Uscite in sala 16 novembre 2017

Uscite in sala 16 novembre 2017

Settimana ricca di uscite in sala, ben tredici, ma scarsa di interesse; fanno eccezione il dramma sentimentale e umano narrato da Michael Showalter in The Big Sick e il bel ritorno sulle scene di Enzo D’Alò con Pipì, Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite. Un po’ poco, in effetti…

 

THE BIG SICK
di Michael Showalter

Tutto è fuorviante in The Big Sick: il titolo, la locandina, il sottotitolo italiano, il trailer. Tutto è fuorviante perché il film di Michael Showalter ribalta molti dei luoghi comuni di quell’indie a stelle e strisce cui dovrebbe appartenere questa commedia screziata di dramma. Nulla di sconvolgente ma un’operazione nel complesso dominata dall’intelligenza e dalla sincerità, che meriterebbe un’attenzione cui con ogni probabilità non andrà incontro. Voi dategli un’opportunità…

Basato sulla vera storia degli sceneggiatori del film e coppia nella vita, Emily V. Gordon e Kumail Nanjiani, il film racconta tutto ciò che l’aspirante comico pakistano Kumail e la sua fidanzata americana Emily hanno dovuto affrontare per superare i pregiudizi delle rispettive famiglie e 1.400 anni di antiche tradizioni… [sinossi]

 

PIPÌ PUPÙ E ROSMARINA IN IL MISTERO DELLE NOTE
di Enzo D’Alò

Finalmente Enzo D’Alò torna ai tempi dorati de La freccia azzurra e La gabbianella e il gatto, e lo fa con un’opera che sembra in qualche modo rivolgersi all’intera storia – spesso sconosciuta – del cinema d’animazione italiano. Un ritorno in grande stile, che dona conforto anche tornando con la memoria al recente Gatta Cenerentola di Alessandro Rak & Co.; che le cose stiano finalmente cambiando?

Qualcuno ha rubato le note musicali della partitura composta dal Mapà per il Grande Concerto di Ferragosto. Il Narratore, inseparabile voce amica dei tre piccoli ed avventurosi Pipì Pupù e Rosmarina, affida loro il delicato compito di scoprire il colpevole dello scellerato furto e di recuperare dunque la musica, senza la quale non potrà essere eseguito il tanto atteso Concerto di Ferragosto. E questo sarebbe un vero dramma per gli animali che abitano nel Bosco! I nostri tre impavidi amici non hanno indizi, sanno però una cosa molto importante: le note hanno vita propria e sono attirate dalla musica. E cosa escogiteranno per far sì che tutta la partitura del concerto di ferragosto si ricomponga come per magia? Decidono di rappresentare tre grandi opere classiche con l’aiuto degli animali del bosco, nella speranza di veder arrivare le note tutte insieme, svelando così il grande Mistero del loro rapimento… [sinossi]

 

JUSTICE LEAGUE
di Zack Snyder, Joss Whedon

Con ogni probabilità il film più atteso della settimana per il grande pubblico, senza alcun dubbio il più chiacchierato anche per i problemi avuti in fase di lavorazione. Verrebbe naturale dire “tanto rumore per nulla”, perché questo Justice League è veramente poca cosa, e desta ben poca curiosità perfino nel fan duro e puro. Se ne può fare a meno senza alcun senso di colpa.

Alimentato dalla sua rinnovata fiducia nell’umanità e ispirato dal gesto d’altruismo di Superman, Bruce Wayne chiede aiuto alla sua ritrovata alleata Diana Prince, per affrontare un nemico ancora più temibile. Insieme, Batman e Wonder Woman si mettono subito al lavoro per trovare e assemblare una squadra di metaumani pronti a fronteggiare questa nuova minaccia. Ma nonostante la formazione di questa alleanza di eroi senza precedenti – Batman, Wonder Woman, Aquaman, Cyborg e Flash – potrebbe essere già troppo tardi per salvare il pianeta da un attacco di proporzioni catastrofiche… [sinossi]

 

LA SIGNORA DELLO ZOO DI VARSAVIA
di Niki Caro

Lascia a ben vedere il tempo che trova anche questa ennesima incursione nella tragedia della Shoah, l’unico evento storico, eccezion fatta per la guerra del Vietnam, a essersi trasformato in un genere a se stante, con le proprie regole – seguite qui in maniera stanca e pedissequa. Niki Caro non è certo regista dallo sguardo personale, e il film non evita neanche uno dei prevedibili cliché. Resta la potenza della Storia, con la s maiuscola, ma è un gioco troppo facile e scoperto.

Polonia 1939. L’invasione nazista porta devastazione in tutto il paese e la città di Varsavia viene ripetutamente bombardata. Antonina e suo marito Jan, custodi dello zoo della città, si ritrovano da soli a salvare i pochi animali sopravvissuti. Quando la violenza nazista arriva all’apice e inizia la persecuzione degli ebrei, i due coniugi decidono che non possono restare a guardare e cominciano in segreto a collaborare con la Resistenza, intuendo che le gabbie e le gallerie sotterranee dello zoo, possono ora servire a proteggere in segreto delle vite umane. [sinossi]

 

AGADAH
di Alberto Rondalli

Alberto Rondalli prende spunto da Il manoscritto ritrovato a Saragozza di Jan Potocki e, semplificandone la struttura, cerca di ripeterne i fasti immaginifici; il risultato, pur a tratti interessante, si dimostra però incompiuto, anche perché Rondalli sceglie la via di un’asciuttezza e di una linearità – là dove il romanzo è una riflessione teorica sul tema della narrazione e dei generi della stessa – che non convince particolarmente. Resta comunque una visione bizzarra, e non priva di un suo pur rudimentale fascino.

Siamo nel 1815, il conte Potoski sta lavorando al suo romanzo nell’elegante dimora in cui vive. Maggio 1734, Alfonso di van Worden, giovane ufficiale Vallone al servizio di Re Carlo, ha ricevuto l’ordine di raggiungere il suo reggimento a Napoli nel più breve tempo possibile. Nonostante Lopez, suo fedele servitore, cerchi di dissuaderlo dall’attraversare l’altopiano delle Murgie, perché infestato da spettri e demoni inquietanti, si mette ugualmente in cammino. In un intreccio fantastico, tra sogno e realtà, che ricorda il Decamerone e le Mille e una Notte, Alfonso compirà un percorso iniziatico, durante dieci lunghe giornate, tra allucinazioni e magia in caverne misteriose, locande malfamate, amori scabrosi e apparizioni diaboliche. [sinossi]

 

I’M – INFINITA COME LO SPAZIO
di Anne Riitta Ciccone

A proposito di immaginario, Anne Riitta Ciccone, regista italo-finnica, tenta un’operazione ai limiti dello sperimentale per il cinema narrativo italiano, al punto da permettersi perfino di utilizzare la stereoscopia per cercare di dare corpo alle fantasie, alle paure e ai desideri della sua giovane protagonista. Il risultato però è un po’ pasticciato, e la scrittura non dimostra una propria reale urgenza espressiva. Si resta in una lettura troppo semplicistica dell’adolescenza, e della crescita. Peccato.

I’m – Infinita come lo spazio ha per protagonista la “stramba” Jessica, 17 anni, incastrata in un piccolo paesino misterioso circondato dalla neve. La ragazzina dai capelli viola, da tenere alla larga per i corridoi e fuori dalla scuola, ha però un grande talento nel disegno. Tracciare i contorni delle cose che vede, della gente che osserva, la aiuta a incanalare la creatività e fuggire se possibile dalla realtà-prigione alla quale sente di non appartenere. Sulla pagina può immaginare, interpretare le banali vicende quotidiane o prendersi le sue piccole vedette personali. All’ultimo anno delle superiori, Jessica pensa costantemente al futuro e si accorge di nutrire aspirazioni fuori del comune che la allontanano dai suoi coetanei. Da tutti tranne uno: un ragazzo timido e introverso di nome Peter che, incompreso e isolato come lei, sembra capirla al volo. Con la matita in mano e una persona speciale accanto, Jessica può finalmente affrontare le sue paure, modificando un futuro che sembra già scritto. A un certo punto però la fervida immaginazione di Jessica, o forse quella realtà alla quale sua madre la richiama sempre, provocherà nella storia l’inatteso imprevisto che ne cambierà completamente il corso. [sinossi]

 

OGNI TUO RESPIRO
di Andy Serkis

Di peggio fa l’insipido film di Andy Serkis, qui al suo esordio come regista: il Gollum di Peter Jackson si lancia in un racconto sulla disabilità che non evita nessun ricorso alla lacrima facile, e si fa denso di retorica e dalla grana grossa. Un’opera grossolana e sempliciotta, da dimenticare il più in fretta possibile.

1958: durante un viaggio di lavoro in Kenya, Robin Cavendish contrae la poliomelite. Paralizzato dal collo in giù, l’uomo riesce a sopravvivere solo in quanto attaccato a un respiratore artificiale. Dopo una prima fase in cui chiede, invano, l’eutanasia, Cavendish diviene un convinto attivista per i diritti dei disabili, progettando e contribuendo a realizzare una speciale sedia con un respiratore portatile, che evita l’ospedalizzazione forzata dei malati di poliomelite. [sinossi]

 

THE BROKEN KEY
di Louis Nero

Il nadir di questa settimana spetta però al nuovo film di Louis Nero, che stavolta si lancia addirittura in una disquisizione – farraginosa e non priva di sbadigli – sul cosmo; tra thriller e fantascienza, riflessione sul passato e sul futuro, The Broken Key è davvero un disastro sotto quasi tutti i punti di vista, al punto da sfociare nel ridicolo involontario. Forse il punto più basso della carriera di Nero.

Nel futuro descritto in The Broken Key, la carta è diventata un bene prezioso, la stampa è considerata reato e le biblioteche sono luoghi blindati ai quali soltanto gli studiosi più validi hanno accesso. Le informazioni scorrono attraverso una rete di dati che raggiunge ogni dispositivo tablet e smartphone, sotto il controllo della “Grande Z”, la Zimurgh Corporation. Il brillante accademico Arthur J. Adams sbarca in Italia con una missione: indagare sugli efferati omicidi che hanno recentemente scosso la penisola. Gli indizi spingono il giovane a imboccare un sentiero tortuoso, tracciato secoli prima da Dante Alighieri e dal pittore Hieronymus Bosch. In mezzo a un oceano di complesse simbologie riuscirà Adams a trovare il collegamento tra gli assassinii rituali? [sinossi]

 

Questa settimana escono anche La casa di famiglia (2017) di Augusto Fornari, Lezioni di pittura (2011) di Pablo Perelman. Da lunedì 20 invece uscirà La botta grossa (2017) di Sandro Baldoni, mentre martedì 21 accoglierà sugli schermi Il senso della bellezza (2017) di Valerio Jalongo e Prince – Sign ‘O’ the Times (1987) di Prince. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale di Justice League.

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