Under the Bridges

Under the Bridges

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Mentre la Germania nazista crollava, Helmut Käutner girava nel ’44 un malinconico film a-temporale debitore di L’Atalante di Jean Vigo: Under the Bridges, proposto alla 31esima edizione del Cinema Ritrovato, è la dimostrazione del cinema che sopravvive alla Storia.

Tanto di noi si può fare senza

Willy e Hendrik sono due amici che lavorano insieme su una chiatta e attraversano i fiumi del nord della Germania per trasportare delle merci. Una sera vedono una ragazza che sembra volersi gettare da un ponte e si mettono in testa di volerla aiutare… [sinossi]

Il clou della programmazione di quest’anno del Cinema Ritrovato forse lo si è raggiunto con l’omaggio a Helmut Käutner, figura eclettica e di malinconico sognatore nella Germania passata dagli orrori nazisti alla ricostruzione adenaueriana. Ne è brillante testimonianza Under the Bridges, girato nel ’44 ma mostrato solo dopo la fine della guerra, in cui a mo’ del realismo poetico francese degli anni Trenta si raccontano le vicissitudini sentimentali di due uomini e una donna.
Ambientato quasi interamente sulla chiatta per trasporto merci in cui lavorano e viaggiano i due protagonisti in cerca di compagnia femminile, Under the Bridges si richiama in maniera diretta a L’Atalante di Jean Vigo, non solo per la quasi-identica situazione quanto anche per quella disillusione verso gli affari terreni e urbani che rende preferibile la vita da marinai.

Come il capolavoro di Vigo, Under the Bridges è un film orgogliosamente a-temporale, staccato sdegnosamente – proprio come i suoi personaggi – dalla Storia. Ma il fatto è che proprio nei giorni in cui Käutner girava il suo film, la Germania nazista affondava sotto i colpi di russi e americani, tanto da costringere la produzione a tenere in considerazione le giornate e i luoghi in cui avvenivano i bombardamenti per spostarsi più in là, non solo per paura della guerra, quanto per non sporcare il suono in presa diretta.
Il cinema che dura di più della Storia, che si fa beffe di essa e le sopravvive. Questo appare oggi Under the Bridges, dove le scaramucce sentimentali dei personaggi e i piccoli tradimenti tra i due colleghi-amici riempiono il campo e, invece di apparire leziosi esercizi d’intimismo, si connotano quali universali ritratti dell’animo umano e della sua naturale tendenza al sentimento; il solo strumento che, in fin dei conti, ci permette di sentirci vivi.
Addirittura, come ci viene detto nel catalogo del Cinema Ritrovato da Olaf Möller che ha curato l’omaggio a Käutner, Under the Bridges ha finito anche per rivestire una fondamentale caratteristica testimoniale: le sequenze girate a Berlino lungo il fiume Sprea mostrano infatti la capitale pochissimo tempo prima di essere distrutta e sono dunque le ultime immagini che rivelano la Berlino che fu prima della disfatta finale.

Il simbolismo della vita sotto i ponti – come da titolo – è semplice e trasparente, reso visivamente sin dai titoli di testa e replicato sotto varie forme e chiavi di lettura: dalle ragazze che guardano passare la chiatta con il vento che fa danzare le loro gonne, agli insulti e sputi che i protagonisti si beccano di tanto in tanto e a cui non possono replicare con una bella scazzottata perché il fiume li ha portati già lontani, alla ‘paura e desiderio’ verso l’altra vita e l’altro mondo – quello della terraferma dove i due ogni tanto approdano finendo per comportarsi sempre in maniera impacciata.

Così, mentre in Italia di fronte alla distruzione e alla catastrofe nazionale, Rossellini prendeva la macchina da presa e usava pellicola di seconda mano per girare Roma città aperta, Käutner si abbandonava all’elogio della fuga, rifiutando l’orrore nazista. Da una parte è nato il neorealismo, dall’altra un cinema che ha faticato tantissimo a ricostruirsi – proprio perché ha evitato la dinamica della denuncia – ma che, almeno per quel che riguarda Under the Bridges, ritrova una sua inesauribile attualità e una sua intangibile ed eterea tendenza poetico-profetica. Tanto che le stesse dinamiche del film di Käutner, con le strade di provincia al posto dei fiumi, le ritroveremo trent’anni dopo in Nel corso del tempo di Wim Wenders.

Info
La scheda di Under the Bridges sul sito del Cinema Ritrovato.

 

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