Combat au bout de la nuit e Política, manual de instrucciones

Combat au bout de la nuit e Política, manual de instrucciones

Godard avrebbe probabilmente scritto Campo/Grecia – Controcampo/Spagna, da una parte la crisi economica più dura degli ultimi decenni e dall’altra una nuova classe politica che cerca di impegnarsi al fine che ciò non accada più. Combat au bout de la nuit e Política, manual de instrucciones sono due film che raccontano le vite di elettori ed eletti dei due paesi nel sud dell’Europa che più hanno pagato il neoliberismo selvaggio (e gli errori della politica stessa) e che cercano di reagire. Entrambi alla 67esima edizione della Berlinale, nella sezione Panorama.

Política, manual de instrucciones di Fernando León de Aranoa e Combat au bout de la nuit di Sylvain L’Espérance, presentati entrambi alla 67esima edizione della Berlinale, sono due film molto diversi che dialogano però tra loro in modo profondo. Ognuno sembra parlare dell’altro in modo incredibile: mentre Combat au bout de la nuit è un documentario girato tutto in esterni, nelle strade e tra la gente comune, Política, manual de instrucciones è girato tutto in interni, e racconta del tentativo di entrare nell’arena politica dei rappresentanti di questa stessa gente comune. Siamo in Grecia nel primo caso e in Spagna nel secondo ma quello che ha fatto Podemos è in buona parte la stessa cosa che ha fatto Syriza in Grecia, e forse per questa ragione i due film dialogano così bene tra loro.

Nel film del canadese Sylvan D’Espérance si seguono vari personaggi in una Atene spettrale tra negozi chiusi, sacche di povertà estrema e abbandono. Combat au bout de la nuit è girato quasi sempre di notte tra le tenebre e vediamo quasi sempre dei fantasmi, quelle che erano persone e che ora brancolano nel buio alla ricerca di un senso alla propria vita. D’Espérance vuole dirci che la situazione è sempre precaria, ci racconta di un sistema sanitario sull’orlo del collasso, ci fa vedere come le misure di austerità hanno reso la gente disperata, disillusa, immobile. Il regista osserva e dialoga con un gruppo di addetti alle pulizie che stanno occupando un ministero, entriamo con lui in una clinica finanziata da donazioni e vediamo l’impegno dei medici che lavorano come volontari, seguiamo un gruppo di lavoratori portuali che teorizzano un nuovo tipo di fascismo, siamo insieme con la disperazione dei rifugiati che si trovano spesso in situazioni più precarie di quelle dalle quali hanno cercato di fuggire. La politica è insultata, lontana anni luce da questo mondo.
Il film di L’Espérance (che nome per fare un film così) è quasi un grido disperato di più di 4 ore, è un saggio importantissimo sull’Europa tutta, è un film che viaggia attraverso queste condizioni estreme, la sua camera è spesso in movimento e fluisce tra il mare di Atene e le strade desertificate, però con il suo obiettivo ci mostra in maniera netta alcuni sentimenti di solidarietà e una voglia estrema di sfidare la disumanizzazione.

Política, manual de instrucciones è il tentativo di raccogliere questo grido, si racconta l’ascesa di un movimento di cittadini, gli Indignados, che dopo le manifestazioni di piazza fondano Podemos. Il regista è Fernando León de Aranoa, quello di I lunedì al sole, uno dei film più lucidi e spietati sulla sinistra, il mondo del lavoro e la crisi economica. È un film interessantissimo che segue dall’interno il nuovo partito: de Aranoa ha goduto di un accesso illimitato al leader del partito Pablo Iglesias e al teorico politico Íñigo Errejón, ha girato più di 500 ore di materiale e ci offre offre uno sguardo incisivo su cosa vuol dire fondare e tenere insieme un partito.
È un film sulla “macchina politica” fin dal suo nascere, segue il movimento che s’interroga sul modo di eleggere i leader, i congressi, la campagna elettorale. De Aranoa filma tutto dall’interno attraverso l’osservazione di riunioni pubbliche e di dibattiti privati, scandite con delle interviste ai leader che, direttamente sul momento, cercano di “teorizzare” quel che sta succedendo, ne esce quasi un instant-movie politico, fondamentale per capire questo momento storico.
Emerge chiaramente che Podemos cerca di superare alcuni tabù della sinistra: cerca di abbattere la dicotomia destra-sinistra presentandosi fin da subito come un partito oltre gli schieramenti tradizionali, anzi il Psoe (il partito socialista) è l’avversario principale per Iglesias. È un partito che, al contrario di molti recenti partiti di sinistra, rivendica la centralità del ruolo della leadership: il film ci mostra in modo sublime questa ricerca con i viaggi di Iglesias in Sud America da Morales e Mujica per carpirne i segreti, un’ipotesi populista che provoca la rottura con alcuni intellettuali del partito.
C’è poi un altro punto fondamentale: la semplificazione, spiegata più volte dal teorico politico Errejón che cerca di ricondurre alcuni messaggi della sinistra tradizionale in slogan fondamentali per un discorso politico altamente legato ai media.

De Aranoa sta con la camera sempre sui rappresentanti e mai sui rappresentati (se non per pochi istanti nella parte finale), perciò emerge chiaramente questo dialogo con i protagonisti del film di D’Espérance che gridano cercando qualcuno che li rappresenti. I leader di Podemos cercano di ricondurre in politica questi appelli, e cercano di farlo con le armi della politica e con un’attenzione innovativa al linguaggio anche quando si parla di temi classicamente di sinistra. Sentire/teorizzare/parlare di lotta alla povertà, rivendicazione del mondo del lavoro, redistribuzione della ricchezza con un linguaggio e un atteggiamento “mediatico” (con molti riferimenti ai sondaggi che non ti aspetteresti da un partito così) provoca un cortocircuito molto interessante che fa emergere tutto il carattere dirompente di Podemos. Da noi è il Movimento 5 stelle, da altri parti d’Europa sono i nazionalismi che parlano con questo tipo di elettorato. Per queste ragioni osservare Podemos e il suo modo radicalmente innovativo di fare politica è di notevole importanza.
Far entrare le telecamere per due anni in tale processo di incubazione politica rappresenta la trasparenza e l’onestà di questo movimento/partito che si mostra anche nelle sue debolezze e nelle sue fragilità. De Aranoa ci fa familiarizzare con i protagonisti, sia nel bene che nel male, e riesce perfettamente a raccontarci questa esperienza che non ha ancora raggiunto gli scopi prefissati ma che ha portato a esprimersi una gran parte di elettorato poco ascoltato.
In definitiva è un manuale di istruzioni impressionante per capire come funziona un’organizzazione politica, molto importante in questo momento storico, come ci dimostrano i protagonisti di Combat au bout de la nuit, in cui il mondo dei partiti è così lontano dalle istanze, dai problemi, dalle vite delle persone che hanno sofferto della crisi economica.

Info
La scheda di Combat au bout de la nuit sul sito della Berlinale.
La scheda di Política, manual de instrucciones sul sito della Berlinale.
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