Uscite in sala 07 dicembre 2017

Uscite in sala 07 dicembre 2017

Inizia (sulla carta) la rincorsa al botteghino natalizio, e si parte con un George Clooney sceneggiato dai fratelli Coen, la sparatoria infinita di Ben Wheatley, e due titoli tra i più applauditi di Cannes e Venezia. Quanto resisteranno in sala?

 

LOVELESS
di Andrey Zvyagintsev

La sufficienza con cui in Italia si continua a trattare un regista quale Andrey Zvyagintsev (forse ritenuto ancora colpevole di aver scippato il Leone d’Oro a Buongiorno, notte, chissà…) è ribadita dall’uscita in sordina e in pochissime sale di Loveless, che pure a Cannes ha riscosso consensi quasi unanimi. A prescindere da ogni tipo di speculazione sul film, il recupero sul grande schermo appare obbligatorio. Donne e uomini avvisati…

Boris e Zhenya stanno divorziando. Litigano continuamente, ferocemente, e stanno cercando di vendere il loro appartamento per poter pianificare meglio i loro rispettivi futuri: Boris ha una relazione con una ragazza, che aspetta un figlio da lui; Genia e frequenta un uomo ricco che è pronto a sposarla. Nessuno dei due mostra il minimo interesse per Aliocha, il loro figlio di 12 anni. Fino a quando, all’improvviso, Aliocha sparisce… [sinossi]

 

SUBURBICON
di George Clooney

Si può pensare, è legittimo, che in mano ai fratelli Coen questo film sarebbe diventato uno dei titoli irrinunciabili dell’anno. Probabile. Però anche così, con i Coen presenti “solo” in fase di sceneggiatura, Suburbicon resta una commedia sapida, crudele, e anche non poco divertente. Insomma, uno di quei film ai quali si può con facilità rimanere affezionati.

Suburbicon è una pacifica e idilliaca comunità periferica caratterizzata da case a buon mercato e giardini ben curati. Il luogo perfetto dove crescere una famiglia. È esattamente quello che stanno facendo i Lodge nell’estate del 1959. Tuttavia, l’apparente tranquillità cela una verità inquietante, quando il marito e padre Gardner Lodge è costretto a farsi strada nel lato oscuro della città fatto di tradimento, inganno e violenza. Questa è la storia di persone imperfette e delle loro scelte sbagliate. Questa è Suburbicon… [sinossi]

 

FREE FIRE
di Ben Wheatley

Una sparatoria lunga un’ora e mezza. Questo è il film di Ben Wheatley, niente di più e niente di meno. Siete spaventati? In realtà ci si diverte molto, e il giocattolo arriva fino alla fine dei titoli di coda senza incepparsi mai in maniera particolare. Certo, l’avesse girato un Tarantino avrebbe potuto inserirvi all’interno un discorso teorico sulla messa in scena della reiterazione del gesto che qui viene quasi completamente meno, e anche il riferimento all’exploitation “settantina” avrebbe preso un maggior peso, ma c’è comunque da divertirsi. E tanto, forse, può bastare.

1978. Sulle strade di Boston a notte fonda, un camion sfreccia verso l’area portuale scortando due fratelli di origini irlandesi fino al molo. Bernie, al volante, impreca contro gli altri automobilisti, mentre Stevo, sul sedile passeggeri, si lecca le ferite riportate nella rissa del giorno prima. Ad attenderli sul luogo dell’appuntamento, Frank, cognato di Stevo, il socio in affari Chris e l’intermediaria Justine. Un uomo ben curato, polo e giacca sportiva, si avvicina alla banda per conto del commerciante d’armi che deve incontrare. L’emissario si chiama Ord e terminate le presentazioni perquisisce i “clienti” in cerca di microfoni nascosti. Controllato che siano tutti puliti, la festa si sposta in un fabbricato abbandonato poco distante. “Fanculo i convenevoli, andiamoci a comprare delle armi”, dice Chris. Ma al momento del faccia a faccia con Vernon, il suo braccio destro Martin, e gli scagnozzi Harry e Gordon, qualcosa va storto. [sinossi]

 

L’INSULTO
di Ziad Doueiri

Parte da un’idea tutt’altro che peregrina, il film di Ziad Doueiri (di cui si è parlato di più per i problemi politici avuti in patria che per il valore intrinseco dell’opera), e la sviluppa non solo con coerenza – pur con delle debolezze in fase di sceneggiatura e con una tendenza eccessiva alla spiegazione, quasi che il pubblico sia un’entità completamente da educare – ma anche con un buon senso cinematografico. Dopotutto Doueiri, che qualcuno ricorderà per West Beirut (1998), è stato assistente alla camera per Tarantino sui set de Le iene, Pulp Fiction, Jackie Brown e per Rodriguez (ma con sempre Tarantino “di mezzo”) Dal tramonto all’alba

Nell’odierna Beirut, un insulto spinto agli estremi porta in tribunale Toni, un libanese cristiano, e Yasser, un profugo palestinese. Tra ferite nascoste e rivelazioni traumatiche, il circo mediatico che accompagna il caso porrà il Libano di fronte a una serie di disordini sociali che obbligheranno Toni e Yasser a riconsiderare la loro vita e i loro pregiudizi. [sinossi]

 

THE VOID – IL VUOTO
diJeremy Gillespie, Steven Kostanski

I riferimenti cinefili di questo horror soprannaturale sono tutti giusti, a partire da John Carpenter, e non si può dire che manchino momenti di tensione e di paura, ma nel complesso l’impressione è quella di un’occasione parzialmente sprecata. Purtroppo.

In fuga da una presenza oscura e disperso in mezzo a un bosco, un ragazzo ferito trova un poliziotto in servizio notturno disposto ad aiutarlo. Solo che anche nel più vicino ospedale accadono cose strane: i pochi pazienti, medici e infermieri presenti sul posto iniziano a poco a poco a essere minacciati da presenze oscure e inquietanti, tanto minacciose dall’esterno quanto pericolose all’interno. [sinossi]

 

IL PREMIO
di Alessandro Gassmann

Metà Il posto delle fragole metà Al lupo al lupo, questa nuova incursione di Alessandro Gassmann – che, come è giusto ribadire ogni volta, ha ripreso nel cognome la seconda n finale che il padre aveva eliso decenni or sono – dietro la macchina da presa non sa bene che strada intraprendere, un po’ come i suoi personaggi alla ricerca di Stoccolma attraversando mezza Europa in macchina. Una commedia ora grossolana ora alla ricerca instabile di una maggior raffinatezza, che non lascia molta traccia di sé. Bravissimo, questo sì, Gigi Proietti.

Il terrore dell’aereo e la prospettiva di un volo cadenzato da scossoni e turbolenze, convincono Giovanni Passamonte incensato scrittore di fama internazionale, a intraprendere un lungo viaggio in auto fino in Svezia. Destinazione: Stoccolma, Sala dei concerti, per la cerimonia di consegna dei premi Nobel. Insignito dell’ambito Premio per la letteratura, Passamonte convince il fidato assistente Rinaldo a raggiungere la penisola scandinava prendendo l’autostrada. I due si ritrovano inaspettatamente a condividere l’abitacolo con i figli del vecchio scrittore, entrambi in cerca di una svolta: Oreste ex olimpionico e proprietario di una palestra in fallimento, e Lucrezia blogger nevrotica e inconcludente. Ogni tappa del viaggio diventa pretesto per guardare ad antiche dinamiche familiari, mettere in discussione le proprie certezze e conoscersi veramente. [sinossi]

 

Questa settimana escono anche My Little Pony (2017) di Jayson Thiessen, Due sotto il burqa (2017) di Sou Abadi, Bad Moms 2 – Mamme molto più cattive (2017) di Jon Lucas e Scott Moore, Patti Cake$ (2017) di Geremy Jasper, Il giocatore invisibile (2016) di Stefano Alpini. Martedì 12 è la volta de L’arte viva di Julian Schnabel (2017) di Pappi Corsicato. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale di Suburbicon.

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