Lola + Jeremy

Lola + Jeremy

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Lola + Jeremy è l’esordio della francese July Hygreck, che cerca di inseguire in maniera fin troppo pedissequa e priva di fantasia il cinema inventivo di Michel Gondry. Un film grazioso ma esile, presentato in Alice nella città alla Festa di Roma 2017.

Se mi lasci ti riprendo

Jeremy, ventisette anni, è un graphic designer e con il suo amico Mathias gestisce l’agenzia “Cercasi alibi disperatamente” per creare finti alibi tramite fatture, ricevute e scontrini per i fidanzati fedifraghi. Lola, venticinque anni, lavora in una fumetteria ed è appassionata di supereroi e dei film di Michel Gondry, in particolare di Se mi lasci ti cancello che non si stanca mai di rivedere. Lola e Jeremy decidono di riprendere ogni momento della loro storia d’amore, per creare una sorta di video-diario giornaliero da riguardare da lì a dieci anni. Lola, troppo curiosa, non resiste e si mette a guardarli subito da sola. Video dopo video, ne trova uno che non avrebbe dovuto vedere: Jeremy e i suoi amici stanno parlando proprio di lei, prim’ancora di conoscersi, e del progetto di Jeremy di girare un video diario da mostrare al padre in fin di vita in ospedale. Lola, delusa e ferita lascia Jeremy il cui solo scopo sarà, da quel momento, cercare di riconquistarla. Disperato pensa di mettere insieme un gruppo di strampalati supereroi, che rapiscono personaggi famosi. Il riscatto? Lola. E così le vie della periferia parigina si animano di una scalcagnata banda di eroi da fumetto, impegnati a organizzare impossibili e grotteschi rapimenti. [sinossi]

Per quanto sia solo l’opera prima della francese July Hygreck, Lola + Jeremy può essere assunto come simbolo di un sistema cinematografico contemporaneo sempre più addormentato nelle proprie fattezze, spinto verso il tentativo disperato di riciclarsi, ritrovando stilemi, ipotesi, immagini familiari e già metabolizzate. Se qui l’autore preso a modello, in modo talmente dichiarato da farlo apparire in scena in un rapido cameo, è Michel Gondry, sarebbe forse il caso di recuperare Be Kind Rewind, piccolo gioiello che ragionava sul cinema rimasticato, eternamente replicabile anche se con mezzi esigui rispetto all’imponenza dei blockbuster hollywoodiani. Blockbuster dopotutto è proprio il titolo originale di Lola + Jeremy, presentato alla dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione parallela Alice nella città e coprodotto dall’Italia con la Sun Film Group che lo distribuisce anche nelle sale. La storia architettata da Hygreck insieme al fratello Tom si muove in modo evidente nel solco del cinema di Gondry: una crisi di coppia, quella tra i Lola e Jeremy del titolo, che deve essere risolta, nella mente del ragazzo, con una serie di idee bizzarre e fuori dal comune. Niente mazzi di fiori, dunque, niente dichiarazioni d’amore spassionate, niente serenate alla finestra; perché ricorrere a questi mezzucci triti e ritriti quando ci si può travestire da improbabili supereroi (Super Pork, per esempio), rapire con armi giocattolo veri personaggi di punta dello star system e chiedere come riscatto per la loro liberazione l’amore di Lola?
L’idea di fondo potrebbe perfino funzionare, e in effetti Lola + Jeremy si rivela come un film grazioso, con qualche intuizione se non interessante quantomeno in grado di funzionare, ma l’estetica presa a riferimento si rivela molto presto davvero troppo ambiziosa per una regista diligente ma priva per ora dello spunto autoriale, oltre che dell’inventiva brillante e irrefrenabile di Gondry.

Per sopperire al peso di una regia che sulla carta dovrebbe inventare soluzioni a ripetizione, ma non può far altro che arrancare dietro un ritmo che non è tecnicamente in grado di sostenere, Hygreck punta tutte le sue carte su un affastellamento narrativo di cui non si sentiva nessuna esigenza: la sottotrama – neanche troppo residuale, in realtà – che riguarda il padre di Jeremy e di suo fratello, ospedalizzato per un tumore giunto oramai alla fase terminale, sembra intessuta a forza nel resto della trama, utilizzata più che altro come escamotage per giustificare la scelta pazzoide di Jeremy di scegliere la propria ragazza attraverso una serie di mini-interviste ai limiti del demenziale con la videocamera. Lola, che ha sempre pensato che quel gioco fosse stato escogitato solo ed esclusivamente per lei, non prende bene la cosa – ignorando l’esistenza di un padre di Jeremy, il che è anche poco credibile sotto il profilo narrativo – e lascia il ragazzo, innescando il meccanismo che porterà ai già citati rapimenti e via discorrendo.
La materia narrativa si ingolfa, dunque, si fa meno fluida perché costretta a muoversi sul doppio registro emotivo che vede da un lato la vita fuori dal mondo reale di Jeremy e di tutto il suo gruppo di amici (comprese Lola e la sua migliore amica, sempre alla ricerca di un nuovo ragazzo da rimorchiare), e dall’altro il patetismo a pochi millimetri dal mélo della pre-morte del babbo del protagonista. Tutto questo materiale viene però trattato da Hygreck con inserti d’animazioni, giochini infantili sullo schermo, tutte tecniche utilizzate con sapienza da Gondry, ma qui riciclate per puro gusto dell’imitazione, senza una reale forza drammaturgica e senza l’istinto visionario del regista di Eternal Sunshine of the Spotless Mind. A July Hygreck manca, per rubare le parole ad Alexander Pope, la “luce sempiterna di una mente pura”; troppi filtri, troppe sovrascritture mentali, ingabbiano un film che vorrebbe dirsi libero, ma che non fa altro, per un’ora e mezza, che seguire uno schema predefinito. Lo fa bene, e gli attori si prestano alla bisogna, ma manca il guizzo in grado di far emergere Lola + Jeremy al di sopra della medietà.

Info
Il trailer di Lola + Jeremy.
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