Gulistan, Land of Roses

Gulistan, Land of Roses

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Presentato al Trento Film Festival, dove si è aggiudicato il Premio della Giuria, Gulistan, Land of Roses è un documentario sulla forza delle donne, sulle combattenti curde che hanno osato sfidare l’ISIS, che sanno guardare la morte con un sorriso.

Che bel fior

La regista Zaynê Akyol si mette alla ricerca dei ricordi di Gulîstan, una sua cara amica, come lei emigrata in Canada, che si è unita al PKK ed è morta in combattimento nel 2000. Entra così in contatto con un gruppo di guerrigliere che vivono in un costante e impegnativo addestramento fisico e spirituale, pronte a difendere il territorio curdo dalla minaccia dell’ISIS. La loro missione non si limita alla difesa del territorio ma è diretta contro l’ordine capitalistico, colpevole di trasformare le persone in automi. [sinossi]

Il principio di parità dei sessi, di uguaglianza di genere, che anche nelle società avanzate non si riesce a raggiungere nella sua pienezza, trova pieno compimento tra le colline del Kurdistan iracheno dove le guerrigliere del PKK combattono a fianco dei colleghi maschi condividendo identico coraggio, forza combattiva e spirito di abnegazione. Anche tra gli istruttori militari ci sono donne. Le ha raggiunte e ce le racconta la regista Zayne Akyol, inseguendo il ricordo dell’amica Gulîstan che si è unita, provenendo dal Canada in cui viveva, alle milizie curde, sacrificandosi per la causa.

In Gulistan, Land of Roses, presentato al Trento Film Festival dove ha vinto il Premio della Giuria, Akyol segue queste amazzoni nel loro addestramento militare, nella loro vita comunitaria, mentre bevono, ridono scanzonate, fanno giochi di bambini come il nostro ‘rubabandiera’, oppure danze tradizionali, o canti. Sempre serafiche, non si coglie una dimensione di paura o drammatica. Difficile pensare, rispetto a come il film le presenta, che la morte sia per loro dietro l’angolo. La regista si ferma prima dell’ineluttabile battaglia a Mosul, dove prevedibilmente molte di quelle donne sorridenti perderanno la vita. Verranno inghiottite come la protagonista che esce dalla porta, pronunciando uno sconsolato “spero di vederti ancora sorridere”. Una battaglia cui ci si avvicina gradualmente, sempre di più, vedendo le luci da lontano, degli obiettivi da raggiungere, cui il film scivola lentamente ma inesorabilmente, con suspense. Consapevolmente Gulistan, Land of Roses non contiene immagini dirette di guerra, le lascia fuoricampo, raccontate da dialoghi via ricetrasmittente.

Sono belle le donne ritratte in Gulistan, Land of Roses, nemmeno le cicatrici, segno delle battaglie combattute, che hanno ovunque, sul corpo, nel volto, riescono a scalfire la loro bellezza. Vivono la loro condizione di combattenti come un’occasione di emancipazione, e dichiarano tranquillamente che preferiscono quell’esistenza a una vita coniugale che assimilano a una condizione di schiavitù. Ma la regista è molto attenta a cogliere gli elementi di femminilità, e maternità, che si portano dietro. Mentre puliscono i fucili, danno un nome ciascuna al proprio, come un bambino. Appendono i kalashnikov a dei fili come se fossero dei panni ad asciugare. E insistono sul ruolo dell’educazione come compito della donna.
Il popolo curdo è l’unico ad aver alzato le mani e combattuto contro la minaccia dell’ISIS nonostante questa abbia suscitato la riprovazione unanime, a parole, nel mondo. I curdi sono bistrattati da tutti e subito la regista mostra l’istruttrice spiegare la differenza tra come sono fatte le bombe russe, quelle americane e quelle di Saddam. Si riconoscono sempre sotto la guida spirituale di Apo – Abdullah Öcalan, e soprattutto costruiscono una delle ultime sacche di comunismo al mondo. “Il capitalismo distrugge tutte le menti”, dicono.

Con Gulistan, Land of Roses, Zayne Akyol coglie i momenti di stasi tra una battaglia e l’altra, tra un massacro e l’altro. Come la canzone tedesca del finale di Orizzonti di gloria. Ma poi si torna a combattere: “Domani andiamo in guerra”.

Info
La scheda di Gulistan, Land of Roses sul sito del Trento Film Festival.
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