Doclisboa 2017

Doclisboa 2017

Giunto alla quindicesima edizione, Doclisboa 2017, che si tiene dal 19 al 29 ottobre nella capitale portoghese, vanta anche quest’anno un programma molto ricco e variegato.

Giunto alla quindicesima edizione, Doclisboa vanta anche quest’anno un programma molto ricco e variegato, curato dai direttori artistici Cíntia Gil e Davide Oberto, che si apre sempre più alla fiction ma con un’attenzione al reale, con uno sguardo diretto al mondo. Esemplare in questo senso la serata dedicata a Gummo, nel ventennale del film, l’esordio registico di Harmony Korine con il suo sgurardo crudo, con il suo affondare le mani in realtà di degrado.
Una nutrita offerta distribuita, dal 19 al 29 di ottobre, tra le due sale dell’auditorium del Culturgest, il cinema São Jorge e la Cinemateca Portuguesa. Un concorso internazionale con anteprime mondiali e portoghesi, dove ritroviamo opere già passate ad altri festival come Also Known as Jihadi, fresco di vittoria al Festival dei Popoli, o Milla, passato tra i Cineasti del Presente a Locarno. E a fianco un concorso di opere nazionali.
Anche la sezione New Visions verte sui vari modi di approccio nel filmare la realtà; ospiti di questa sezione Sharon Lockhart e George Clark, artisti che spaziano in vari campi, tra cinema e visual art.

Nella sezione omaggi si va da Fernand Deligny, il pedagogo rivoluzionario, ispiratore di Truffaut, che seppe usare la macchina da presa come metodo educativo, a Bárbara Virgínia, la prima regista donna portoghese. La sottosezione Seismographies, dedicata alle collisioni tra politica, corpo e performance, prevede The Genre di Klim Kozinskiy, ripresa di uno spettacolo teatrale messo in scena durante il colpo di stato del 1991 in cui ritroviamo Boris Yukhananov, nome di punta del teatro underground russo e autore del film sorpresa dell’anno, Nazidanie.
Nella sottosezione sui linguaggi, Fascination for Codes, vengono presentati Conversation with a Cactus, documentario sull’esperimento di Hashimoto, volto a insegnare l’alfabeto giapponese a un cactus; Le film de Bazin sul progetto mai portato a termine di un documentario di André Bazin sulle chiese romaniche di Saintonge, mentre un regista di nome Gaspard Bazin è protagonista di Grandeur et décadence d’un petit commerce de cinéma di Godard, ancora, dopo Locarno, presentato nel recente restauro.

Piatto forte di Doclisboa le due grandi retrospettive. La prima è una personale quanto mai necessaria a Věra Chytilová, scomparsa da pochi anni, grande artefice di un cinema surrealista nella Nová vlna, ma con una carriera assai più ampia dall’epoca di Le margheritine: la sua filmografia abbraccia oltre quarant’anni di film, opere televisive, documentari. La retrospettiva è curata da Boris Nelepo ed è integrale, comprensiva di corti e materiale televisivo e i film in pellicola sono in ottime copie in 35mm. Dalla Repubblica Ceca si passa al Canada francofono per la seconda retrospettiva, intitolata The Unique Cinema of Quebec. Una scena che è stata una delle culle del Direct Cinema, alla fine degli anni ’50, le cui istanze di riprendere il reale si sono poi estese con la tendenza del cinema di finzione di fare proprie quelle metodologie e tecniche, con la “fiction of reality”.
Anche la sezione From the Earth to the Moon propone un viaggio nella storia e nella geografia, con opere anche già viste, come la Cina desolata di Bitter Money e Mrs. Fang di Wang Bing, la New York pubblic library oggetto dell’ultima opera di Frederick Wiseman, Ex Libris; in Nordcorea con Napalm di Claude Lanzmann, oppure analisi di personaggi come Ronald Reagan, in The reagan Show, Julian Assange in Risk di Laura Poitras. Ritratti di artisti, musicisti e attori nella sezione Heart Beat mente le opere prime sono di scena in Verdes Anos, che prende il nome dall’esordio cinematografico di Paulo Rocha.
Doclisboa ’17 apre con una “Lisbon Story”, Ramiro di Manuel Mozos, ritratto di una figura tipica della capitale portoghese, un poeta che gestisce un negozio di libri usati; e chiude con Once There Was Brazilia di Adirley Queirós, già passato anche a Locarno, eccentrica opera brasiliana di fantascienza e fantapolitica che si ruota attorno a un agente intergalattico che ha la missione di uccidere il presidente nel giorno dell’inaugurazione della capitale Brasilia.

Info
Il sito del Doclisboa 2017.

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