Renegades – Commando d’assalto
di Steven Quale
Prodotto e co-sceneggiato da Luc Besson, occhieggiante all’action movie americano di qualche decennio fa, Renegades – Commando d’assalto offre un intrattenimento inoffensivo, che ha comunque il pregio di non cercare di apparire per ciò che non è.
L’oro di Sarajevo
1995: un team di Navy Seals, in missione a Sarajevo, viene a sapere di un tesoro di inestimabile valore risalente all’occupazione nazista, nascosto sul fondo di un lago locale. I cinque membri della squadra decidono di recuperare il carico per donarlo alla popolazione locale, ma dovranno scontrarsi coi nemici serbi presenti sul posto… [sinossi]
Ci sono in sala, in questi giorni, due film che recano nei credits (pur in ruoli diversi) il nome di quello che è ormai il nume tutelare del cinema mainstream di genere francese, Luc Besson. Da una parte il tronfio, ipertrofico e soporifero Valerian e la città dei mille pianeti; dall’altra questo action movie a sfondo bellico, che ci porta (nell’ambientazione, nel plot, e pure un po’ nell’approccio al soggetto) indietro nel tempo di circa un ventennio. Renegades – Commando d’assalto prende infatti di petto un conflitto mai del tutto dimenticato (quello jugoslavo della prima metà degli anni ‘90) ponendo la sua ambientazione in una Sarajevo devastata, e mettendovi in scena una singolare caccia al tesoro. Qualsiasi ipotesi di velleità storico/politica, avanzabile in virtù dell’ambientazione, viene spazzata via praticamente subito, non appena scorre sullo schermo la sequenza iniziale (successiva al flashback che apre il film): qui, il gruppo di Navy Seals protagonisti rapisce un sadico generale serbo e fugge di gran carriera per le strade della città (e nelle acque del fiume) a bordo di un carrarmato della Seconda Guerra Mondiale, lasciandosi abilmente indietro gli attoniti (e non molto reattivi) nemici. Siamo, insomma, nel campo del popcorn movie ad ambientazione militare, e il regista Steven Quale (al suo attivo il recente found footage/disaster movie Into the Storm) si incarica subito di farcelo sapere.
Guardando questo Renegades, e lasciandosi trasportare proprio dalla sua semplicità e dalla sostanziale, funzionale inconsistenza del suo plot, viene da pensare che Besson (qui produttore e co-sceneggiatore) svolga un miglior servizio al cinema quando lascia la macchina da presa ad altri, evitando così di riversare nei soggetti le sue residue, poco giustificate velleità autoriali. Il film di Steven Quale scorre veloce e senza sostanziali intoppi, col piglio di un b-movie trasportato in serie A, eliminando qualsiasi orpello e concentrandosi sulle tappe (prevedibilissime) della missione dei protagonisti. I modelli sono quelli dell’action movie statunitense degli anni ‘80 e ‘90, depurato da certi eccessi retorici e aggiunto di una spruzzata dell’autoironia della recente serie de I mercenari – The Expendables. I Navy Seals non sono i Marines, la retorica militaresca è costantemente tenuta a bada (probabile merito della matrice europea della produzione), e il cameratismo tra i cinque protagonisti è sempre contrappuntato dall’ironia. Le schermaglie tra i membri della squadra, i duri ma in fondo affettuosi rimbrotti dell’ammiraglio interpretato da J.K. Simmons, la basilare love story tra il soldato americano e la giovane bosniaca (col volto di Sylvia Hoeks): tutto rientra in una concezione di scrittura che funge più da collante narrativo per un puro intrattenimento di genere, piacevole quanto gratuito.
In quest’ottica, ha forse poco senso rimarcare l’inconsistenza del personaggio interpretato dalla stessa Hoeks, la sostanziale inutilità del flashback iniziale, la pretestuosità insita nel carattere “umanitario” della missione portata avanti dai cinque protagonisti. Il tema della città sommersa, il suo carattere a metà tra storia e leggenda, con le suggestioni che questo poteva portare con sé, avrebbe forse potuto trovare una migliore e più sistematica utilizzazione all’interno del film: ma, a ben vedere, se il plot avesse imboccato quella direzione, ci saremmo probabilmente trovati di fronte a un altro film. In questo senso, il regista mostra comunque un buon occhio e gusto estetico per le sequenze subacquee (la ricostruzione scenografica del paese sommerso è visivamente interessante), frutto probabilmente della sua ultradecennale esperienza sul campo (fu a più riprese assistente per James Cameron, e co-regista del documentario Aliens of The Deep). Il resto del lavoro viene fatto da una regia sicura, che punta chiaramente a limitare i quantitativi di violenza (la fisicità di molto action contemporaneo è presente in misura ridotta) e che predilige il sense of wonder avventuroso dell’ambientazione (e della missione) al suo contorno militare. E ci si può stupire poco, in questo senso, della totale inconsistenza del gruppo di villain (i militari serbi) e del loro ruolo praticamente nullo all’interno della sceneggiatura.
Prodotto che adatta se stesso (e la sua confezione) alla fattura del materiale che mette in scena, che ha il pregio di non barare mai, evitando di tentare di apparire per ciò che non è, Renegades mostra un sapore retrò (le coordinate, lo ripetiamo, sono quelle dell’action movie di almeno un ventennio fa) che, in un’epoca di di blockbuster ipercinetici e invariabilmente proiettati verso la dimensione della saga, appare gradevolmente fuori tempo massimo. L’inoffensivo, ma onesto, intrattenimento che il film di Quale offre, risulta la mera traduzione in immagini delle sue promesse. Poco, o molto, a seconda delle aspettative dello spettatore.
Info
Il trailer di Renegades: Commando d’assalto.
La pagina dedicata al film sul sito della M2 Pictures.
- Genere: action, commedia
- Titolo originale: Renegades
- Paese/Anno: Francia, Germania | 2017
- Regia: Steven Quale
- Sceneggiatura: Luc Besson, Richard Wenk
- Fotografia: Brian Pearson
- Montaggio: Florent Vassault
- Interpreti: Alain Blazevic, Andrej Dojkic, Artjom Gilz, Charlie Bewley, Chris Theisinger, Clemens Schick, David Masterson, Denis Lyons, Diarmaid Murtagh, Dimitri Leonidas, Ewen Bremner, J.K. Simmons, Joshua Henry, Karim Cherif, Petra Vukelic, Ricardo Ewert, Slavko Sobin, Sullivan Stapleton, Sven Waasner, Sylvia Hoeks
- Colonna sonora: Eric Serra
- Produzione: Belga Productions, Canal+, CB Films, DCS, EuropaCorp, Studio Babelsberg
- Distribuzione: M2 Pictures
- Durata: 115'
- Data di uscita: 05/10/2017










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