The Man with the Magic Box

The Man with the Magic Box

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Vincitore del Premio Asteroide al Trieste Science+Fiction Festival 2017, il fim polacco The Man with the Magic Box di Bodo Kox rielabora e aggiorna due classici topoi della fantascienza, il futuro distopico e i viaggi temporali. Il risultato è interessante e intelligente, anche se a tratti un po’ troppo artificioso.

Radio Varsavia

In un futuro non troppo lontano, Adam scappa dalla zona più povera di Varsavia verso la Nuova Città. Con l’aiuto di una società segreta, trova un appartamento in un vecchio edificio e un lavoro come addetto alle pulizie. Si innamora di Goria, un’affascinante impiegata dell’Ufficio Risorse Umane, che però non lo prende sul serio. Adam trova una radio degli anni ’50 che trasmette musica del passato. Ma la radio emana anche delle onde theta che consentono di viaggiare nel tempo. Sperimentandone il funzionamento, Adam si ritrova prigioniero nel passato. Quando non si presenta al lavoro, Goria – capendo di aver perso il vero amore – comincia a cercarlo nel passato… [sinossi]

Vincitore del Premio Asteroide al Trieste Science+Fiction Festival 2017, The Man with the Magic Box del filmmaker polacco Bodo Kox è in effetti un tentativo, riuscito, di fare una fantascienza adulta, sociologica, al giorno d’oggi, fuggendo alla dittatura degli effetti speciali e puntando su quello che James Ballard definiva lo spazio interiore, concentrandosi sull’uomo, e sulla degenerazione della società. Suona quindi ironico ed enunciativo di un’antitesi il riferimento iniziale a Men in Black, in quanto film con alieni e ricco di effetti speciali, cosa che The Man with the Magic Box non vuole essere. Più vicino sembra essere un film dello stesso anno di quello di Sonnenfeld, Gattaca di Andrew Niccol, con cui ha in comune tante cose, a partire dalla descrizione impietosa e verosimile di un futuro prossimo, di una vita quotidiana e claustrofobica.

Bodo Kox costruisce il film su due temi classici della science fiction, rielaborandoli e adeguandoli al mondo di oggi: il futuro distopico e i viaggi nel tempo. Con una lucida e impietosa descrizione del 2030, con gli addetti alle pulizie, e i lavoratori umili in generale, marchiati con codici a barre e codici QR, le epidemie dilaganti, il degrado e i rifiuti, le escrezioni del mondo alla fine rigidamente incanalati da mille nastri trasportatori; e le esplosioni in palazzi che si accartocciano, come le torri gemelle l’11 settembre, diventate ormai routine. The Man with the Magic Box rappresenta una fantascienza dell’incomunicabilità, della solitudine, dell’alienazione, il racconto di un’umanità alla deriva. E poi c’è il passato, gli anni ’50, il paese sotto l’egida sovietica. Il viaggio nel tempo è chiaramente un escamotage narrativo per mettere in relazione un passato dittatoriale con un altrettanto simile futuro. “Il miglior domani era l’ieri”: recita una scritta sul muro. E a fare da trait d’union sono gli oggetti, i manufatti su cui Bodo Kox indugia con sguardo feticistico e con una poetica ossessiva, da teatro dell’assurdo. Oggetti vintage che sono custoditi in una stanza segreta, raccolti dal collega di Adam, i cubi di Rubik, i videogiochi di una volta e ovviamente le radio d’epoca.

I meriti di The Man with the Magic Box sono però controbilanciati da un’ansia da prestazione estetica-fantascientifica. Il primo rapporto sessuale tra Adam e Goria sullo sfondo del grattacielo che si accartoccia su se stesso dopo l’esplosione, con loro che copulano incuranti e lei che alla fine ringrazia per l’orgasmo. L’inquadratura della Varsavia nel 1952 dove coesistono le immagini di Stalin e della Madonna. Il giradischi a punta che funziona con delle fotografie al posto del vinile. L’uomo che non muore pur impiccato perché è un androide; i graffiti sul muro scritti con una sorta di inchiostro simpatico che si materializza successivamente. E altrettanto mirabolanti sono certi dialoghi folli e i personaggi bislacchi. Bodo Kox vuole stupire a ogni inquadratura, ma questo risulta alla fine artificioso.

Info
Il trailer di The Man with the Magic Box.
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