Locarno Festival 2017 – Presentazione
È arrivato anche a Locarno, dopo Cannes, il tempo di festeggiare la settantesima edizione, che avrà luogo dal 2 al 12 agosto, sotto la direzione artistica di Carlo Chatrian. Tante le novità a partire dal nome stesso del festival che da quest’anno sarà semplicemente Locarno Festival sostituendo così la più lunga dicitura “Festival del Film Locarno”.
Dal 2 al 12 agosto si tiene la settantesima edizione del Locarno Festival, sempre diretto da Carlo Chatrian e con una serie di novità, a partire dal nome, semplificato rispetto al “Festival del Film Locarno”. Così anche la voce registrata che presenta le proiezioni in Piazza Grande sarà più veloce. La manifestazione ticinese accoglierà quest’anno gli spettatori con ben tre nuove sale, facenti parte del nuovo Palazzo del Cinema. Insomma qui non si scavano buche che rimangono vuote come è successo da altre parti. Anche lo storico tempio dei cinefili, del cinema ritrovato locarnese, il Rex dove sono passate tante retrospettive, è stato ristrutturato e rinnovato. Non si chiamerà più Ex Rex, come negli ultimi anni quando ormai non era più funzionante come sala e rimaneva deserto al di fuori del festival, bensì GranRex Auditorium Leopard Club. Si spera che la ristrutturazione non abbia intaccato quel gusto retrò, le comode poltrone bianche, il grande spazio tra la prima fila e lo schermo addobbato di piante.
Anche in questa sala ruggiranno i grandi felini, come quello della sigla che precede ogni film del festival, con Il bacio della pantera (di cui al festival si potrà vedere anche il remake di Paul Schrader per l’omaggio a Nastassja Kinski) e L’uomo leopardo, presentati nella retrospettiva di quest’anno, dedicata a Jacques Tourneur. Una grande personale, curata da Rinaldo Censi e Roberto Turigliatto, quasi completamente in pellicola, coerentemente con il rigore delle retrospettive locarnesi.
E Jacques Tourneur avrà anche una proiezione, di Ho camminato con uno zombi, nel grande schermo della Piazza Grande, che avrà una programmazione più coraggiosa e meno da blockbuster. L’altra grande scommessa, che un po’ ricorda le vecchie scorribande dell’era Müller, sarà anche la proiezione in piazza di Sicilia! in occasione del Pardo d’onore assegnato a Jean-Marie Straub. E ancora tra le opere ritrovate e restaurate, come fuori concorso Grandeur et décadence d’un petit commerce de cinéma, film del 1986 di Jean-Luc Godard, incentrato su un regista dal nome Gaspard Bazin.
Passando al concorso le attese si concentrano sul nuovo lavoro di F.J. Ossang, un noir dal titolo 9 Doigts; sul film Lucky, debutto dietro la macchina da presa per l’attore John Carroll Lynch che arruola due interpreti d’eccezione, il grande Harry Dean Stanton, volto feticcio di tanto cinema indipendente americano, nonché David Lynch stesso; La telenovela errante, opera postuma di Raoul Ruiz, risultato del montaggio del suo lavoro durato 8 anni, che viene coraggiosamente messa nel concorso; e poi il nuovo film di Wang Bing, Mrs. Fang che segue una donna, malata terminale, negli ultimi giorni della sua vita. Da segnalare anche il film palestinese Wajib di Annemarie Jacir, storia della riunificazione di un padre con il figlio emigrato in Italia.
Viene dato spazio al nuovo cinema indipendente italiano: già in concorso con Gli asteroidi dell’esordiente Germano Maccioni, con Pippo Delbono e Chiara Caselli e un cast di attori non professionisti, ambientato nella desolata provincia industriale italiana dove si attende il precipitare di un asteroide e la fine del mondo. Fuori concorso invece Anatomia del miracolo di Alessandra Celesia, storia napoletana di tre donne molto diverse che, in un modo o nell’altro, sono in attesa di un prodigio mistico. E, per Cineasti del presente, Easy di un altro esordiente, Andrea Magnani, storia di un viaggio in Ucraina per trasportarvi una bara.
Per Signs of Life Surbiles di Giovanni Columbu, il regista di Su re, che affronta ancora una ricerca antropologica nella Sardegna profonda, raccontando delle leggendarie surbiles, sorta di vampire che si nutrivano del sangue dei bambini.
Presente al festival, per quanto riguarda invece i Maestri, Marco Bellocchio con un corto fuori concorso, Per una rosa, incentrato su Elena, una ragazza al suo primo giorno di lavoro in un bar di Bobbio. E ancora tra i corti fuori concorso Granma di Alfie Nze e Daniele Gaglianone, sulla storia di un ragazzo di origine africana che parte con la nonna per un lungo viaggio per informare la famiglia di un lutto. Sempre fuori concorso Ibi di Andrea Segre che parte dalle immagini autoprodotte di una donna del Benin finita in carcere a Napoli per traffico di droga, che vuole raccontarsi ai suoi figli rimasti in patria.
Particolarmente rilevante quest’anno la rappresentanza francese a partire dalla presenza di Mathieu Kassovitz cui verrà assegnato l’Excellence Award Moët & Chandon. In Piazza Grande Demain et tous les autres jours di Noémie Lvovsky, storia di una separazione vista con gli occhi di una bambina, e Chien di Samuel Benchetrit, incentrato su un uomo solo che viene accolto in un negozio di animali; in concorso il film Madame Hyde di Céline Bozon, rivisitazione del mito del dottor Jekyll e Mr Hyde incarnato da Isabelle Huppert.
Gli ospiti d’onore, premiati a vario titolo e omaggiati con piccole retrospettive, quest’anno saranno Todd Haynes, Adrien Brody, il produttore Michel Merkt, il direttore della fotografia spagnolo José Luis Alcaine, oltre ai già citati Jean-Marie Straub, Mathieu Kassovitz e Nastassja Kinski. Un piccolo omaggio a George Romero, la proiezione di Dawn of the Dead, e una serie di film che hanno fatto la storia del festival, da El pisito a Un’ora sola ti vorrei.


Locarno 2016 – Presentazione
Su Re
Un’ora sola ti vorrei