Deadpool 2
di David Leitch
Deadpool 2, sequel del fortunato Deadpool, spinge a tutto spiano sul medesimo pedale dell’acceleratore del primo capitolo, abbondando ulteriormente con le stilizzazioni pulp, l’ironia irriverente, il fiume in piena di scorrettezze, strizzate d’occhio e volgarità assortite. Rispetto al primo film però c’è poco di cui stupirsi, a cominciare da Cable, il villain interpretato da Josh Brolin.
Chiacchiere e distensivo
Dopo essere sopravvissuto a un attacco bovino quasi letale, lo sfigurato chef di una caffetteria (Wade Wilson) cerca a tutti i costi di diventare il barista più hot di Mayberry tentando, allo stesso tempo, di fare i conti con la perdita del senso del gusto. Mentre cercherà di riacquistare il gusto per la vita, oltre a un flusso canalizzatore, Wade dovrà combattere contro dei ninja, la Yakuza, dei cani sessualmente aggressivi, nel suo viaggio intorno al mondo che lo porterà alla scoperta del valore della famiglia, dell’amicizia e del sapore, trovando un nuovo gusto per l’avventura e guadagnandosi anche la tanto desiderata tazza con la scritta Miglior Amante del Mondo. [sinossi]
Secondo capitolo dedicato al supereroe più scorretto dell’universo Marvel, Deadpool 2 vede il Mercenario Chiacchierone interpretato da Ryan Reynolds chiamato a confrontarsi con Cable, misterioso cyborg mutante che arriva dal futuro allo scopo di neutralizzare un giovane homo superior. Per fronteggiarlo dovrà mettere insieme la X-Force, una squadra di guerrieri con tutti i connotati di una famiglia, tra i cui membri spicca la sexy guerriera Domino.
Dopo il primo film dedicato al supereroe più sboccato e scorretto dell’intero Marvel Cinematic Universe, era legittimo guardare con curiosità e una certa dose di attesa allo sviluppo delle vicende del Mercenario Chiacchierone, che di fatto si era imposto come uno dei più liberatori avamposti nel contesto del cinema supereroistico contemporaneo.
Perché dell’ironia di cui la casa di Kevin Feige si è foderata, un’armatura sulla quale continuare a fortificare le proprie fortune, Deadpool 2 fa un uso improprio, fuori formato: oltranzista, volgare, sconsiderato, con degli sberleffi che non hanno mezze misure e posso ritagliarsi così un ruolo di tutto rispetto – e di solidissimo culto – nel panorama del cinecomic per adulti.
Non c’è letteralmente un attimo di tregua, nel film di David Leitch, già regista di Atomica bionda (Tim Miller, in rotta con Reynolds, non voleva girare “un film stilizzato a budget triplo”, parole sue), dove tutto, dalla citazione più pop e smaliziata alla sequenza d’azione più cialtrona, è schiaffato sullo schermo a velocità supersonica. Con un’idea quasi futurista della strizzata d’occhio irriverente, del colpo di coda scurrile e licenzioso.
Un’idea di racconto e di messa in scena che spinge ancor di più il pedale sull’acceleratore rispetto al primo film, tentando di replicarne non tanto vizi e virtù, quando la virtuosissima, a suo modo, idea di vizio, la cui presa sui propri fan di riferimento è totale (il film, non a caso, ha stracciato ogni tipo di record nelle prevendite di un film vietato ai minori in America e anche al botteghino italiano ha rastrellato quasi quattro milioni di partenza, dato nient’affatto trascurabile).
Il risultato finale è un film ancor più improntato al guilty pleasure rispetto al primo capitolo di due anni fa, ma con queste premesse guardinghe e conservative non c’è da stupirsi se spesso lo stupore latiti, soprattutto sul versante action, ridotto qui a mera, pretestuosa cornice.
Le briglie infatti sfuggono spesso di mano e anche le prese in giro, dalla CGI dei film ad alto budget alla coppia Tom Cruise e Kirsten Dunst, finiscono con lo stagliarsi sul medesimo fondale innocuo. Per quanto rutilante, pepato e quasi sempre dalla vocazione dinamitarda, con tanto di inevitabile Parental Advisor imposto dal mercato americano. Il desiderio del Mercenario Chiacchierone di sabotare il buon gusto, insomma, non porta più con sé grosse sorprese. A emergere semmai è la vena più distensiva di questo secondo capitolo, che fa di dialoghi al fulmicotone e situazioni al limite del rassicurante il suo pilastro portante, con un “badtaste” tutto sommato edificante, che non mette mai davvero a disagio nel suo tripudio di citazioni, injokes, nerdismo ombelicale.
Sintomatico è anche rivelare come il politicamente scorretto conviva col normativo, perché dopotutto Deadpool 2 è un film che parla della costruzione di una famiglia ancor prima che di un gruppo di lavoro: questa crociata di scarti e rincalzi piuttosto male in arnese, messa insieme per fare fronte comune al cospetto di una minaccia, è probabilmente la costola più vitale del film, animata da un’idea di fratellanza sempre un po’ azzoppata, che tuttavia non può resistere al bisogno ineludibile di appartenere e di appartenersi.
Oltre a Colosso, ecco il tassista indiano Dopinder (Karan Soni), che non ne può più della noia della sua vita, Testata Negasonica (Brianna Hildebrand), l’anziana cieca (Leslie Uggams) e Weasel (T.J.Miller). Per non parlare delle nuove entrare nel cast: Bedlam, Shatterstar, ma anche lo Zeitgeist di Bill Skarsgard e l’eroticisissima Domino Di Zazie Beetz, mentre a convincere meno è proprio il Cable di Josh Brolin: un villain monolitico che non aggiunge granché peso specifico alla storia, fallendo nel replicare la portata devastante e la massiccia presa iconica del Thanos di Avengers: Infinity War, di recente “incarnato” dallo stesso Brolin.
Tutti quanti gli elementi in ballo, in ogni caso, essendo Deadpool 2 concepito a tutti gli effetti come un calderone ribollente, sono crocevia di un divertimento che, a volerselo regalare senza pretese e al di là di tutti i limiti, è abbondante fin dai soliti, svergognati titoli di testa, per poi arrivare a un’esilarante scena post-credits che vede coinvolto in prima persona Ryan Reynolds, in questo film anche sceneggiatore e generosissimo nel regalare un’ultima, sguaiatissima e fragorosa risata.
Info
Il trailer di Deadpool 2.
- Genere: action, avventura, cinecomic, commedia, fantascienza
- Titolo originale: Deadpool 2
- Paese/Anno: USA | 2018
- Regia: David Leitch
- Sceneggiatura: Paul Wernick, Rhett Reese, Ryan Reynolds
- Fotografia: Jonathan Sela
- Montaggio: Craig Alpert, Elísabet Ronaldsdóttir
- Interpreti: Alan Tudyk, Bill Skarsgård, Brianna Hildebrand, Eddie Marsan, Hayley Sales, Jack Kesy, Josh Brolin, Julian Dennison, Karan Soni, Leslie Uggams, Lewis Tan, Morena Baccarin, Rob Delaney, Ryan Reynolds, Shiori Kutsuna, Stefan Kapicic, T.J. Miller, Terry Crews, Zazie Beetz
- Colonna sonora: Tyler Bates
- Produzione: Donners' Company, Kinberg Genre, Marvel Entertainment, Twentieth Century Fox
- Distribuzione: 20th Century Fox
- Durata: 119'
- Data di uscita: 15/05/2018







Avengers: Infinity War
Black Panther
Thor: Ragnarok
Atomica bionda
Spider-Man: Homecoming
Guardiani della Galassia Vol. 2
Logan – The Wolverine
Doctor Strange
Captain America: Civil War
Deadpool
Ant-Man
Avengers: Age of Ultron
Guardiani della Galassia
Captain America – The Winter Soldier
Thor: The Dark World
Iron Man 3
Wolverine – L’immortale
The Avengers
Lanterna verde
Captain America: il primo vendicatore
Thor
X-Men le origini: Wolverine