Trieste Science+Fiction Festival 2017 – Presentazione

Trieste Science+Fiction Festival 2017 – Presentazione

Inizia sotto i migliori auspici il Trieste Science+Fiction Festival 2017, kermesse in costante crescendo che inanella nella prima giornata la versione restaurata di Halloween – La notte delle streghe di Carpenter, la stratificata riflessione sul tempo, sulla memoria e sulla vita reale e digitale di Michael Almereyda (Marjorie Prime) e l’ironico zombie movie It Stains the Sands Red di Colin Minihan.

Capitale della fantascienza per una settimana, Trieste prosegue un cammino iniziato negli anni Sessanta e poi ripreso dall’associazione La Cappella Underground, capace di ricollegare nuovamente festival e territorio, immaginario fantascientifico (e fantastico, fantasy, orrorifico) e spettatori. Le uniche nuvolette grigiastre che potevano adombrare il Trieste Science+Fiction Festival 2017 sono state prontamente spazzate via: la nuova sede del Politeama Rossetti, in attesa degli sviluppi legati alla storica sala Tripcovich, è già casa, uno spazio prestigioso e funzionale per ospitare più di un’iniziativa – nell’attesa tra una pellicola e l’altra, ad esempio, si possono ammirare i lavori del talentuosissimo LRNZ (Golem, Astrogamma, Monolith), aka Lorenzo Ceccotti, che è anche l’autore del gargantuesco poster dell’edizione 2017.

Prima di sfogliare il catalogo e il programma vale la pena soffermarsi almeno un momento sul lavoro di LRNZ, che cavalca sagacemente uno dei temi caldi dell’immaginario fantascientifico, tratteggiando un colossale robot in costruzione – la mente corre al prossimo Pacific Rim, al ritorno dei mecha di Gō Nagai (Mazinga Z Infinity), ai quarant’anni di Gundam che si avvicinano. A parte le suggestioni robotiche, questa amorevole cura del catalogo, del programma, del poster e di tutte le immagini e video promozionali (notevoli, come sempre) è la cartina tornasole di un festival che vive e prospera grazie alla professionalità, alla competenza e alla passione. Non è sempre così nel caleidoscopico circuito festivaliero.

La base di partenza del Trieste Science+Fiction Festival 2017 sono centinaia e centinai di titoli cercati, spulciati, rincorsi, acchiappati al volo, scartati, coccolati. E poi mostre, incontri, feste: The Shadow Planet, Fumetti mutanti – tra classico e appgrade, Nuovi autori italiani e futuro prossimo, Hypersonic Party, Stazione Rogers e via discorrendo.
Ci si può muovere tra varie sezioni, a partire da quella principale, coi suoi dodici titoli in competizione: Alone di David Moreau, Beyond Skyline di Liam O’Donnell, Cold Skin di Xavier Gens, Hostile di Mathieu Turi, It Came from the Desert di Marko Mäkilaakso, Kati Kati di Mbithi Masya, Loop di Isti Madarász, The Man with the Magic Box di Bodo Kox, Rememory di Mark Palansky, Replace di Norbert Keil, Science Fiction Volume One: The Osiris Child di Shane Abbess e Zombillenium di Arthur De Pins e Alexis Ducord. Live action e animazione, piccoli e grandi budget, minimalismo ed effetti speciali, astronavi e scenari post-apocalittici: il panorama sondato e offerto dal Trieste Science+Fiction Festival 2017 è vastissimo, a volte di puro intrattenimento, immediato, rinfrescante; in alcuni casi si rivela riflessivo, persino ostico, destinato a palati allenati. Sono tutti inviti alla visione, alla scoperta, all’immersione in quel mare magnum magmatico che è la fantascienza, per sua natura sempre un passo avanti nel disegnare la realtà che verrà.

Nove i titoli fuori concorso: Before We Vanish di Kiyoshi Kurosawa, Blade of the Immortal di Takashi Miike, Bushwick di Cary Murnion e Jonathan Milott, The Endless di Justin Benson e Aaron Moorhead, It Stains the Sands Red di Colin Minihan, Marjorie Prime di Michael Almereyda, Mayhem di Joe Lynch, Salyut-7 di Klim Shipenko, Veronica di Paco Plaza. Invasioni aliene, samurai immortali, battaglie metropolitane, ricordi che svaniscono, russi in orbita, zombie solitari… a tutte queste novità si affiancano i grandi classici, dai cult horror Halloween – La notte delle streghe e La notte dei morti viventi alla fantascienza umanista di Incontri ravvicinati del terzo tipo, passando per l’intramontabile Godzilla di Ishirō Honda, qui nella versione colorata e rimontata da Luigi Cozzi. E poi l’Urania d’argento a Sergio Martino (2019. Dopo la caduta di New York), i cortometraggi, la sezione Futurologia (Amateurs in Space, Let There Be Light, Creature Designers: The Frankenstein Complex…). Non resta che armarsi di raggi fotonici e raggiungere Trieste.

Info
Il sito ufficiale del Trieste Science+Fiction Festival 2017.
Il programma del Trieste Science+Fiction Festival 2017.
  • Trieste-Science-Fiction-2017-poster-LRNZ.jpg

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