Koudelka Shooting Holy Land

Koudelka Shooting Holy Land

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Nella sezione Art & Sound del Trieste Film Festival – Alpe Adria Cinema è stato presentato Koudelka Shooting Holy Land, sul fotografo Josef Koudelka. Diretto dal suo ex assistente, Gilad Baram, il film documenta il reportage fotografico che Koudelka ha realizzato sul muro eretto dagli israeliani in Cisgiordania.

Il fotografo di Praga

Il leggendario fotografo ceco della Magnum Josef Koudelka, quarant’anni dopo aver scattato le famose immagini dell’invasione di Praga da parte delle truppe sovietiche, arriva in Israele e Palestina e rimane scosso dalla visione del muro alto nove metri in Cisgiordania. [sinossi]

Il fotografo di Praga, come si era firmato in forma anonima all’epoca, per timore di rappresaglie per il suo reportage sui carri armati sovietici che soffocarono la Primavera cecoslovacca. Josef Koudelka, il leggendario fotografo della Magnum, un uomo la cui vita è stata sconvolta da un mondo spaccato in due dal Muro di Berlino. Ora, quarant’anni dopo l’invasione sovietica, si occupa di un’altra terra martoriata, di un altro muro recentemente eretto, che taglia e divide in due parti proprio la Terra Santa, i luoghi biblici, contesi tra israeliani e palestinesi, la grande muraglia realizzata dagli israeliani in Cisgiordania, che, alta nove metri, si estende per chilometri e chilometri. Filmato dal suo assistente dell’epoca, Gilad Baram, Koudelka Shooting Holy Land segue il maestro nella genesi delle sue immagini, nel suo processo creativo.

Koudelka percorre il muro, seguito in campo lungo, pochi i dialoghi e i commenti. La sua figura appare minuscola davanti a quel gigantesco manufatto che copre anche l’orizzonte, che nasconde il paesaggio di quelli che sono considerati luoghi santi. Una grande striscia grigia vuota, se non per dei graffiti a volte, , costruita dal susseguirsi monotono di grandi blocchi, tutti uguali, che occupa prepotente anche l’inquadratura del film. Baram segue, in silenzio, il Maestro che si sofferma a lungo, scruta, aspetta la luce giusta, prova tutti i possibili punti di vista, prima di arrivare allo scatto. Un processo creativo lento che richiede calma e disciplina, come quello del pittore Antonio López García che aspetta pazientemente le condizioni di luminosità per ritrarre una mela cotogna, nel film di Victor Erice El sol del membrillo. Koudelka si addentra nel filo spinato per cogliere un’immagine di grovigli, si avventura tra carri armati abbandonati che si perdono nella nebbia insieme alle chiome di alberi, o tra sagome di soldati nel prato. Sono immagini che lo aspettano, dice, per diventare fotografie. Se il gigantesco muro annulla tutto, occultando la bellezza di un paesaggio antico, Koudelka, con il suo bianco e nero contrastato, conferisce bellezza e poesia, un senso monumentale, a quel cemento, a quelle crepe, a quei reticoli, a quelle strade vuote. Cogliendo anche l’oltre, il deserto, le pecore, i minareti.
Josef Koudelka è bello, con i suoi capelli bianchi. Il suo sguardo serafico basta ad annichilire quella voce che gli intima di allontanarsi. La sua serenità è quella che ha già vissuto simili situazioni, di chi è cresciuto in una zona di confine, nella cortina di ferro, separata da un altro muro. Di chi ha perso amici e famigliari e ha dovuto lasciare il suo paese.

Koudelka Shooting Holy Land è un documentario su un artista e il suo processo creativo, e in questo modo un’opera teorica che fa dialogare cinema e fotografia, immagini in movimento e immagini fisse, colore e bianco e nero. Per aumentare l’empatia tra i due mezzi, Gilad Baram usa inquadrature statiche, con pochi movimenti di macchina. E costruisce un film in piccoli segmenti, la preparazione dello scatto che confluisce nello scatto stesso, in bianco e nero. Immagini molto diverse da quelle che le hanno precedute, pur avendo lo stesso soggetto. La realtà che aspetta di essere cristallizzata in una fotografia. E le immagini vengono così immagazzinate, accatastate, ordinate come in un rullino. Una progressione che non può che confluire nel nero, dei titoli di coda, che è anche il nero di un’umanità che non fa che ripetere gli stessi errori.

Info
Il teaser su Vimeo di Koudelka Shooting Holy Land.
Koudelka Shooting Holy Land sul sito di Josef Koudelka.
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