La ragazza con la valigia

La ragazza con la valigia

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Secondo capitolo della trilogia adriatica di Valerio Zurlini, La ragazza con la valigia, presentato nella retrospettiva dedicata al regista bolognese della Festa del Cinema di Roma. Lorenzo e Aida sono i protagonisti della tipica tempesta di passioni zurliniana, un amore impossibile per motivi sociali e generazionali che si snoda al ritmo di Verdi, Mina e Celentano.

Il ferro da stiro e il complesso di Edipo

Aida, cantante di balera, rintraccia l’abitazione di Marcello, un ricco rampollo che l’ha ingannata e abbandonata. L’impostore manda in avanscoperta il fratello sedicenne Lorenzo, con l’ordine tassativo di allontanarla. Lorenzo regge il gioco a Marcello ma finisce per innamorarsi di Aida e cerca di aiutarla con ogni mezzo, di nascosto dalla famiglia, scoprendo giorno dopo giorno nuovi particolari sulla vita di lei. Fino a quando il sacerdote Pietro convince Aida ad andarsene, per salvare Lorenzo dall’illusione di un amore impossibile… [sinossi]
Celeste Aida, forma divina,
Mistico serto di luce e fior,
Del mio pensiero tu sei regina,
Tu di mia vita sei lo splendor.
(dalla romanza Celeste Aida dell’Aida di Giuseppe Verdi)
Ero pazzo di te,
eri pazza di me,
ma purtroppo capii
che non eri per me
da quel giorno che tu
mi tradisti così,
perché cuore non hai
e mi hai fatto soffrir…
Mai, mai, mai più t’amerò così tanto
per tutta la vita.
Mai, mai, mai più saprò darti il mio cuore
come quel dì.
E tu sai, bimba mia, che impazzivo soltanto per te.
( da Impazzivo per te di Adriano Celentano)

Un treno che sfreccia, un passaggio a livello chiuso. Passa la spider guidata da Marcello, vitellone, anticipatore del Gerardo di La prima notte di quiete. A fianco a lui la ragazza che non vede l’ora di scaricare come fosse la sua ingombrante valigia. Lei è Aida, popolana, ingenua, semplice, spontanea, dalla parlata con inflessione dialettale, dalla terminologia gergale. “Ti gira la ciribiciaccola”, dirà a Lorenzo. Lei è una meravigliosa Claudia Cardinale, colta nella sua bellezza ruspante, con la voce, altrettanto suadente nella versione italiana, di Adriana Asti. Esempio di come Valerio Zurlini sapesse rendere il fascino estremo dei suoi personaggi. La sua controparte è l’efebico ragazzo biondo Lorenzo, angelico, delicato. Cui dà il volto quel Jacques Perrin di cui Jacques Demy avrebbe colto il candore fiabesco in La favolosa storia di pelle d’asino, e che, ancora con Zurlini in Cronaca familiare sempre con il nome di Lorenzo come fosse lo stesso personaggio qualche anno dopo (il regista all’inizio di carriera pianificava una filmografia che fosse un unico, grande macrotesto), rimarrà sempre bello anche consumato dalla malattia e in punto di morte ancora come un principe delle favole.

Aida indossa un foulard, non è elegante, non è una maliarda, lei che è costretta a vendersi al miglior offerente, o a chi millanta di esserlo, lei che è usata come una bambola, adoperata come una valigia per poi disfarsene, lei che nella sua ingenuità non conosce il significato del termine “afrodisiaco”. Lei che non è raffinata, presentata mentre espleta i suoi bisogni fisiologici dietro a un cespuglio, bisogni di cui non si vergogna a parlare. Lei che, spregiudicata sentimentalmente, per necessità, teme che il suo fidanzato la sbirci in quel momento intimo, mentre lui vorrebbe solo dileguarsi.
Aida, con quel nome che può suonare aulico, preso dall’opera di Verdi, così come Vanina di La prima notte di quiete riprende il nome di un personaggio di Stendhal. In entrambi i casi una situazione poco verosimile, difficile che le due ragazze di estrazione umile possano avere dei genitori colti per averle dato quei nomi di battesimo. Ma si tratta di quella concezione zurliniana per cui l’arte, la letteratura, l’opera musicale e il melodramma diventano cinema. Per il Zurlini, raffinato intellettuale che ha compiuto studi d’arte, che ha scritto saggi su Morandi e Balthus, che è stato un collezionista, si tratta di comporre il film con una tessitura di riferimenti dotti. Laddove nel caso di La ragazza con la valigia, la pittura, onnipresente nella filmografia del cineasta, è rappresentata dai tanti quadri che tappezzano la villa gentilizia della famiglia Fainardi, immagini sospese come in un’esposizione d’arte, insieme alle sculture, come bassorilievi, come dei geroglifici di una scenografia teatrale ispirata all’Antico Egitto, che decorano il momento sublime, quanto mai teatrale, della discesa di Aida dalla grande scalinata, come scenografico è lo sfondo da anfiteatro per il dialogo tra Aida e don Pietro.
E la tessitura dotta, di cui sopra, serve in realtà a Zurlini come piattaforma per far deflagrare la sua classica tempesta di passioni, di amori impossibili, di amour fou, contrastati per le differenze sociali o di età. La follia amorosa che si scatena come tra Carlo e la vedova Roberta di Estate violenta, come tra il professor Dominici e la sua allieva Vanina di La prima notte di quiete, come tra la schiava Aida e il giovane guerriero Radamès.

La passione, come tipico del regista, si snoda attraverso momenti di ballo o comunque musicali, momenti fatti di sguardi intensi, che Zurlini usa come svincoli dei percorsi amorosi, percorsi che si congiungono o si separano. In La ragazza con la valigia i momenti di musica sono tanti. Nel primo Aida esce dal bagno in accappatoio, Lorenzo mette sul giradischi la ‘Celeste Aida’ e la ragazza scende dalle scale mettendosi la salvietta in testa, a simulare un copricapo da Antico Egitto. Momento teatrale sublime che accompagna lo scatenarsi dell’innamoramento, momento che sembra astrarsi dalla narrazione, anche per la sottolineatura di una musica eterna che contrasta con le effimere canzonette popolari di cui è costellato questo film, come tutta la filmografia del regista.
Poi abbiamo la disillusione, la festa sul terrazzo dove Aida si lascia andare nel ballo con i due personaggi loschi, che menano vanto di appartenere al mondo dei petrolieri o della televisione (come non vedere in Aida l’anticipazione dell’Adriana di Io la conoscevo bene?). Lorenzo fa da tappezzeria e Aida, presa dai rimorsi, andrà poi a consolarlo sulle note di Impazzivo per te di Adriano Celentano. La musica è anche qui ostentatamente diegetica, anzi è proprio una delle partecipanti alla festa a rimettere la canzone sul giradischi prima di andarsene, per un dispetto verso chi si è lamentato per il rumore o per una consapevolezza metalinguistica di accompagnare con un testo ad hoc il dialogo tra i due ragazzi.
C’è poi il momento sulla spiaggia di Rimini che, giocando sui cliché del film musicarello, delle scanzonate avventure balneari dal sapore di sale, abbronzatissimi sotto i raggi del sole al ritmo di juke-box, mette in scena il riscatto di Lorenzo, nel percorso della sua educazione sentimentale, mentre goffamente fa a pugni con il nuovo latin lover che accompagna Aida, con l’ironico contrappunto musicale di Tintarella di luna di Mina.

C’è qualcosa di edipico nella natura dell’innamoramento di Lorenzo per Aida. Le passioni zurliniane possono assumere forme variegate, come anche quella dell’amore fraterno tra Enrico e il sensuale Lorenzo di Cronaca familiare. Tra i due protagonisti di La ragazza con la valigia c’è un analogo divario generazionale di quelli di Estate violenta, e Lorenzo soffre della carenza affettiva della madre morta.
Questo senso materno è simboleggiato dalla scena in cui Aida vorrebbe vendere a Lorenzo un ferro da stiro da viaggio (la sua è la condizione di nomadismo anche sentimentale tipica dei personaggi zurliniani) come regalo per sua madre. Basta lo sguardo, un semplice “magari” e Aida intuisce la situazione e con la sua ingenua assenza di tatto dice: “Eh, sì capisce subito che c’è morta la mamma”. Successivamente Lorenzo consegnerà alla ragazza una busta con i soldi per pagare l’oggetto, busta che lei interpreta, prima di aprirla, come una lettera d’amore.
Il romanzo di formazione di Lorenzo arriva al culmine nella spiaggia, come quella di Estate violenta. La tempesta di passione si compie ma è anche il punto della sua fine. E il film, iniziato con un treno, si chiude in una stazione. Un viaggio si è compiuto ma è anche un punto di partenza per nuovi viaggi. E a Rimini il regista tornerà con La prima notte di quiete.

Info
La pagina Wikipedia de La ragazza con la valigia.
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