Bozzetto non troppo

Bozzetto non troppo

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Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 nella sezione Venezia Classici, il documentario Bozzetto non troppo di Marco Bonfanti scandaglia la quotidianità e l’umanità di Bruno Bozzetto, ripercorrendo alcune tappe fondamentali della vita privata e professionale di questo gigante dell’animazione mondiale.

L’idea e la linea

All’inizio è un foglio bianco. Poi una mano e una matita. Alla fine è un signore, come ne vediamo tutti i giorni. Anche il nome è comune: Rossi. Ma è come se lo incontrassimo per la prima volta, come fosse una novità. È uno dei poteri del cinema: farci vedere cose, luoghi, volti quotidiani, come non li abbiamo mai visti. Il protagonista di questa storia fa questa cosa da oltre cinquant’anni. L’ha fatta in oltre trecento tra film, corti, lavori per la tv e il web. La fa ancora, ammirato da milioni di spettatori nel pianeta. Ha ricevuto un Orso d’Oro, una candidatura agli Academy Award, premi e omaggi ovunque. È considerato un genio del cinema di animazione mondiale. Il suo nome sta insieme a quelli di Hayao Miyazaki, John Lasseter, Nick Park, Matt Groening. È un italiano, e si chiama Bruno Bozzetto… [sinossi]

L’animazione di Bruno Bozzetto è fatte di idee e di linee. Anche di colori, certo, basilari come nel cortometraggio in flash Europe & Italy o abbacinanti come quelli di Allegro non troppo, capolavoro uber-disneyano. Ma è la linea, nel senso cavandoliano del termine, a dare corpo alle intuizioni, alle gag, alle storie di Bozzetto. Dal tratto semplice e immediato fioriscono i cortometraggi, i lungometraggi, le serie, i video per il web o le tavole dedicate alla pecora Beeelen. Una produzione vastissima, una carriera che ha attraversato la storia dell’animazione: Bozzetto declina alla sua maniera la UPA, la Zagreb Film, la Disney. Bozzetto è animazione tradizionale, in flash, in computer grafica. Ma prima di tutto, Bruno Bozzetto, nato a Milano il 3 marzo 1938, è una persona seria, disponibile, traboccante entusiasmo e passione. Bozzetto non troppo di Marco Bonfanti parte proprio da qui, dalla persona e dalla sua passione, per cercare di raccontare una vita normale e straordinaria.

Bonfanti entra nella casa, nell’ufficio e nella vita di Bozzetto con naturalezza, sposandone l’ironia e l’autoironia; segue il ritmo della quotidianità e della creatività; coglie i passaggi più significativi di un percorso umano, professionale e artistico. Guardando Bozzetto non troppo ci troviamo in compagnia di un signore gentile, di un artista/artigiano che ci apre le porte della sua casa, che si racconta senza fronzoli – la famiglia, gli amici di sempre, il lavoro, gli animali, l’immersione nella natura, Bergamo in motorino, i nipotini da prendere a scuola, la Milano di ieri e di oggi.
Lo sguardo di Bonfanti mescola le tante carte di Bruno Bozzetto e dello Studio Bozzetto, mondi mai separati che si alimentano vicendevolmente, e cerca di risalire alla fonte dell’ispirazione o almeno al suo fluire.

Manca però qualcosa a Bozzetto non troppo. Nonostante le magnifiche sequenze tratte dai lungometraggi e dai cortometraggi di Bozzetto (da West and Soda e Vip, mio fratello superuomo a Allegro non troppo, passando per i Tapum! La storia delle armi, Cavallette e Europe & Italy, la lista è lunghissima), alla fine manca proprio quella linea che riesce a dare forma alle idee, manca il dietro le quinte dell’animazione. Bonfanti non si avventura nel territorio storico-critico, non cerca di leggere le linee, i colori, le coordinate estetiche dell’universo animato bozzettiano. Questione di scelte, ovviamente. E forse anche di tempi e di target.
Mai come questa volta, ci piacerebbe un sequel, un Bozzetto non troppo 2 – La vendetta. Perché a suo modo, Bruno Bozzetto è anche un po’ John Rambo. Senza coltello ma con una potentissima e inarrestabile matita.

Post scriptum
La grandezza di lungometraggi come West and Soda e Vip, impreziositi dal lavoro dei talentuosi compagni d’avventura di Bozzetto (Giovanni Mulazzani , Giancarlo Cereda, Giuseppe Laganà, Guido Manuli…), prende vita proprio dalla idee, dalle singole intuizioni, dalle gag. E dalla non comune abilità di tenerle poi insieme, di costruirci una storia, un intero lungometraggio. Bruno Bozzetto è un velocista, ma è anche un mezzofondista capace di tenere il passo e di lanciarsi in accelerazioni improvvise. Bozzetto è anche un alpinista che non conosce limiti, è lo scalatore di Mister Tao. Bozzetto è Tapum! La storia delle armi, è Cavallette, è Il Signor Rossi, è Allegro non troppo. Ma l’essenza dell’animazione bozzettiana, forse, è soprattutto nella (straordinaria) semplicità de I due castelli. L’idea e la linea.
Info
Il trailer ufficiale di Bozzetto non troppo.
La scheda di Bozzetto non troppo sul sito di Venezia 2016.
Una clip tratta da Bozzetto non troppo.
La pagina facebook di Bozzetto non troppo.
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