che si terrà dal 3 al 13 agosto.

Cimino e Kiarostami, che il vento si è portato via poco fa, sono stati protagonisti della manifestazione ticinese. Il primo era qui solo l’anno scorso e tutti hanno ancora viva nella memoria la sua scoppiettante masterclass. Kiarostami presentò Il sapore della ciliegia, fresco di vittoria a Cannes, lanciando al contempo il discepolo Jafar Panahi che trionfò con Lo specchio. E del maestro iraniano verrà presentato l’ultimo lavoro, Filmando en Cuba con Abbas Kiarostami, un laboratorio per giovani filmmaker di tutto il mondo tenuto dal Maestro, che ha prodotto sette cortometraggi ambientati a Cuba.

La Piazza Grande aprirà i battenti con degli zombie 2.0 nel film The Girl With All the Gifts, adattamento del romanzo omonimo, che, con la forma del cinema di genere, mette in scena le inquietudini contemporanee. Si proseguirà poi con Ken Loach, popolarissimo qui a Locarno, che riproporrà la Palma d’Oro I, Daniel Blake, con il thriller sovrannaturale malese Interchange, con Stefan Zweig: Farewell to Europe sull’esilio dello scrittore austriaco in America Latina. Quindi lo schermo panoramico all’aperto chiuderà i battenti con un kolossal bollywoodiano, Mohenjo Daro di quel Ashutosh Gowariker che fece conoscere la mecca del cinema indiano con Lagaan, lanciato proprio in Piazza Grande a Locarno.

Alcuni dei titoli del concorso internazionale sono: il film di João Pedro Rodrigues, che scandalizzò Venezia con Il fantasma, e che ora presenta The Ornithologist, il viaggio di un naturalista in kayak che si trasforma in un trip spirituale; la nuova opera dell’egiziano Yousry Nasrallah, Brooks, Meadows and Lovely Faces, film colorato su una famiglia di cuochi per matrimoni; Hermia & Helena di Matías Piñeiro, storia di un allestimento shakespeariano di Sogno di una notte di mezza estate.
Fuori concorso l’opera più attesa è Festa, mediometraggio di Franco Piavoli sulle sagre popolari, ma l’interesse è anche sia per L’amatore di Maria Mauti, ritratto di un architetto milanese del ventennio, che per l’omaggio di João Botelho a ‘O Maestro’ De Oliveira in O Cinema, Manoel De Oliveira e eu, sia anche per il documentario Une jeune fille de 90 ans di Valeria Bruni Tedeschi e Yann Coridian.
Per i Cineasti del presente da segnalare The Challenge dell’italiano Yuri Ancarani, e soprattutto I Had Nowhere to Go di Douglas Gordon, la storia dell’esilio dalla Lituania di Jonas Mekas, il grande regista sperimentale che sarà a Locarno a presentare il film e a cui verrà dedicato un omaggio.

Ci farà vivere una ‘swinging Locarno’ Jane Birkin, indimenticabile protagonista della scena londinese degli anni Sessanta e poi entrata nella storia del costume con la canzone Je t’aime… moi non plus. La grande attrice e cantante rientra nel nutrito parterre di ospiti del festival, premiati alla carriera. Ci sarà il genio del surrealismo Alejandro Jodorowsky che porterà il suo film presentato a maggio alla Quinzaine, Poesía sin fin. Ci sarà Bill Pullman, la faccia pulita del cinema americano, il presidente di Indipendence Day, l’inquieto protagonista di Strade perdute. Omaggiato anche Roger Corman che a Locarno, nel 1998, fu oggetto, insieme alla sua factory, della più bella delle tante retrospettive a lui dedicate. Pardo alla carriera all’attore Mario Adorf, che ha saputo tenere il piede in tante scarpe, il cinema d’autore e di genere, italiano e tedesco. Il Vision Award Nescens, il premio dedicato ai contributi tecnici alla storia del cinema, sarà assegnato a Howard Shore, il compositore che ha lavorato con Cronenberg, Demme, Burton, Fincher, Scorsese, l’autore delle musiche dei vari Il signore degli anelli, colui che ha concepito la torbida e inquietante colonna sonora di Crash.

Come sempre Locarno si fa notare anche per le sue poderose retrospettive che non sono certo un semplice ornamento come in altri festival, ma possono rappresentare un programma alternativo. Quella di quest’anno è dedicata al cinema tedesco dell’Ovest del secondo dopoguerra, l’epoca Adenauer, dal 1949 al 1963. Retrospettiva sterminata che vede opere di genere, opere sconosciute, l’esordio di cineasti come Edgar Reitz, il ritorno di registi dalla diaspora, Lang, Pabst, Siodmak. E di cui è garanzia l’onniscienza dei due curatori, Olaf Möller, che approda a Locarno, e Roberto Turigliatto che invece si occupa da anni delle retrospettive del festival. Come sempre i topi da cineteca che preferiscono la storia del cinema al contemporaneo avranno a disposizione le comodissime poltrone del cinema Rex.

Info
Il sito del Festival di Locarno.

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