La vedova Winchester

La vedova Winchester

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La vedova Winchester è il nuovo film diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig; un horror che prende spunto dalla vicenda tragica e folle di Sarah Winchester e che, nonostante si rifugi ogni tanto nei pertugi più comodi, dimostra una certa classe e la volontà di ragionare sul concetto di pazzia, e di orrore.

Le notti dei lunghi fucili

Il film, basato su fatti realmente accaduti, racconta la storia di Sarah Winchester ereditiera della celebre industria delle armi Winchester. La donna convinta di essere perseguitata dalle anime uccise dai fucili dell’azienda di famiglia, dopo la morte improvvisa di suo marito e di suo figlio, dedica giorno e notte alla costruzione di una enorme magione progettata per tenere a bada gli spiriti maligni. Ma quando lo scettico psichiatra Eric Price viene inviato nella tenuta per valutare il suo stato mentale, scopre che la sua ossessione non è poi così folle… [sinossi]

Chissà se i fratelli gemelli Michael e Peter Spierig, già registi di Undead, Daybreakers, Predestination e Saw Legacy, prima di mettersi al lavoro su La vedova Winchester hanno avuto modo di imbattersi in Sarah Winchester, opéra fantôme, splendente cortometraggio diretto nel 2016 da Bertrand Bonello e che in poco più di venti minuti trova il modo di mettere in scena la vita/ectoplasma di una società tesa solo all’accumulo e alla distruzione dell’altro. Bonello, come ha dichiarato nel gennaio del 2017 a Quinlan in un’intervista a cura di Giampiero Raganelli, aveva a sua volta carezzato l’idea di costruire un lungometraggio di finzione sulla figura della vedova Winchester: “A dire la verità dieci anni fa volevo fare un film di finzione tratto da questa storia, perché è una vicenda incredibile, un personaggio vero e una vera storia con i fantasmi, fantastico. Avevo iniziato a scrivere lo script, ma presto ho capito che sarebbe stato troppo costoso da girare, e anche troppo americano. Avrei avuto bisogno di una grande star americana come protagonista e non era il film per me. Allora l’ho lasciato stare”. Quello che mancava a Bonello, una grande star come protagonista, ce l’hanno gli Spierig bros., tedeschi di nascita, australiani per formazione e ora di stanza a Hollywood: la vedova Winchester, l’anziana donna assillata dai fantasmi degli esseri umani massacrati a colpi di fucile, ha infatti le fattezze e la voce di Helen Mirren, per la prima volta alle prese con un horror soprannaturale in oltre cinquant’anni di carriera.
C’è Mirren in scena, e così La vedova Winchester può fregiarsi del punto indispensabile che mancava a Bonello; ma d’altro canto si potrebbe anche dire che della stratificazione nella lettura di generi e di senso del cortometraggio del 2016 in questa avventura di fantasmi che tornano a tormentare la magione Winchester sia rimasto ben poco.

Certo, i fratelli Spierig sanno bene come architettare un congegno di genere che sia funzionante e che allo stesso tempo non manchi di eleganza nella messa in scena, e il film inanella un buon numero di sequenze in grado di tenere con il fiato sospeso gli spettatori – la prima possessione del piccolo nipote della Winchester, con il bimbo che si incammina incappucciato verso il vuoto, con il rischio di sfracellarsi al suolo dal secondo piano della palazzina –, riuscendo quindi nel principale dei suoi obiettivi. Allo stesso tempo non si può non lodare la volontà di immettere in un prodotto di consumo una riflessione, seppur minimale, sull’abuso delle armi negli Stati Uniti d’America, tema sempre centrale e che torna alla ribalta ogni volta che si realizza una strage (l’esempio della sparatoria in un liceo della Florida è fin troppo recente); la supposta pazzia di Sarah Winchester, dopotutto, si articolava tutto intorno al tema dell’utilizzo delle armi da fuoco, reso possibile su larga scala grazie all’applicazione del Secondo Emendamento alla Costituzione statunitense.
E il tema della follia, e dell’orrore che arriva prima dell’horror (in questo senso il film può vagheggiare anche legami poeani), sono la parte più interessante e vivifica de La vedova Winchester: anche il dottor Price, che sa fare giochi da illusionista ma ha un peso sul passato dal quale non sa trovare redenzione (la moglie si uccise di fronte ai suoi occhi, ovviamente sparandosi un colpo di fucile in testa), è a suo modo “pazzo”, o almeno così appare, per i suoi modi eccentrici e il suo stile di vita vizioso, agli occhi dei benpensanti. Anche la nipote di Sarah Winchester, che di fatto rappresenta l’anello di congiunzione più stretto con il reale, ha un trauma dal quale non sa riprendersi, e così il suo bambino.

Non è la vecchia padrona di casa, con i suoi fantasmi, a raffigurare un’anomalia, perché l’intera magione, e tutti quelli che a qualsiasi titolo ne fanno parte, galleggiano in quel limbo che divide il materiale dall’ectoplasmatico, la memoria dalla lettura della realtà. Peccato che questa intuizione, che pure apre il fianco a una lunga serie di speculazioni sull’atto del guardare qualcosa di immateriale e di fatto già fantasmatico, finisca con l’annacquarsi tra le pieghe ritorte di un horror anche funzionante ma troppo legato a una struttura classica e a una concezione – anche sonora – che negli anni si sta facendo sempre più usurata.
E così anche quel labirinto folle – architettonicamente parlando – che è la dimora abnorme dei Winchester, in perenne costruzione per quasi quarant’anni fino alla morte della donna, finisce per essere poco più di un ornamento, e non il centro del discorso. Il dedalo della mente come dedalo reale degli spazi, l’intrico del terrore e del senso di colpa riflesso in un contorcersi dei luoghi che arriva a sfondare il nonsense, tra porte che si aprono sul nulla e scale che non portano ad altro che a soffitti bassi contro i quali sbattere la testa. Resta l’eleganza formale, qualche colpo di scena ben congegnato, e l’interpretazione dei protagonisti. Ci si può benissimo accontentare, e di certo il film non sfigura nel panorama dell’horror contemporaneo, ma da una simile storia – per di più per una volta realmente “vera” – si poteva pretendere molto di più. Se solo Bonello…

Info
Il trailer de La vedova Winchester.
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