Il programma delle Giornate del Cinema Muto: da Greta Garbo a Il ladro di Bagdad

Il programma delle Giornate del Cinema Muto: da Greta Garbo a Il ladro di Bagdad

Jay Weissberg, nuovo direttore delle Giornate del Cinema Muto, ha annunciato oggi il programma del festival, che si terrà a Pordenone dal primo all’8 ottobre. Apertura con Greta Garbo, protagonista di The Mysterious Lady, chiusura con Il ladro di Bagdad. In mezzo, tanti altri appuntamenti imperdibili.

La 35esima edizione delle Giornate del Cinema Muto, il cui programma è stato annunciato oggi dal nuovo direttore Jay Weissberg, si aprirà il primo ottobre con la proiezione di The Mysterious Lady (La donna misteriosa, 1928), dramma romantico diretto da Fred Niblo con Greta Garbo nei panni di un’affascinante spia russa, mentre verrà chiusa l’otto ottobre da Il ladro di Bagdad di Raoul Walsh, con protagonista Douglas Fairbanks.
Il film di Walsh è il titolo di maggior richiamo della principale retrospettiva di quest’anno, che sarà dedicata a un protagonista della scenografia hollywoodiana, William Cameron Menzies, di cui ricorrono i 120 anni dalla nascita, che nel periodo muto lavorò con i più grandi registi, fra cui – oltre a Raoul Walsh – Sam Taylor e Henry King. Una delle produzioni più costose fino a quell’epoca, Il ladro di Bagdad rivela ancora oggi il genio di Menzies il quale, a soli 28 anni, riesce a dar vita a un orientalismo fantastico che non è solo lo sfondo dell’azione ma diventa parte integrante di essa.
La rassegna su Menzies offrirà l’occasione di vedere titoli celebri come Kindred of the Dust (1922), ancora di Raoul Walsh, una storia di boscaioli del Pacifico di nord-ovest che ha per protagonista Miriam Cooper, moglie del regista. Norma Talmadge è invece l’interprete di due melodrammi, The Dove (La colomba, 1927) di Roland West e The Woman Disputed (La donna contesa, 1928) di Henry King e Sam Taylor, chiaramente ispirato all’espressionismo tedesco. Fra gli altri titoli della sezione, The Garden of Eden (1928), deliziosa commedia di Lewis Milestone, e Tempest (Nella tempesta, 1928) di Sam Taylor, con John Barrymore, un’elettrizzante storia ambientata all’epoca della rivoluzione russa. Nella prima edizione degli Oscar, il 16 maggio 1929, Menzies fu premiato come miglior art director sia per The Dove sia per Tempest. Un altro Oscar (onorario) arriverà nel 1940 per il suo lavoro in Via col vento.

Le Giornate rendono omaggio ai 75 anni del Danske Filminstitut di Copenhagen, uno dei più prestigiosi e antichi archivi cinematografici al mondo, da cui arriverà, fra gli altri, L’onore riconquistato (1913), un film italiano creduto perduto e recentemente identificato che contiene rare scene della guerra italo-turca in Libia.
Quest’anno inoltre ricorrono i 400 anni dalla morte di Shakespeare, fonte di ispirazione per il cinema fin dalle origini. Le Giornate presentano tre film tratti dalle sue opere, tutti interpretati da Francesca Bertini: Il Mercante di Venezia e Re Lear di Gerolamo Lo Savio, del 1910, e Romeo e Giulietta di Ugo Falena, del 1912.

Il matrimonio di Venezia col cinema festeggia i 120 anni. I primi cameramen Lumière giunsero in Laguna probabilmente fra maggio e luglio del 1896, realizzando – fra gli altri – Arrivée en gondole, Tramway sur le Grand Canal e Pigeons sur la Place Saint-Marc, già quasi una mini-fiction. Si vedranno inoltre i Panorama della Piazza San Marco girati qualche mese più tardi con la macchina da presa in movimento, dal battello, dall’operatore Alexandre Promio. A questi primi film si affianca Eine venezianische Nacht (Notti veneziane, 1913), rielaborazione cinematografica di una pantomima realizzata dal grande regista teatrale tedesco Max Reinhardt che, girando dal vero in esterni e in interni, con felici intuizioni e sperimentazioni sottili ci mostra una altrettanto affascinante Venezia “minore”.

Da Venezia si “vola” a Buenos Aires, Tokyo, San Paolo del Brasile, Toronto, Budapest, Praga, Vienna e Belgrado, dove ci porta la seconda parte della rassegna, iniziata nel 2015, sulle sinfonie delle città. Proseguono anche le retrospettive dedicate al cinema western delle origini e al pioniere del cinema italiano Luca Comerio, di cui si vedranno le prime produzioni, incluse le due commedie L’avventura galante di un provinciale e Cocciutelli in guerra. Tra i film del Canone rivisitato scelti da Paolo Cherchi Usai, quest’anno troviamo capolavori come Erotikon (1920) di Mauritz Stiller, Geheimnisse Einer Seele (I misteri di un’anima, 1926) di G.W. Pabst, Umarete wa mita keredo (Sono nato, ma…, 1932) di Yasujiro Ozu, Padenie Dinastii Romanovykh (La caduta della dinastia Romanov, 1927) di Esfir Shub e Nana (1926) di Jean Renoir.
Dopo il successo, l’anno scorso, del cineromanzo Les misérables, si rinnova l’appuntamento con la maratona cinematografica di metà settimana con un altro classico di quasi quattro ore firmato dallo stesso regista Henri Fescourt, Monte Cristo, tratto dal romanzo di Alexandre Dumas.

Numerosi come sempre i restauri e le riscoperte provenienti dagli archivi internazionali. Si segnala in particolare l’adattamento italiano del romanzo di Zola “Nana”, Una donna funesta (1919) di Camillo De Riso, con la ‘diva’ dimenticata Tilde Kassay in una performance decisamente sensuale. Il film – che le Giornate offrono l’occasione unica di vedere insieme a Nana di Renoir, di sette anni posteriore – è stato ritrovato recentemente a Buenos Aires dallo stesso Museo del Cine “Pablo Ducros Hicken” che otto anni fa riscoprì le scene perdute di Metropolis. Era considerata perduta anche l’intrigante serie americana di un secolo fa Who’s Guilty?, caratterizzata da personaggi alle prese con dilemmi morali, e invece il Gosfilmofond di Mosca ha scoperto nei suoi archivi – e li porterà a Pordenone – otto capitoli completi e due incompleti. Fra le chicche, il Disney ritrovato Africa Before Dark (1928), un Oswald the Lucky Rabbit restaurato dal Filmmuseum di Vienna, che lo presenta alle Giornate in prima internazionale.
Dei recenti restauri si vedrà, fra gli altri, Behind the Door (1919) di Irvin Willat, il film di propaganda più esplicitamente anti-tedesco realizzato negli Stati Uniti alla fine della Grande Guerra; e dal Filmmuseum di Monaco arriveranno l’emozionante avventura girata nell’artico norvegese Die weisse Wüste (Ernst Wendt, 1922) e Algol – Tragödie der Macht (Hans Werckmeister, 1920), un film sci-fi espressionista che ha come protagonista il grande Emil Jannings.

A rimarcare il ruolo fondamentale del festival nella riscoperta del cinema muto, il programma messo insieme dal nuovo direttore Jay Weissberg, se da una parte esalta la spettacolarità, si propone dall’altra di indagare e rivalutare cinematografie meno conosciute. È il caso del cinema muto polacco, rimasto a lungo terra incognita e ora oggetto di una prima esplorazione. Sottovalutato e di difficile accesso (anche a causa delle distruzioni della seconda guerra mondiale, che ebbero inevitabilmente un impatto sugli archivi), il cinema muto polacco riserverà non poche sorprese.
In questa prima panoramica vengono presentati cinque lungometraggi di generi e stili differenti, come il melodramma sociale Ludzie bez Jutra (Gente senza domani) di Aleksander Hertz, che risente dell’influenza del cinema russo pre-sovietico, mentre altri si ispirano di più al cinema tedesco degli anni Venti. Molto interessanti i due adattamenti letterari Pan Tadeusz e Janko Muzykant, entrambi di Ryszard Ordyński, allievo di Max Reinhardt. Il primo è tratto dal poema epico nazionale, il secondo è un adattamento del classico di Henryk Sienkiewicz (l’autore di Quo Vadis?). Completano la rassegna dodici cinegiornali che ci offrono uno sguardo sulla vita nella Polonia degli anni dieci e venti.

Previsto, inoltre, a ridosso delle elezioni presidenziali americane, un breve programma di filmati elettorali tra il 1896 e il 1924 con protagonisti i presidenti William Mckinley, Theodore Roosevelt, Warren Harding e Calvin Coolidge; mentre si vedranno anche i lavori di John H. Collins, uno dei primi maestri del cinema americano – vittima a soli 28 anni dell’epidemia influenzale del 1918 – e già fra i protagonisti, nel 1988, della storica rassegna pordenonese “Sulla via di Hollywood”; e le spassose comiche, sagace combinazione tra la raffinatezza della trama e la tradizionale dose di slapstick, dello Studio fondato da Al Christie, uno dei nomi più importanti del cinema comico all’epoca del muto insieme a Mack Sennett e Hal Roach.

Per una sera, venerdì 30 settembre, il festival torna al Teatro Zancanaro di Sacile (che in passato ha ospitato otto edizioni, dal 1999 al 2006), con l’appuntamento di preapertura, Show People (Maschere di celluloide, 1928) di King Vidor, accompagnato dalla Zerorchestra diretta da Günter Buchwald. Con una strepitosa Marion Davies nei panni di aspirante attrice, il film rappresenta uno dei vertici della commedia brillante degli anni Venti e offre uno spaccato della Hollywood dell’epoca, con tanto di parata di star, da Charlie Chaplin a John Gilbert, da Mae Murray a William Hart a Douglas Fairbanks.

Info
Il sito delle Cineteca del Friuli, che organizza le Giornate del Cinema Muto.

Articoli correlati

  • Pordenone 2015

    Intervista a Jay Weissberg

    Critico cinematografico per Variety, Jay Weissberg dal prossimo anno succederà a David Robinson alla direzione delle Giornate del Cinema Muto. Lo abbiamo intervistato per parlare con lui del modo in cui intende svolgere il suo incarico e delle sue passioni: Griffith, il cinema arabo e il 35mm.
  • Pordenone 2015

    Intervista a David Robinson

    Abbiamo intervistato David Robinson direttore uscente delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Abbiamo parlato del suo mandato, iniziato nel 1997, del suo successore Jay Weissberg, di film perduti e ritrovati e, naturalmente, di pellicola e digitale.
  • Festival

    Giornate-del-Cinema-Muto-2015Giornate del Cinema Muto 2015

    A Pordenone dal 3 al 10 ottobre le Giornate del Cinema Muto 2015. Programmazione ricchissima per questa 34esima edizione: Il fantasma dell'opera con Lon Chaney, la versione del 1925 de I miserabili, l'omaggio a Victor Fleming, ospiti d'eccezione come John Landis...
  • Festival

    giornate-del-cinema-muto-2015Giornate del Cinema Muto 2015: da Lon Chaney a John Landis

    Si terrà a Pordenone dal 3 al 10 ottobre la 34esima edizione delle Giornate del Cinema Muto, di cui anche quest'anno Quinlan è media partner. Programmazione ricchissima, tra cui Il fantasma dell'opera con Lon Chaney e la versione del 1925 di I miserabili, ma anche ospiti d'eccezione come John Landis.
  • Festival

    Giornate del Cinema Muto 2016

    Si tiene dal primo all'otto ottobre a Pordenone la 35esima edizione delle Giornate del Cinema Muto, di cui anche quest'anno Quinlan è media partner: tra Greta Garbo, Il ladro di Bagdad, un programma speciale sulle elezioni americane e molto altro ancora.
  • Pordenone 2016

    I misteri di un’anima

    di Tra i primi film psicoanalitici della storia del cinema, I misteri di un'anima di Georg Wilhelm Pabst mette in scena i rimossi di un chimico viennese con qualche ingenuità, ma anche con grande forza visionaria. Alla 35esima edizione delle Giornate del Cinema Muto.
  • Pordenone 2016

    The Mysterious Lady

    di Costantemente sospeso fra il melodramma e la spy story, The Mysterious Lady apre la 35esima edizione delle Giornate del Cinema Muto con il divismo di Greta Garbo e l'eccellente partitura di Carl Davis, diretta dall'autore nella buca del Teatro Verdi di Pordenone ed eseguita dal vivo dai 61 strumentisti dell'Orchestra San Marco.
  • Pordenone 2016

    Luca Comerio, il reportage e la macchina da presa

    Presentata alle Giornate del Cinema Muto la seconda parte della retrospettiva curata da Sergio M. Germani su Luca Comerio, pioniere milanese del documentario. Un'occasione per riscoprire un grande regista e riflettere ancora una volta sull'importanza della celluloide come memoria storica.
  • Pordenone 2016

    Algol. Tragödie der Macht

    di Presentato tra le riscoperte alle Giornate del Cinema Muto, Algol. Tragödie der Macht è un'opera fantapolitica del 1920 che unisce espressionismo e realismo per comporre una visionaria parabola del potere.
  • Pordenone 2016

    La caduta della dinastia Romanov

    di Commissionato per celebrare il decennale della Rivoluzione d'Ottobre, La caduta della dinastia Romanov risplende sullo schermo delle Giornate del Cinema Muto come uno dei capisaldi dell'avanguardia sovietica, fondamentale documento storico e film teorico di solo montaggio.
  • Pordenone 2016

    Nana

    di Ritratto femminile di inaudita complessità, tra il marionettistico e il bambinesco, tra la volgarità e la fragilità assolute, Nana del 1926 era appena il secondo film in solitaria di Jean Renoir, capace di lasciare ancora oggi senza fiato. Nella sezione Il canone rivisitato alle Giornate del Cinema Muto.
  • Pordenone 2016

    Africa Before Dark

    di Creduto per lungo tempo perduto, Africa Before Dark è Walt Disney prima della Disney, capace di innestare nella caccia grossa di un Oswald the Lucky Rabbit che già anticipa nel tratto quello che poco dopo sarà Topolino, un fondamentale manifesto del cinema di animazione. Alle Giornate del Cinema Muto 2016.
  • Pordenone 2016

    The Girl Without a Soul

    di Perfetta tragedia americana costruita sulla doppia interpretazione di Viola Dana, The Girl Without a Soul di John H. Collins stupisce ancora oggi per regia inventiva, sceneggiatura splendidamente bilanciata e afflato sociale, capace di anticipare già nel 1917 molti dei motivi della grandezza di John Ford. A Le Giornate del Cinema Muto 2016.
  • Pordenone 2016

    Monte-Cristo

    di Evento delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, ancora un kolossal letterario tratto dal celebre romanzo di Dumas padre. Monte-Cristo è un feuilleton con tutti i crismi, un cinema fatto di scenari immensi, tanto naturali quanto ricostruiti.
  • Pordenone 2016

    Behind the Door

    di Girato nel '19, subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, Behind the Door problematizzava la presunta innata bontà del popolo americano, mettendo in scena la tragica - e sadica - vicenda di un imbalsamatore di origine tedesca. Alla 35esima edizione delle Giornate del Cinema Muto.
  • Pordenone 2016

    Kean ou Désordre et génie

    di Presentato alle Giornate del Cinema Muto un altro adattamento da Alexandre Dumas padre, dopo Monte-Cristo. Si tratta di Kean ou Désordre et génie, la storia di uno dei più grandi attori shakespeariani del teatro ottocentesco, la cui vita sregolata sarebbe stata degna di un dramma del grande Bardo.
  • Pordenone 2016

    Intervista a Stephen Horne

    Suonando dal vivo in sala, a volte in contemporanea, pianoforte, flauto traverso e fisarmonica, Stephen Horne è uno dei maggiori accompagnatori di film muti. Collaboratore fisso del BFI Southbank, lo abbiamo intervistato a Pordenone in occasione delle Giornate del Cinema Muto.
  • Pordenone 2016

    Erotikon

    di Presentato alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, Erotikon è una commedia svedese di Mauritz Stiller del 1920, che prende piede dallo studio del comportamento sessuale degli insetti per analizzare quello umano.
  • Pordenone 2016

    A Strong Man

    di Fulgido esempio di una cinematografia polacca muta giunta all'apice della maturità, A Strong Man di Henryk Szaro mescola espressionismo e afflato romanzesco. A Pordenone 2016.
  • Pordenone 2016

    Jay Weissberg: “Il muto non è nostalgia”

    La difesa della pellicola, l'apertura verso un pubblico che non sia fatto di soli specialisti e il tentativo di sganciare il cinema muto da una dimensione nostalgica: sono queste le linee guida di Jay Weissberg per le Giornate del Cinema Muto, festival che dirige da quest'anno. Lo abbiamo incontrato a Pordenone.
  • Pordenone 2016

    Intervista a James Curtis

    William Cameron Menzies è noto soprattutto per la regia di Invaders from Mars, ma la sua figura va molto oltre essendo stato tra i maggiori scenografi di Hollywood, a partire da Il ladro di Bagdad. Abbiamo incontrato il suo biografo James Curtis alle Giornate del Cinema Muto, dove è stato tributato un omaggio a Menzies.
  • Pordenone 2016

    Cherchi Usai: “La nicchia a difesa della pellicola si è organizzata”

    Dal film Picture, presentato nel 2015 a Pordenone, alla difesa della pellicola, passando per le scelte di programmazione di quest'anno delle Giornate del Cinema Muto. Siamo tornati a intervistare Paolo Cherchi Usai.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento