Game Night – Indovina chi muore stasera

Game Night – Indovina chi muore stasera

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Commedia-action innervata di cultura pop e relativo gusto citazionista, con incursioni nel grottesco e persino nel gore, Game Night – Indovina chi muore stasera? di John Francis Daley e Jonathan Goldstein rivela una certa sagacia, ma anche un’alta dose di incoscienza.

Un sabato sera da bamboccioni

Max e Annie sono entrambi molto “competitivi” e insieme ad altre coppie si riuniscono settimanalmente per serate di giochi di società. Una sera, su proposta del fratello di Max, Brooks, si ritrovano a dover risolvere un misterioso delitto, con tanto di criminali e agenti federali improvvisati. Quando Brooks viene rapito, i sei partecipanti super competitivi si apprestano a risolvere il caso, ma scopriranno che né il “gioco”, né tantomeno Brooks, sono quel che sembrano… [sinossi]

Lo stress è di certo la “malattia” più diffusa all’interno della classe media, nella sua variante statunitense poi, riporta il sintomo aggravante di quella affannosa competizione tipica della cultura protestante, tutta imperniata com’è sul dover primeggiare costantemente sugli altri. Mischiando con sagacia alternata a un’alta dose di incoscienza questi (e altri) esplosivi reagenti, Game Night – Indovina chi muore stasera? di John Francis Daley e Jonathan Goldstein intesse una rocambolesca commedia-action innervata di cultura pop e relativo gusto citazionista, che non si risparmia incursioni nel grottesco, nell’action più sfrenato e persino nel gore.

Protagonisti sono Max e Annie (Jason Bateman e Rachel McAdams), due nerd appassionati di giochi da tavola che si sono conosciuti (e poi sposati) per aver risposto in sincrono “Tinky-Winky” alla domanda su quale fosse il nome del Teletubbies viola. Giocatori compulsivi competitivi fino al midollo, i due trascorrono da sempre il sabato sera con due coppie di amici, dilettandosi tra Trivial Pursuit e Scarabeo, gioco dei mimi e altre simili amenità utili a scatenare ed esorcizzare l’agonismo domestico. Ma la sabbiolina nella clessidra scorre rapida anche nella vita biologica dei due, per cui ecco che quando a Max viene diagnosticata una scarsa motilità spermatozoica, la questione della “vittoria” ad ogni costo si fa di stampo freudiano e l’incapacità di procreare di lui è presto riconnessa all’ancestrale “invidia del pene” del suo spavaldo e vincente fratellone Brooks (Kyle Chandler).

Il plot basico e la sua meta vengono dunque messi fin da subito in chiaro in Game Night – Indovina chi muore stasera? il cui versante “family” è tutto volto alla costituzione di un nucleo familiare. Quello che invece risulta più imprevedibile, talvolta anche a costo di far perdere coesione all’intera storia, è lo svolgimento che i due registi (entrambi sceneggiatori di Come ammazzare il capo …e vivere felici e Spider-Man – Homecoming, affiancati dallo sceneggiatore Mark Perez, hanno in serbo per l’ignaro spettatore.
Quando infatti Brooks, il fascinoso fratello maggiore di cui sopra, invita Max, Annie e i loro amici a una serata di gioco “dal vero”, con tanto di messa in scena del proprio rapimento, Game Night – Indovina chi muore stasera? innesca una serie di colpi di scena e ribaltamenti tra realtà e finzione (o gioco, che dir si voglia) con annessi inseguimenti e scambi di persona.
Tutto inizierà a ruotare intorno a un prezioso uovo Fabergé, detenuto nella villa di un riccone (incarnato da Danny Huston) che si diletta con gli amici in serate “fight club”, poi ci sono anche un vicino di casa poliziotto invadente e guardone, nonché un misterioso pluripregiudicato noto come “Il Bulgaro”.

Sulla scia di indimenticabili cult movie del calibro di Tutto in una notte di John Landis e Fuori orario di Scorsese, John Francis Daley e Jonathan Goldstein si divertono a giocare con un meccanismo ipertrofico, ma la loro temerarietà non sempre viene premiata. Ci si ritrova spiazzati talvolta anche piacevolmente dal gusto politicamente scorretto di situazioni e battute, ma l’ipercinesi tanto ricercata dal film si rivela in realtà intermittente. Game Night procede infatti a singhiozzi, con i suoi singulti inventivi e le sue citazioni (tra gli altri, ci sono Pulp Fiction, Eyes Wide Shut, Taken 3 e il già citato Fight Club), tenta poi l’analisi della vita di coppia, tra insicurezze e dubbi sul futuro (la paternità per Max, l’identità di un vecchio amante della moglie per il suo amico Kevin), ammicca alla società del controllo attraverso il personaggio del molesto sbirro vicino di casa, ma non va realmente in nessuna direzione, a parte quella della faccenda spermatica di Max. Di cui in fin dei conti, non ci importa poi così tanto.

A portare alla luce la scarsa compatibilità degli ingredienti del film, ci pensano poi le musiche firmate da Cliff Martinez. Il geniale compositore di Drive, Solo Dio perdona e The Neon Demon, ascoltato piacevolmente di recente anche nel coriaceo Nella tana dei lupi, firma una colonna sonora che, tra esplosioni di synth e tappeti sonori montanti di matrice elettronica, sposa il versante “vintage” della storia, ovvero quello dei giochi da tavola in stile anni ’80 e ’90, anche quando però questi ultimi, di fatto, non sono più al centro dello schermo. Ecco dunque le sonorità sintetiche di Martinez esplodere al partire di ogni corsa (e che ne sono parecchie) dei personaggi, siano questi in auto o a piedi, indoor o en plein air, mentre sui momenti di stasi regna per lo più il silenzio. Le musiche di Game Night finiscono dunque per incentivare quel senso di intermittenza e in fin dei conti anche di incoerenza che accompagna l’intera visione del film.

Sarà poi magari colpa del doppiaggio, ma il personaggio di Annie, incarnato da una solitamente efficace Rachel McAdams, diventa a lungo andare l’elemento più debole del film. Quasi fosse uscita di fresco da una screewball comedy d’antan, tutta nervosa e su di giri, la McAdams appare eccessivamente esagitata rispetto ai compagni di set e sfiora poi il ridicolo quando, in più di un’occasione, grida garrula un sonoro “vattene via” al suo inseguitore di turno.

Procede dunque per accumulo Game Night e nonostante le sue trovate spassose – si pensi alle battute iper nerd che ruotano intorno all’Hulk incarnato da Edward Norton, a Caino e Abele messi a paragone con i fratelli Baldwin, o al dj Skrillex canzonato per la sua somiglianza con l’ex attore prodigio Corey Feldman – Game Night non centra appieno l’obiettivo del divertissement grottesco che per ampi tratti vuole essere. Probabilmente anche per via di quel suo moralismo di fondo, che vede nel nerd appassionato di apparentemente innocui giochi da tavolo un potenziale nemico della procreazione e dunque della prosecuzione della specie.

Info
Il trailer di Game Night – Indovina chi muore stasera.
La scheda di Game Night – Indovina chi muore stasera sul sito della Warner Bros.
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