Film Festival Diritti Umani Lugano

Film Festival Diritti Umani Lugano

In corso fino al 15 ottobre il Film Festival Diritti Umani Lugano, arrivato alla quarta edizione, promosso dalla Fondazione Diritti Umani. Tra i film in programma A ciambra, West of the Jordan River di Amos Gitai e Risk di Laura Poitras.

Dal 10 al 15 ottobre nello storico Cinema Corso di Lugano si svolge la quarta edizione del Film Festival Diritti Umani, diretto da Olmo Giovannini e Antonio Prata, e con Roberto Pomari alla presidenza. Sarà possibile fare un viaggio nel mondo, trattando temi di attualità e discutendone anche con i numerosi ospiti, oltre 50 tra registi, giornalisti, protagonisti e studiosi, che commenteranno i film dopo ogni proiezione. 19 lungometraggi, un mediometraggio e un corto, fra cui 12 prime svizzere e una prima internazionale: sono i numeri del festival di quest’anno. Ambiente, prelievi di risorse naturali, rapporti Nord/Sud del pianeta, attività ecosostenibili, lavoro minorile, pena capitale, razzismo, pari opportunità e diritti di genere, migranti: questi i temi trattati.

Si partirà dalla Cina con il film d’apertura, Plastic China di Jiu-Liang Wang, a scrutare tra un’umanità che vive in un mondo sommerso da rifiuti di plastica.
Si passerà per i punti nevralgici del mondo, in Turchia con Dönüş – Retour di Valeria Mazzucchi, che ha seguito Jérôme Bastion, corrispondente di Radio France Internationale, presente al festival, che documenta il drastico regresso dei diritti civili e della libertà nell’era Erdoğan. E in un confinante villaggio in Bulgaria diventato snodo nevralgico europeo di migranti è incentrato The Good Postman di Tonislav Hristov. A Raqqa con City of Ghost di Matthew Heineman, reportage di giornalisti anonimi sulle atrocità dell’occupazione dell’ISIS. A Ferguson nel Missouri, simbolo della ribellione della comunità afroamericana con Whose Streets? di Sabaah Folayan e Damon Davis. A Gaza con Gaza Surf City di Philip Gnadt e Mickey Yamine, che documenta il surf praticato dagli abitanti della striscia palestinese come sfogo alla loro condizione di reclusione territoriale, e ancora nei territori palestinesi con West of the Jordan River di Amos Gitai presentato già all’ultima Quinzaine. Così come dalla Quinzaine viene A Ciambra di Jonas Carpignano ora designato dall’Italia per la candidatura all’Oscar. Si chiude invece con Risk di Laura Poitras, passato già al Biografilm Festival, sul controverso personaggio di Julian Assange.

Tanti ospiti, come si è detto, si alterneranno ai Q&A, come il medico lampedusano Pietro Bartolo, Domenico Quirico, il giornalista Jérôme Bastion, nonché i registi Askold Kurov e Orban Wallace. E attorno al festival la mostra Quickgold, fino al 15 ottobre in vari spazi della città, sulla vita dei minatori con fotografie e oggetti, frutto del connubio fra il fotografo russo Andrey Gordasevich e il sociologo svizzero Nils Krauer. La Fondazione AMCA assegnerà invece il premio giornalistico dedicato a Carla Agustoni, che sarà riconosciuto a un servizio giornalistico che riveli sensibilità nei confronti dei valori umani e li divulghi attraverso parole, suoni, immagini.

Info
Il sito del Festival Diritti Umani Lugano.

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