Uscite in sala 03 maggio 2018

Uscite in sala 03 maggio 2018

L’isola dei cani, tra i parti creativi più convincenti dell’intera carriera di Wes Anderson, catalizza l’attenzione cinefila (e cinofila) della settimana, che pure regala un’interessante riflessione sulla deportazione ebraica – l’ungherese 1945 – e l’esordio nel lungometraggio di finzione di Dario Albertini; c’è poi spazio per lo stanco thriller di Lynne Ramsay e, tra i recuperi di Cannes dello scorso anno, per il pessimo detour sul brigatismo di Annarita Zambrano.

 

L’ISOLA DEI CANI
di Wes Anderson

Wes Anderson con l’animazione dimostra di avere un feeling davvero particolare: dopo Fantastic Mr. Fox rincara la dose con questo sublime omaggio al cinema giapponese che è però anche omaggio all’istinto alla ribellione contro l’ordine costituito e barbaro. Un’opera sanamente rivoluzionaria, che lavora sul quadro e sulla messa in scena con un rigore mai puramente esornativo. Splendido.

Giappone, 2037. In seguito a una virulenta influenza canina, tutti i quadrupedi abbaianti, domestici e randagi, vengono messi in quarantena su un’isola di rifiuti. Cinque cani – Chief, Rex, Boss, Duke, e King – stufi della loro difficile esistenza incontrano un ragazzino, Atari Kobayashi, che ha coraggiosamente raggiunto l’isola per ritrovare il suo cane Spots. Atari viene aiutato dai cinque cani, che decideranno di proteggerlo dalle autorità giapponesi che lo vogliono riportare indietro… [sinossi]

 

1945
di Ferenc Török

Ferenc Török affronta la questione della Shoah e della deportazione ebraica dall’Ungheria da un profilo abbastanza inedito: il terrore, da parte degli ungheresi di fede cristiana, di veder tornare vivi i loro concittadini dai campi di sterminio, dopo averli depredati di tutto e in alcuni casi perfino denunciati alle autorità naziste. Un’opera dominata da un cupo pessimismo, intelligente e minimale, che meriterebbe un’attenzione ben maggiore rispetto a quella cui andrà probabilmente incontro.

Nell’agosto del 1945, in un villaggio della campagna ungherese giunge una coppia sconosciuta di ebrei ortodossi, uno anziano e l’altro più giovane, che trascinano due misteriose casse di legno. Il villaggio si appresta a festeggiare il matrimonio del figlio del vicario locale con una giovane donzella, ma gli abitanti, che a suo tempo collaborarono coi nazisti per le deportazioni degli ebrei, si scuotono nell’inquietudine interrogandosi sulle ragioni dell’arrivo dei due. A poco a poco molti degli abitanti iniziano a fare i conti con la propria coscienza: chi denunciò i concittadini ebrei condannandoli ai campi di concentramento, chi ha sfruttato la situazione razziando i loro beni, case e possedimenti. Intanto il previsto matrimonio vacilla, poiché la sposa, guardata di sbieco dalla futura suocera, è segretamente innamorata di un giovane che simpatizza per gli occupanti sovietici… [sinossi]

 

MANUEL
di Dario Albertini

Documentarista che esordisce al lungometraggio di finzione, Dario Albertini dimostra una certa sensibilità nell’avvicinarsi alla storia dolente di Manuel, diciottenne costretto dagli eventi a crescere troppo in fretta e a caricarsi il peso del mondo sulle proprie spalle. Ben scritto e commovente.

Manuel, al compimento dei diciotto anni esce dall’istituto per minori privi di un sostegno familiare e deve reinserirsi in un mondo da cui è stato a lungo lontano. Sua madre, che è in carcere, può sperare di ottenere gli arresti domiciliari solo se lui accetta di prenderla in carico. Si tratta di una responsabilità non di poco conto. [sinossi]

 

A BEAUTIFUL DAY
di Lynne Ramsay

Molto, moltissimo rumore per nulla. Questa è l’impressione rilasciata dal nuovo film di Lynne Ramsay, che a Cannes dodici mesi fa partecipò al concorso, permettendo perfino a Joaquin Phoenix di vincere il premio per la migliore interpretazione maschile. La sua recitazione è più che convincente, ma nel complesso davvero viene da chiedersi quanto sia indispensabile un lavoro simile, e quanto la regista abbia realmente da dire, o da raccontare.

Joe è un veterano di guerra, sopravvissuto anche a molte altre battaglie. A casa lo aspetta solo la madre anziana a malata, con cui ha un rapporto di grande affetto e pazienza. In una New York desolata e piena di segreti, il cui profilo nobile resta sempre in lontananza, Joe fa il mercenario per chi vuole liberarsi di nemici pericolosi ma non ne ha l’abilità o il coraggio. Il suo ultimo incarico è quello di sottrarre Nina, la figlia preadolescente di un politico locale, ad un giro di prostituzione minorile… [sinossi]

 

GAME NIGHT – INDOVINA CHI MUORE STASERA
di John Francis Daley, Jonathan Goldstein

Si ride a singhiozzo in questa commedia d’oltreoceano, ma va detto che alcune soluzioni anarcoidi dimostrano una certa efficacia comica, e che il gusto ipercitazionista e ultrapop non è affatto disprezzabile. Certo, nulla di memorabile o destinato a rimanere nella memoria, ma per una serata di completo disimpegno si può prendere in considerazione.

Max e Annie sono una coppia affiatata, non solo in amore. Sono un duo anche e soprattutto nel gioco, di qualsiasi tipo, purché competitivo. Non a caso passano le loro serate davanti ai tabelloni dei più noti giochi di società, invitando con regolarità gli amici storici e lasciando volentieri il vicino di casa fuori dalla partita. Ma Max vive da sempre anche un altro tipo di competizione: quella con il fratello maggiore Brooks, una specie di vincente su tutta la linea, contro il quale il più giovane non l’ha mai spuntata. Quando Brooks torna in città, dopo parecchio tempo, e organizza per il gruppo di amici una serata con delitto, mettendo in palio la sua splendida auto nuova, per Max si tratta di vincere o morire. Ma né il gioco né Brooks sono in realtà quel che sembrano, e la serata prende una piega inaspettata, a dir poco movimentata. [sinossi]

 

CI VUOLE UN FISICO
di Alessandro Tamburini

Punta tutto suoi suoi interpreti il film di Alessandro Tamburini – anche protagonista insieme ad Anna Ferraioli Ravel – ed è forse la scelta migliore, perché la sceneggiatura dimostra di avere il fiato corto e l’intera struttura narrativa è troppo esile per reggere il peso di una rom-com pur leggera e priva di asperità. Un prodotto medio da cui si poteva in ogni caso pretendere di più.

Alessandro e Anna si conoscono per caso. Entrambi avrebbero un appuntamento galante ma ricevono buca. Così il destino li fa incontrare. In principio Alessandro non sopporta quella ragazza che considera brutta e invadente. Ma nel corso di una lunga notte costellata di risse, balli sfrenati, bagni notturni e altre avventure ha modo di conoscerla meglio e di imparare qualcosa in più su di sé. All’alba i due ragazzi si ritrovano più maturi, pronti a fare i conti con il loro passato e, forse, innamorati. [sinossi]

 

DOPO LA GUERRA
di Annarita Zambrano

Sarebbe lecito pretendere un po’ più di cura e attenzione quando si decide di sfruttare il cinema per raccontare la lotta armata brigatista. Cura e attenzione che mancano completamente nel lavoro di Annarita Zambrano, superficiale nella scrittura e poco ispirato nella messa in scena. Viene persino il dubbio che la regista sia interessata a raccontare più che altro la storia di una disgregazione familiare, ma nel caso così fosse c’era bisogno di infognarsi in un tema tanto spinoso e che non sembra essere stato studiato a fondo?

In seguito all’omicidio di un professore universitario in un agguato terrorista, Marco, ex-militante di estrema sinistra condannato all’ergastolo e rifugiato in Francia grazie alla dottrina Mitterrand, è accusato dallo Stato italiano di essere uno dei cervelli dell’attentato e ne viene chiesta l’estradizione. Decide allora di non consegnarsi ma di trovare il modo di fuggire in America Latina con la figlia Viola adolescente. In Italia sua madre, la sorella e il cognato magistrato finiscono al centro dell’attenzione mediatica. [sinossi]

 

UNO SGUARDO ALLA TERRA
di Peter Marcias

Più volte annunciato in uscita nel corso dei primi mesi dell’anno da Cinecittà Luce, pare sia arrivato davvero il momento di confrontarsi con la sala per questo nuovo lavoro del sardo Peter Marcias, che lavora sulla sua terra e su un popolo troppo poco rappresentato dal cinema e dalla società italiana. Con la speranza che non venga nuovamente rinviato a data da destinarsi…

Una data che i sardi non dimenticano è quella del 1962. Anno in cui il Parlamento Italiano approvò il Piano di Rinascita per la Regione Sardegna. Finalmente, vennero poste in essere quelle misure legislative che cercarono di frenare l’emigrazione sarda e la sua crisi economica con interventi nella realtà agropastorale e investimenti sull’industrializzazione tardiva. Ma la Sardegna era veramente degna di tali aiuti? Si trovava veramente in uno stato di emergenza? E se le risposte fossero state affermative, quanto sarebbero stati ingenti i finanziamenti per l’isola? Insomma, quanto valeva in sporche ma benedette lire la salvezza del popolo sardo? [sinossi]

 

Questa settimana escono anche Arrivano i prof (2018) di Ivan Silvestrini, Cosa dirà la gente (2017) di Iram Haq, Eva (2018) di Benoît Jacquot. Martedì 8 maggio, all’inizio del Festival di Cannes, uscirà il documentario Cézanne – Ritratti di una vita (2017) di Phil Grabsky. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale de L’isola dei cani.

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