Uscite in sala 01 marzo 2018

Uscite in sala 01 marzo 2018

Nella settimana più gelida degli ultimi anni le sale (quelle rimaste aperte) saranno invase da un nugolo di nuovi titoli, tra i quali spiccano l’ottimo thriller di Roman Polanski e Lady Bird di Greta Gerwig che domenica – mentre in Italia si cercherà di capire se esiste una maggioranza parlamentare in grado di governare – scoprirà se avrà portato a casa o meno qualche premio Oscar…

 

QUELLO CHE NON SO DI LEI
di Roman Polanski

Roman Polanski torna, e con un’opera solo all’apparenza semplice spazza via tutta la concorrenza che vorrebbe provare a ragionare sull’ossessione, sulla paranoia, sulle manie di persecuzione, sulla difesa – si fa per dire – dell’atto creativo. Questo D’après une histoire vraie (molto più bello ed efficace il titolo originale rispetto alla stanca eco che rimanda l’adattamento italiano) rivela una volta di più la grandezza dell’arte di Polanski, e la sua eterna attualità. Imperdibile.

Delphine è l’autrice di un romanzo intimo e dedicato a sua madre che è diventato un bestseller. In piena crisi creativa, la donna è tormentata da lettere anonime che la accusano di aver diffamato la sua famiglia. A darle sollievo è l’amicizia con Elle, ghost writer delle star. La giovane donna è attraente, intelligente, intuitiva e comprende Delphine meglio di chiunque altro. Lei si lascia sedurre, si fida. Quando Elle si trasferisce a vivere da Delphine, la loro amicizia prende una piega inquietante… [sinossi]

 

LADY BIRD
di Greta Gerwig

È un onesto e grazioso teen-movie, l’esordio alla regia di Greta Gerwig, madrina delle attrici indie contemporanee; la storia di un’adolescente, della sua maturazione psicologica e fisica, e del suo travagliato rapporto con la madre. Nulla per cui strabuzzare gli occhi, nonostante qualche intuzione, e la messa in scena della prammatica off-Hollywood diventata vero e proprio genere a se stante nell’ultimo ventennio. Chissà se diventerà di culto, e chissà se la Gerwig domenica alzerà qualche premio Oscar. Il nume tutelare Noah Baumbach, anche suo compagno nella vita, resta comunque assai distante.

Il legame turbolento tra una madre e la figlia adolescente. Christine “Lady Bird” McPherson combatte, ma è esattamente come sua madre: selvaggia, profondamente supponente e determinata. Ambientato a Sacramento, in California nel 2002, in un panorama economico americano che cambia rapidamente, Lady Bird è uno sguardo commovente sulle relazioni che ci formano, le credenze che ci definiscono e l’ineguagliabile bellezza di un luogo chiamato casa… [sinossi]

 

CINEMA NOVO
di Eryk Rocha

Lunedì prossimo, il 5 marzo, arriva in sala con Cineclub Internazionale questo interessante documentario già visto a Cannes un paio di anni or sono. Un’opera magmatica, che si muove in direzione di una riscoperta e analisi del fenomeno del ‘cinema novo’, una delle due branche della rivoluzione della Settima Arte in Brasile – l’altra fu definita, in modo anche sprezzante, ‘marginal’, e andrebbe riscoperta con altrettanta foga. Un lavoro ricco e fascinoso, che aiuta a (ri)scoprire un microcosmo che dalle nostre parti anche i cinefili sembrano aver dimenticato. Colpevolmente.

Cinema Novo è un film-saggio che investiga in forma poetica il più importante movimento cinematografico dell’America Latina, attraverso le parole dei suoi maggiori autori: Nelson Pereira do Santos, Glauber Rocha, Leon Hirszman, Joaquim Pedro de Andrade, Ruy Guerra, Walter Lima Jr. e Paulo César Saraceni, tra gli altri. [sinossi]

 

DARK NIGHT
di Tim Sutton

Si fa sempre un gran parlare di armi e di facilità nel mettervi le mani sopra, negli Stati Uniti d’America. In attesa che qualcuno si metta in testa di legiferare qualcosa di sensato (ed è difficile che ciò avvenga con Donald Trump di casa a Washington), il cinema continua a raccontare storie di massacri. Ne è un esempio il film di Tim Sutton, già presentato alla Mostra di Venezia e ora nelle sale; un lavoro purtroppo asettico, programmatico, privo di vita e del tutto disinteressato ad andare oltre alla patina traslucente che sovrasta ogni cosa. Gus Van Sant, pur palese riferimento di Sutton, si muove a universi di distanza e non è rintracciabile neanche con il binocolo.

Una giornata come tante in una città americana dove si muovono adolescenti ossessionati dai cellulari, dai fucili e dai videogiochi, gruppi di auto aiuto, ragazzini sugli skateboards, un veterano di guerra. E una serata americana come tante, quando tutti vanno alla multisala per vedere un film molto atteso. Ma qualcuno ci va armato. [sinossi]

 

TOKYO GHOUL
di Kentarō Hagiwara

Seguendo la strategia distributiva che è oramai diventata prassi soprattutto per opere legate all’univero dei manga e degli anime, sarà in sala solo il 6 e il 7 marzo questo live action tratto dal celeberrimo manga di Sui Ishida, già trasposto in passato in forma animata; il film di Kentarō Hagiwara si rivela un fantasy-horror non privo di qualche idea, seppur reiterata fino allo stremo delle forze, e una riflessione basica ma non banale sull’accettazione del diverso e delle sue “abitudini culturali”. Nulla di trascendentale, e forse adatto soprattutto ai fan della serie, ma si fa vedere con piacere.

Il film di Kentaro Hagiwara condurrà gli spettatori in una Tokyo contemporanea non troppo dissimile dalla realtà, dove la vita scorre serena nonostante la minaccia dei ghoul, creature simili agli esseri umani ma che non possono nutrirsi di altro che di carne umana. Ken Kaneki, un giovane universitario timido e tranquillo, si trova adescato da una ghoul, Rize. Per un caso, o forse per mano di qualcuno, la caduta di alcune travi d’acciaio travolge lui e la sua carnefice. Ken, in fin di vita e incosciente, viene salvato grazie al trapianto degli organi di Rize e da allora la sua vita cambia totalmente: assumendo le caratteristiche biologiche dei ghoul, diventerà incapace di nutrirsi di cibo normale e ne sperimenta la fame devastante… [sinossi]

 

RED SPARROW
di Francis Lawrence

Assai meno piacevole è invece la visione del nuovo film che mette insieme la coppia Lawrence (Francis) + Lawrence (Jennifer): un thriller action spionistico che è di fatto l’ennesimo prodotto anti-russo partorito dalle major hollywoodiane nel corso degli ultimi anni. Non c’è più la falce e martello sulla bandiera, ma i rapporti tra la California e Mosca non sembrano essere migliorati, e così la rappresentazione del mondo russo, messo in scena in modo becero e semplicistico. Altrettanto semplicistico è poi l’apporto dato al genere da questo film senza arte né parte. La speranza è che incassi poco, ma chi può dire cosa accadrà al botteghino?

La bella Dominika è una promettente ballerina del Bolshoi, ma un incidente alla gamba spezzerà i suoi sogni. Orfana di padre, per prendersi cura della madre invalida accetta un ingaggio dei servizi segreti russi, di cui lo zio è alto dirigente. Sarà solo l’inizio: Dominika, sotto ricatto e contro la sua volontà, viene costretta a diventare una spia, anzi una “red sparrow”, maestra sexy di seduzioni e inganni, per portare a termine una missione delicata. Trovare la talpa interna che collabora con i servizi di intelligence americani. [sinossi]

 

PUOI BACIARE LO SPOSO
di Alessandro Genovesi

Prende l’abbrivio da tante buone intenzioni Puoi baciare lo sposo, la nuova commedia di Alessandro Genovesi (il suo curriculum vitae presenta i seguenti e perdibilissimi titoli: La peggior settimana della mia vita, Il peggior Natale della mia vita, Soap opera e Ma che bella sorpresa), e parla così di accettazione del diverso, di profughi da inserire nel contesto urbano, di omosessualità e travestitismo. Eccetera eccetera. Peccato che l’abbrivio duri giusto il tempo di presentare in scena i personaggi, e l’intuizione dell’incipit diventi carta straccia in pochi minuti. Una commedia povera di idee e priva di comicità reale, che utilizza gli stili del cinema – il musical, per esempio, in una sequenza – come potrebbe fare la televisione più deteriore. Quasi un disastro.

Antonio ha finalmente trovato l’amore della sua vita, Paolo, con il quale convive felicemente a Berlino. Nell’entusiasmo di una tenera dichiarazione d’amore, Antonio chiede a Paolo di sposarlo ma ora viene il momento di affrontare le due famiglie. Decidono quindi di partire insieme per l’Italia, destinazione Civita di Bagnoregio, dove vivono i genitori di Antonio: la madre Anna e il padre Roberto, sindaco progressista del paese che ha fatto dell’accoglienza e dell’integrazione i punti di forza della sua politica. Ai due innamorati si uniscono, per un viaggio pieno di rivelazioni e sorprese, la loro bizzarra amica Benedetta e il nuovo coinquilino Donato. Anna accetta subito l’intenzione del figlio di unirsi civilmente a Paolo a patto che vengano rispettate tutte le tradizioni e alcune condizioni: alle nozze dovrà partecipare la futura suocera, bisognerà invitare tutto il paese, dell’organizzazione se ne dovrà occupare Enzo Miccio, wedding planner per eccellenza e i ragazzi dovranno essere uniti in matrimonio dal marito, con tanto di fascia tricolore. La madre di Paolo, Vincenza, parteciperà alle nozze? Ma soprattutto, Roberto sosterrà la scelta di suo figlio? [sinossi]

 

2 GRAN FIGLI DI…
di Lawrence Sher

Davvero irritante il titolo italiano di questo film, che in originale recita Father Figures: dalle ipotetiche figure paterne si è passati a un ben più prosaico riferimento alla professione della madre dei due protagonisti, “colpevole” solo di aver amato fare l’amore, e averlo fatto spesso e bene. Ah però! Il moralismo dell’edizione italiana non è purtroppo la cosa peggiore di una commedia che potrebbe anche avere spunti ma se li dimentica ben presto, prediligendo la strada di un road-movie esistenziale e fisico ben poco interessante e privo di qualsiasi riflessione sull’essere genitori o sulla società americana. La trama non va molto lontano, e anche Owen Wilson ed Ed Helms non si impegnano più di tanto. Dimenticabile, e forse già dimenticato.

Nel giorno del suo matrimonio, l’eccentrica Helen confessa ai figli ormai adulti di aver sempre raccontato loro un mucchio di frottole per tamponare l’assenza della figura paterna. Il pragmatico Peter e lo stralunato Kyle vengono a sapere che il genitore non è morto quando erano piccoli, e che l’uomo sulla fotografia sgualcita che conservano gelosamente non ha con loro alcun legame di parentela. Non è tutto: colpa del fervore femminista, della disco e della filosofia dell’amore libero anni ’70, Helen non conosce l’identità del loro vero padre. L’amara verità mette in discussione le certezze dei due fratelli che, a bordo di una vecchia auto sconquassata, attraversano il Paese alla ricerca del padre biologico. [sinossi]

 

LA TERRA BUONA
di Emanuele Caruso

Non si capisce quale tipologia di pubblico dovrebbe andare a intercettare questo dramma montano squinternato e con i personaggi tagliati con l’accetta, che forse vorrebbe sponsorizzare le ricerche alternative sulla lotta ai tumori e lo fa comunque in modo maldestro e pedestre. Sulla regia di Caruso viene naturale sorvolare, visto quanto è impalpabile, così come sulla scrittura di dialoghi davvero poco ficcanti e interessanti. Il cinema indipendente dovrebbe dimostrare una forza d’immaginario e una volontà di slegarsi dai legacci dell’ovvio che qui invece non si avverte in nessun momento. Tragico, ma non per quello che racconta…

l confine con la Svizzera, in Val Grande, la zona wilderness più grande d’Europa (152km quadrati), non ci sono strade, negozi, paesi, pali della luce o segni dell’uomo. In questa natura incontaminata vive ancora un’ultima persona. Padre Sergio, monaco benedettino di oltre 80 anni, che da 40 anni vive in una vecchia baita che lui stesso ha ricostruito. Con il monaco vive anche Gianmaria, un piccolo e tozzo uomo dal fare buono, che da diversi anni assiste Padre Sergio in tutti i suoi bisogni. Di ritorno dal paese più vicino per provviste, a 4 ore di cammino fra i monti, Gianmaria torna con due persone mai viste prima. Sono due ragazzi disperati e molto preoccupati. Sono stremati dalla fatica per il lungo cammino e stranamente non sono lì per incontrare il vecchio monaco. Stanno invece cercando un’altra persona che, in gran segreto, è ospite da Padre Sergio da oltre un mese, al quale i due nuovi arrivati presentano una richiesta che non può aspettare. Di vita o di morte. Così, il loro arrivo, stravolgerà e metterà a rischio per sempre la pace e la serenità di uno degli ultimi angoli di paradiso rimasti in terra. [sinossi]

 

Questa settimana escono anche Un figlio a tutti i costi (2018) di Fabio Gravina e l’animazione È arrivato il Broncio (2018) di Andres Couturier. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale di Lady Bird.

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