Uscite in sala 02 novembre 2017

Uscite in sala 02 novembre 2017

Mentre la Festa di Roma si avvia alla conclusione, le distribuzioni approfittano dei “tutti i santi” nel bel mezzo della settimana per far uscire in sala addirittura ben 17 film, dalla versione in digitale di Shining a Mazinga Z e i fratelli Taviani. Ma di imperdibile, restando alle produzioni recenti, non c’è davvero molto da segnalare…

 

SHINING
di Stanley Kubrick

Sì, ci piace vincere facile. Molto molto facile. Ma come si fa a non dedicare l’apertura a un’opera potente e immortale (un po’ come Jack Torrance) del calibro di Shining. Ci sottraiamo anche dall’ozioso giochino che impazza e vorrebbe impilare in una classifica “dal migliore al peggiore” i film di Stanley Kubrick, e vi invitiamo ad accorrere in sala oggi, ultimo giorno di programmazione per questo capolavoro. Suvvia, che aspettate? Avete forse paura?

Jack Torrance – ex istitutore e scrittore in crisi con tendenza all’alcoolismo – nella speranza di ritrovare se stesso e l’ispirazione accetta di fungere da custode per la stagione invernale dell’immenso e deserto Hotel Overlook, sulle Montagne Rocciose. Dieci anni prima, in analoghe circostanze, un uomo, prima di suicidarsi, ha fatto a pezzi le due figliolette e la moglie. Jack è al corrente dei precedenti, ma non se ne cura e raggiunge il posto con la moglie Wendy e il figlioletto Danny di sette anni. Il cuoco di colore Hallorann, dotato di “luccicanza” o preveggenza come Danny, è l’unico a temere il peggio. [sinossi]

 

UNA QUESTIONE PRIVATA
di Paolo e Vittorio Taviani

In molti, forse anche un po’ preventivamente, avevano messo le mani avanti rispetto al nuovo film dei fratelli Taviani – lavorato sul set dal solo Paolo, date le pessime condizioni di salute di Vittorio, 88 anni compiuti -, al punto che all’Auditorium Parco della Musica i difensori del film ne parlavano con tono guardingo, quasi preoccupati di essere additati. La relatà parla di un’opera senza dubbio non priva di difetti ma viva, e in grado di rileggere Fenoglio con onestà, nonostante le grandi libertà che si prende, o forse proprio per questo.

“Over the Rainbow” è il disco più amato da tre ragazzi nell’estate del ‘43. S’incontrano nella villa estiva di Fulvia, adolescente e donna. I due ragazzi sono Milton e Giorgio, l’uno pensoso, riservato, l’altro bello ed estroverso. Amano Fulvia che gioca con i sentimenti di entrambi. Un anno dopo Milton, partigiano, si ritrova davanti alla villa ora chiusa. La custode lo riconosce e insinua un dubbio: Fulvia, forse, ha avuto una storia con Giorgio. Per Milton si ferma tutto, la lotta partigiana, le amicizie… Ossessionato dalla gelosia, vuole scoprire la verità. E corre attraverso le nebbie delle Langhe per trovare Giorgio, ma Giorgio è stato fatto prigioniero dai fascisti… [sinossi]

 

IL MIO GODARD
di Michel Hazanavicius

Certo, il voto che trovate nella recensione di questo film – e che è lì dalla proiezione di Cannes, dove il film era addirittura nel concorso ufficiale, posizionamento negato a Garrel padre, Dumont, Denis e Desplechin – è uno dei più bassi presenti su Quinlan. Eppure viene naturale inserire Le Redoutable (questo il titolo originale) tra le uscite più importanti e, perché no, interessanti della settimana; perché è un film che per lo meno può creare un dibattito, materia sempre più rara di questi tempi. E allora, nonostante qui lo si bocci enza appello, magari andatelo a vedere e poi ne ri-parliamo…

Parigi 1967. Jean-Luc Godard, il cineasta più in vista della sua generazione, gira La cinese con la donna che ama, Anne Wiazemsky, di venti anni più giovane. Sono felici, innamorati, sedotti, e decidono di sposarsi. Ma l’accoglienza del film al momento della sua uscita costringe Jean-Luc a un interrogativo profondo. Il maggio del 1968 amplifica il processo, e la crisi che attraversa Jean-Luc lo trasforma profondamente facendolo passare da star della regia ad artista maoista fuori dal sistema, incompreso e incomprensibile… [sinossi]

 

MAZINGA Z INFINITY
di Junji Shimizu

Diciamoci la tristissima verità: se non ci fossero i robottoni questo titolo languirebbe in fondo all’articolo, vituperato come merita. Neanche le mani dell’esperto Shimizu servono a dare una mano a un progetto rozzissimo, ai limiti della sopportabilità, pensato a uso e consumo non solo dei fan, ma di quella ristretta cerchia di fan che accetterebbe anche un buon numero di torture pur di vedere Mazinga in azione. Che tristezza. Un film imperdonabile.

Dieci anni dopo la sconfitta dell’Impero Sotterraneo, Koji Kabuto ha riposto la tuta da pilota in un cassetto per seguire le orme di suo nonno, il dottor Juzo Kabuto. Nelle compassate vesti di scienziato, Koji si imbatte in una sconvolgente scoperta che lo pone di fronte a un dilemma: restare spettatore dei catastrofici eventi che si preannunciano, o mettersi ancora una volta alla guida del potente Mazinga Z e salvare l’umanità dalla minaccia del perfido Dottor Inferno. [sinossi]

 

GIFTED – IL DONO DEL TALENTO
di Marc Webb

Dopo due opere malriuscite a in ogni caso dense di significato (anche loro malgrado) come i film di Hazanavicius e Shimizu, con Gifted si inaugura il settore di titoli mediocri e che non lasceranno alcuna traccia del loro passaggio nei mesi e negli anni a venire. Qui una bambina geniale è contesa tra l’amorevole zio – geniale pure lui, o meglio iper-nozionista – e la crudele nonnetta. Un legal-talent-movie con un’ideuzza anche interessante che però resiste in scena il tempo di un paio di battute.

La storia di Gifted comincia in una cittadina nei pressi di Tampa, in Florida, dove la piccola Mary Adler cresce sotto le cure non convenzionali dello zio Frank, fratello della madre deceduta quando la bambina era ancora in fasce. A sette anni compiuti, Mary dimostra di possedere un talento naturale per i numeri e la matematica, e seppure debba ancora alzarsi sulle punte per scrivere le frazioni alla lavagna, riesce a risolvere da sola equazioni complesse di livello avanzato, destando l’interesse di preside e insegnanti. Non solo. La nonna materna Evelyn, colpita dal suo genio precoce, pretende per la nipote una formazione appropriata nel moderno Massachusetts, in ambiente accademico e con un team di insegnanti specializzati a disposizione. Mentre Frank, nonostante rischi di perdere l’affidamento, resta fedele alla promessa fatta alla sorella prima che morisse: garantire a sua figlia un’infanzia serena e spensierata, cadenzata dai compiti e dagli impegni della scuola pubblica e addolcita dai pomeriggi di gioco con i coetanei. I due modi diversi di immaginare il futuro della nipotina si scontreranno in una battaglia legale per l’affido, nella quale anche Mary sarà impaziente di dire la sua. [sinossi]

 

MISTERO A CROOKED HOUSE
di Gilles Paquet-Brenner

Povera Agatha Christie, ridotta a santino dal quale estrarre la benedizione di una trama che regga sotto il profilo del giallo, e niente più. Elegante, rarefatto ai limiti della sonnolenza, scipito sotto il profilo attoriale. In un aggettivo: inutile.

Basato sul romanzo di Agatha Christie, edito in Italia con il titolo È un problema, Mistero a Crooked House è un giallo corale come quelli che piacciono all’autrice: un confronto incrociato tra i componenti di una ricca famiglia inglese, tra le sale della sontuosa villa del capostipite. Per ottenere finalmente la mano della bella e facoltosa Sophia Leonides, incontrata al Cairo presso l’ambasciata inglese, il giovane investigatore privato Charles Hayward deve risolvere il mistero che avvolge la morte di suo nonno, il patriarca Aristides Leonides, avvelenato da un familiare a Crooked House. Nella dimora lussureggiante, dove l’intera famiglia si è trasferita a causa della Seconda guerra mondiale, figli e nipoti del defunto puntano il dito contro Brenda, giovane seconda moglie dell’anziano miliardario, accusata di avere una liaison sentimentale con il precettore dei nipoti. Le indagini personali conducono Charles su piste non battute dalla polizia, nuovi moventi emergono a rimescolare le carte, e gli alibi già traballanti dei misteriosi inquilini crollano sotto il peso di stringenti interrogativi. Non solo ci si domanda chi è l’assassino, ma se e quando colpirà ancora. [sinossi]

 

MY NAME IS EMILY
di Simon Fitzmaurice

Il film in sé e per sé lascia traccia del proprio passaggio per tutto il dopocena e anche per il momento in cui si decide di andare a dormire, ma va segnalato in modo particolare perché il povero Fitzmaurice è venuto a mancare proprio in questi giorni ad appena 43 anni, per una grave malattia con cui combatteva da quasi dieci anni. E in un batter di ciglia la qualità del suo film diventa l’ultimo degli argomenti.

“Se ti nascondi dalla morte, ti nascondi dalla vita”. Con questa idea nella testa e l’obiettivo di liberare suo padre dalla clinica psichiatrica in cui è ricoverato, l’adolescente Emily si imbarca in un’insolita operazione di salvataggio attraverso la campagna irlandese. L’avventura della ragazzina scostante e riservata comincia il giorno del suo sedicesimo compleanno, quando dopo non aver ricevuto l’annuale biglietto d’auguri da parte del genitore, un sospetto si fa largo tra i molti dubbi che già la attanagliano. Nonostante il complicato rapporto con la famiglia adottiva e i problemi di integrazione nella nuova scuola, Emily convince l’amico Arden, un compagno incuriosito dai suoi misteriosi modi di fare, ad accompagnarla nell’impresa. [sinossi]

 

GLI ASTEROIDI
di Germano Maccioni

Già presentato al Festival di Locarno, il film di Germano Maccioni raggiunge le sale – e chissà se riuscirà a ottenere una pur minima visibilità, vista la concorrenza. Nel complesso, nonostante qualche interessante intuizione, Gli asteroidi appare come un progetto involuto e privo di una motivazione forte, se non vagamente rintracciabile in qualche suggestione data dall’ambientazione. Peccato.

Una provincia industriale, sconfinata, fatta di capannoni dismessi, è l’universo in cui gravitano Pietro e il suo amico Ivan, diciannovenni in conflitto con la famiglia, con la scuola, con tutto. Sullo sfondo una serie di furti nelle chiese, compiuti dall’inafferrabile “banda dei candelabri”, e l’incombere di un grande asteroide, monitorato dalla stazione astronomica della zona perché in procinto di passare molto vicino alla Terra. Cosmic, un ragazzo un po’ strambo, fissato con questioni astronomiche e filosofiche, è sicuro che precipiterà sul pianeta, annientando l’umanità. E mentre la “fine del mondo” si avvicina, Ivan convince Pietro a partecipare a un furto, con conseguenze drammatiche che colpiranno fatalmente il loro mondo. [sinossi]

 

MR. OVE
di Hannes Holm

Costruito sulla finta austerità di certo cinema svedese contemporaneo, Mr. Ove fa continuamente l’occhiolino allo spettatore, mettendo in ridicolo il suo misantropo protagonista, anziano, vedovo e rabbioso nei confronti dei vicini per ogni piccola minuzia. Il cambiamento, falso come sono falsi i flashback azzimati sulla giovinezza del nostro, arriverà come spesso accade grazie a una donna esotica – iraniana per la precisione. L’insegnamento alla tolleranza e al rispetto verso l’altro proposto con un urticante moralismo piccolo-borghese. No, grazie.

Mr. Ove è un anziano burbero che orchestra rigidamente la vita di quartiere, bacchettando senza riguardo il vicinato: non perdona chi parcheggia l’auto in doppia fila e chi sbaglia la differenziata, condanna il disordine e gli schiamazzi, il calpestio dei tacchi, il latrare dei cani e il vagabondare dei gatti (specialmente di un randagio spelacchiato che per ripicca continua a fare pipì davanti alla sua porta). L’atteggiamento intransigente di Ove si ammorbidisce dopo l’incontro con l’iraniana Parvaneh, la nuova vicina, da poco trasferita nella casa di fronte con il marito e i due figlioletti. Smessi i panni di ispettore del vialetto, insieme a quelli di vigilante dei parcheggi e della spazzatura, l’inquilino solitario si apre a una tenera e inaspettata amicizia. [sinossi]

 

LA CORAZZATA POTEMKIN
di Sergej Ejzenstein

Avevamo aperto con un capolavoro restaurato in digitale, e chiudiamo con un altro capolavoro restaurato in digitale, e che la Cineteca di Bologna distribuisce a partire da lunedì in occasione del centenario della Rivoluzione d’Ottobre, che vide i bolscevichi prendere il potere in Russia. Una delle opere più puramente marxiste viste su uno schermo, talmente avanti nella sua ricerca formale e visiva da risultare modernissima ancora oggi. E domani. E dopodomani. Se siete stati così sciocchi e faciloni fino a questo momento da non vedere e amare La corazzata Potemkin, da lunedì prossimo davvero non avrete più scusa alcuna.

Giugno 1905. Tra l’equipaggio della corazzata russa Potemkin regna un vivo malcontento a causa delle vessazioni cui sono sottoposti i marinai. Il malcontento si trasforma in ammutinamento, allorché il comandante e il medico dell’unità rifiutano di accogliere le giuste proteste dei marinai per il rancio ricavato da cibi immangiabili. La corazzata raggiunge quindi il porto di Odessa, dove il gesto compiuto dai marinai si diffonde rapidamente tra la popolazione, provocando manifestazioni di plauso e di incoraggiamento. Ma l’intervento delle guardie imperiali reprime nel sangue l’entusiasmo della popolazione… [sinossi]

 

Questa settimana escono anche Saw – Legacy (2017) di Michael Spierig e Peter Spierig, Finché c’è prosecco c’è speranza (2017) di Antonio Padovan, Capitan Mutanda (2017) di David Soren, Geostorm (2017) di Dean Devlin, Non c’è campo (2017) di Federico Moccia, Felicissime condoglianze (2017) di Tom Ponti; domenica 5 sarà la volta dell’animazione, con Pokémon – Scelgo te! di Kunihiko Yuyama. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale di Thor: Ragnarok.

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