King Arthur – Il potere della spada

King Arthur – Il potere della spada

di

Tra fantasy high concept e crime suburbano, il King Arthur di Guy Ritchie cerca la sintesi tra volto antico e moderno della mitologia celtica ma sembra più ricreare due film tra loro fuori sincrono.

FolknRolla

Dopo anni di pace e prosperità, il regno guidato da Re Uther viene messo alla prova da una lunga battaglia. Il fratello Vortigern compie un patto con le forze oscure per far uccidere Uther e conquistare la corona. Solo l’erede primogenito Artù riesce a mettersi in salvo attraversando in barca il fiume fino ad arrivare a Londinium. Negli anni crescerà nei sobborghi della città, dimenticando le nobili origini e ossessionato dal trauma infantile, finché il richiamo della magica spada del padre lo riporterà verso il palazzo reale… [sinossi]

I personaggi e gli elementi del ciclo arturiano sono talmente ricchi da giustificare non solo una lunga sopravvivenza ma anche una moderna prosperità. Sono passati poco più di dieci anni dall’ultimo film dedicato alla storia del Re di umili origini e della sua compagnia di uomini coraggiosi. Dieci anni in cui l’epica medievale e la mitologia celtica, anziché tramontare o rientrare in una nicchia per soli nerd e capelloni, si è espansa fino a inglobare il meglio della produzione contemporanea televisiva e non.
La scommessa perduta del King Arthur di Antoine Fuqua era in sostanza questa: puntare su una rivisitazione sporca e bellicosa, capace di fare a meno della magia del Signore degli anelli di Peter Jackson.
Ben consapevole che molto del suo pubblico oggi coincide con amanti di Game of Thrones e Merlin, Guy Ritchie, al contrario, non cerca di fare a pugni con la popolarità del fantasy ma di farci affari. Per prima cosa, dimenticando ogni pretesa realistica e riportando tutto nei territori dell’action e del soprannaturale. In seconda battuta, apportando al ciclo arturiano l’universo corrotto e scorretto dell’educazione sottoproletaria britannica e dei bassifondi suburbani. Quello che sa costruire e raccontare al meglio, abitato da marmaglie di giovani gangster e picchiatori cockney pronti alla rissa e alla battuta salace.

Fa un certo effetto veder entrare in collisione questi due mondi. Non tanto perché a modo loro rappresentano il volto antico e moderno della mitologia celtica, quanto perché questo patto criminale tra generi sembra non apportare nessun beneficio a entrambi. Sequenza dopo sequenza, è come assistere a due film tra loro fuori sincrono, un gioco delle tre carte che mentre dispiega tutte le tonalità e gli elementi canonici dell’immaginario epic metal, lascia che i personaggi distraggano gli spettatori con delle spurie parentesi cameratesche.
In una fase di riadattamenti quasi shot-by-shot dei classici Disney (da cui non è immune neanche Ritchie, considerando il suo prossimo impegno con Aladdin), ben venga un film che anziché rifare La spada nella roccia trasformi Semola in un giovane boss di quartiere impellicciato, cresciuto in strada tra prostitute, trafficanti e combattenti shaolin, e abituato a picchiare duro e trafficare losco. Ma mescolare Camelot e Camden, Excalibur e Lock & Stock, richiede un amalgama più omogeneo di quello che lo stile spaccone e ipercinetico di Ritchie riesce a produrre.

In questa sintesi tra “snatch” ingannevoli e arcani incantesimi, King Arthur mostra uno sguardo strabico: piacione e vivace nelle scene di raccordo, barocco e dark nei momenti fantasy. Tra i due registri non c’è bisogno di specificare quello con cui il regista britannico appaia più a suo agio. È infatti quando può dar sfogo al suo repertorio di montaggio asincrono (lunghe scene che mettono in parallelo il prima e il dopo di una certa azione), immagini lisergiche e azioni rocambolesche che il film trova i suoi momenti migliori.
Stessa cosa non si può dire di tutti i momenti in cui King Arthur cerca di avvicinare la sua matrice epica letteraria al fantasy high concept di ultima generazione. Una sensazione acuita dalla lunghezza del film, che allunga l’addestramento con Excalibur e rallenta il conflitto amletico contro lo zio impersonato da Jude Law. Charlie Hunnam si difende grazie a una fisicità massiccia e adatta a dare un animo proletario e picchiatore al futuro Re, ma tutti gli altri personaggi rimangono più ai margini senza acquisire il fascino necessario a voler proseguire il giro attorno a questa tavola rotonda formato giostra.

Info
Il trailer di King Arthur – Il potere della spada su Youtube.
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-2.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-1.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-3.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-4.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-5.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-6.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-7.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-8.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-9.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-10.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-11.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-12.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-13.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-14.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-15.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-16.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-17.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-18.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-19.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-20.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-21.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-22.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-23.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-24.jpg
  • king-arthur-il-potere-della-spada-2017-Guy-Ritchie-25.jpg

Articoli correlati

  • In Sala

    operazione-uncleOperazione U.N.C.L.E.

    di Operazione vintage per Guy Ritchie che traspone sul grande schermo la serie Tv anni '60 Organizzazione U.N.C.L.E. realizzando un pilot– lungometraggio manierista andante, senza brio.
  • Archivio

    Lo Hobbit - La desolazione di Smaug (immagine)Lo Hobbit: la desolazione di Smaug

    di Il secondo capitolo della nuova trilogia che Peter Jackson ha tratto da J.R.R. Tolkien conferma i pregi e i difetti già emersi dodici mesi fa.
  • Archivio

    Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello

    di Il primo capitolo della trilogia tolkeniana portata sul grande schermo dal regista neozelandese Peter Jackson. Un viaggio nell'immaginario del Terzo Millennio, che non dimentica il passato. Un classico del cinema contemporaneo.
  • Archivio

    Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato

    di Il primo capitolo della nuova saga tolkeniana di Peter Jackson, la storia de Lo Hobbit Bilbo Baggins e della sua avventura con i nani capitanati da Thorin Scudodiquercia.
  • Archivio

    Sherlock Holmes – Gioco di ombre

    di Un'overdose di ralenti, frastornanti flashforward e flashback dilatati in puro stile Guy Ritchie, per il secondo capitolo dedicato al personaggio creato da Sir Arthur Conan Doyle e diretto, come il precedente, dal regista britannico.
  • Archivio

    Sherlock Holmes

    di Costretto a correre, combattere e mostrare gli addominali, lo Sherlock Holmes griffato Guy Ritchie si trova prigioniero di un film scritto e diretto per girare a mille all'ora, ma privo di reali appigli per lo spettatore.
  • Archivio

    RocknRolla

    di Con RocknRolla Guy Ritchie costruisce una action comedy ruffiana e sovrabbondante: ma più che coerenza, la sua ci sembra una sterile astuzia.
  • Archivio

    Il signore degli anelli – Il ritorno del re

    di Con Il ritorno del re si conclude la trilogia de Il signore degli anelli, che Peter Jackson ha tratto dal capolavoro letterario di John Ronald Reuel Tolkien. Un viaggio tra uomini (ed elfi, hobbit e nani) in guerra, in primo luogo contro se stessi.
  • Blu-ray

    Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato

    di La Warner Bros edita la prima parte della seconda trilogia di Peter Jackson dedicata ai romanzi di Tolkien: un'altissima qualità audio-video non ben controbilanciata (per ora) dai contenuti speciali.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento