Shadowgram

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Vincitore come miglior film al festival Visioni dal Mondo, Shadowgram di Augusto Contento è un viaggio nella comunità afroamericana dei quartieri ghetto di Chicago, il SouthSide e il WestSide, da cui emergono le vite quotidiane dei suoi abitanti, le loro ambizioni e difficoltà, ma anche alcune verità inconfessabili sulla segregazione razziale, in quanto pilastro della storia americana.

Born in the USA

A oltre 50 anni dall’abrogazione delle leggi sulla segregazione razziale negli USA, cosa è cambiato? Il film cerca di dare una risposta con un’indagine condotta nei quartieri più difficili di Chicago, anche attraverso interviste con uno spaccato dei suoi abitanti, uno psichiatra, un amministratore, un’insegnante, un rapper, che ricordano la loro infanzia, riflettono sulle speranze della loro generazione e sulla loro vita quotidiana. [sinossi]

Conoscevamo il lavoro del giovane regista Augusto Contento a partire dai suoi film brasiliani, presentati al Festival di Locarno e ad altre manifestazioni. Tra questi Omnibus, un road movie su pullman che attraversa il Brasile, esibendo un campionario di quel melting pot etnico, culturale che è il paese sudamericano. Con Shadowgram, vincitore del premio come miglior film, e il riconoscimento Rai Cinema, al festival Visioni dal Mondo di Milano e oggetto di un caso diplomatico su cui torneremo, abbiamo ancora un viaggio anche se sotto forma di approdo. Come raccontato dal diario in voice over, è un arrivo a una terra di nessuno, a un’ultima fermata della Terra, a una città fantasma, anche se questa si trova all’interno della grande metropoli di Chicago, nei quartieri ghetto di afroamericani, di Andersonville, Bronzeville, Woodlawn, Englewood, che non hanno nulla a che vedere con i grattacieli, con la parte bella e presentabile della città.
Augusto Contento si conferma un ritrattista di geografie umane in un contesto urbano che aveva già esplorato nel suo precedente lavoro Parallax Sounds. Il suo occhio è quello di un esploratore che perviene a realtà scomode. Qui, rispetto al Brasile, siamo in una situazione dove l’etnia è omogenea, composta esclusivamente dalla popolazione di colore, tanto che un bianco in questi luoghi risulterebbe come un qualcosa di estraneo, che verrebbe identificato subito come legato a traffici di droga o al malaffare. Ma quello che esplora la macchina da presa di Augusto Contento non è comunque una monocultura. Gospel, canti, cori, danze, folkloristiche rappresentazioni sacre, balli, spettacoli popolari, spettacoli voodoo con personaggi vestiti da scheletri e luci stroboscopiche. Tutte espressioni di una cultura che si è ibridata in vari modi e in tempi diversi con quella americana e occidentale.

Ancora nei film brasiliani di Augusto Contento, al melting pot oggetto del film, corrisponde un analogo melting pot nel linguaggio filmico, fatto di una ricerca espressiva continua. Così è anche per Shadowgram, a partire dalla grana sfuocata e indistinta della prima scena che sfocia in paesaggi urbani ricoperti da coltri di neve, nel lago ghiacciato, nuvole, riflessi. Inframmezzati da immagini di repertorio e cartoon e dalle interviste in bianco e nero, alcune delle quali, come quella all’insegnante rapper al bar, continuamente frammentate e riprese da angolazioni diverse.
Ma in Shadowgram la poliedricità visiva confluisce sempre in immagini di reticoli, reti, reti doppie, recinzioni, ringhiere, sbarre, fili spinati, reti da calcio, fino alle righe sulla lavagna. Geometrie sullo schermo che parcellizzano e frammentano l’immagine con le loro strette maglie. Sono le barriere umane su cui Shadowgram è incentrato, le separazioni razziali che l’America non ha mai cancellato anche se ufficialmente il Civil Rights Act del 1964 avrebbe dovuto fare piazza pulita di ogni tipo di apartheid. Ma dalle interviste emerge una realtà assai diversa, drammatica e scioccante, una segregazione che rimane strutturale, intriseca al tessuto sociale ed economico.
La ricchezza dell’America, il fatto di essere una potenza, deriva in definitiva dall’aver avuto per buona parte della sua storia una forza lavoro gratuita rappresentata dagli schiavi e ancora oggi mal retribuita e sempre a carico dei discendenti di quegli africani che venivano utilizzati come bestiame. Lo sfruttamento dei neri fa parte del sistema, finanche quando i frequenti guai con la giustizia determinano un flusso di capitale verso gli avvocati, tipicamente bianchi borghesi, esponenti dei quartieri bene. E poi la segregazione continua nel sistema educativo, che vede le scuole occupate da insegnanti perlopiù bianchi e le compagnie assicurative e le istituzioni economiche parallele controllate sempre dai bianchi. Il capitolo giustizia è altrettanto drammatico a partire dalla persona che racconta del fratello ucciso da un poliziotto che, intervenuto in un conflitto lo ha freddato perché istintivamente identificato come il criminale. E le condizioni carcerarie, secondo qualcuno, corrispondono ai campi di cotone di una volta. Augusto Contento gioca anche con il montaggio a rendere le testimonianze dirompenti, come quando si parla di tortura subito dopo un’immagine di Cristo. O quando cristallizza il tutto nell’immagine di una bandiera americana riflessa in una pozzanghera.

Tutto questo succede nella città di Obama, nella roccaforte del Partito Democratico, che è stata meta di tre ondate migratorie della popolazione afroamericana che sfuggiva dagli stati del Sud in cerca di condizioni di vita e di lavoro migliori. Quello che emerge dalle testimonianze di persone comuni fornisce un quadro peggiore di quello che sono soliti descrivere gli intellettuali detrattori del sistema americano, da Gore Vidal a Noam Chomsky, e fa il paio con l’altrettanto impietosa rappresentazione dell’America fornita dal film di quest’anno I Am Not Your Negro di Raoul Peck. E Shadowgram non a caso ha già subito l’ostracismo delle autorità statunitensi che hanno boicottato la prima proiezione del film che avrebbe dovuto tenersi nella sede dell’Alto Commissariato dei Diritti dell’Uomo a Ginevra.

Info
Il sito ufficiale di Shadowgram.
La pagina Facebook di Shadowgram.
La scheda di Shadowgram sul sito del Festival Visioni dal mondo.
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