By the Rails
di Catalin Mitulescu
La fine di una relazione di coppia, condannata dalle contingenze e dalla necessità di espatriare per trovare lavoro. By the Rails del regista rumeno Cătălin Mitulescu segue il filo della New Wave nazionale, sia pur aderendovi in maniera un po’ scolastica. In concorso al Trieste Film Festival.
Insieme a te non ci sto più
Adrian ritorna in famiglia dopo un anno di lavoro in Italia. Sua moglie lo accoglie con affetto, ma fra i due c’è comunque una sorta di distacco. Ritrovarsi, dopo un periodo di assenza, non sarà così facile come pensavano… [sinossi]
Le modalità di ripresa e di scrittura che sostanziano il nuovo cinema rumeno, da Puiu a Mungiu passando per Porumboiu, si ritrovano tutte in By the Rails, lungometraggio di Cătălin Mitulescu presentato in concorso alla 28esima edizione del Trieste Film Festival. Rigore della macchina da presa che resta sempre addosso ai personaggi, tempi dilatati nella scrittura delle azioni, concentramento quasi aristotelico del racconto, realismo denso e non ‘sporco’, restituito cioè sempre con una certa eleganza, che si palesa in maniera innata e non forzata: tutti questi elementi li ritroviamo intatti in By the Rails, ma come in un allievo che ha imparato la lezione e che cerca di replicarla in maniera troppo letterale.
Sia pur abbastanza convincente, infatti, il film di Mitulescu pecca nel suo essere troppo ‘compitato’ e nel non uscire mai dalla dimensione quotidiana del racconto per farsi parabola di un mondo e di una condizione, aspetto che al contrario si riscontra regolarmente nei film dei suoi più noti connazionali.
Raccontando la storia di un giovane nucleo familiare che si sfalda perché lui è dovuto andare un anno in Italia per mettere un po’ di soldi da parte, Mitulescu allude sin troppo chiaramente al vicolo cieco in cui si ritrova la Romania, nazione troppo povera per permettere di crescere bene alle nuove generazioni. E dunque anche solo il fatto di essersene stato un anno lontano dal proprio paese ha fatto sì che Adrian, una volta tornato, si ritrovi ad essere straniero nella propria casa (da lui stesso costruita), che suo figlio piccolo non possa più riconoscerlo, che la sua donna non lo voglia più. Data per appurata questa condizione concettuale, però By the Rails non cresce più, quantomeno nella stratificazione del discorso. E allora lo salva il fatto di aver azzeccato i suoi due protagonisti (Alexandru Potocean e Ada Condeescu), di aver scritto con una certa densità i loro ruoli (entrambi tengono aperte fino alla fine tutte le ambiguità dei rispettivi caratteri) e di aver scelto una location decisamente evocativa (la casa, quasi certamente abusiva, è a pochi metri da delle rotaie in cui passano treni a tutta velocità, mentre intorno non c’è nulla, giusto qualche capannone abbandonato).
Per questo motivo By the Rails appare comunque apprezzabile, capace com’è anche di lavorare su un tono di infinita malinconia, di senso di abbandono, che deriva dal sentirsi alieni rispetto alla propria stessa terra e che non può non apparire un tema universale.
Info
La scheda di By the Rails sul sito del Trieste Film Festival.
Il trailer di By the Rails su Youtube.
La pagina Facebook di By the Rails.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: Dincolo de calea ferată
- Paese/Anno: Italia, Romania, Svezia | 2016
- Regia: Catalin Mitulescu
- Sceneggiatura: Catalin Mitulescu
- Fotografia: Liviu Marghidan
- Montaggio: Ion Ioachim Stroe
- Interpreti: Ada Condeescu, Alexandru Potocean, Andrei Ciopec, Claudiu Trandafir, Cosmin Padureanu, Daniel Tomescu, Dorin Zaharia, Dragos Mostenescu, Giada Laudicina, Lucian Ciurariu, Luminita Erga, Mariana Danescu, Oana Tudor, Puiu Mircea Lascus, Radu Romaniuc, Roxana Condurache
- Colonna sonora: Jean-Paul Wall
- Produzione: Apapaja, Film i Väst, Romanian Film Board, Strada Film, The Chimney Pot, Trentino Film Commission, TVR
- Durata: 88'








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