Panda! Go, Panda!

Panda! Go, Panda!

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Tra i titoli proposti nel corposo omaggio Ricordi struggenti – Il cinema di Isao Takahata del Future Film Festival 2018, Panda! Go, Panda! è un più che grazioso mediometraggio realizzato dal duo Takahata-Miyazaki nel 1972, in quel lungo periodo post-Toei che li ha visti collaborare in maniera continuativa, in un susseguirsi di nuove avventure professionali, tra successi e insuccessi. Poco conosciuto, Panda! Go, Panda! è un evidente progenitore di Totoro.

Pandamania

Dopo la partenza della nonna, la piccola Mimiko si ritrova a vivere da sola nella sua villetta vicino a uno stagno di bambù. Un giorno, Papà Panda e il figlio Pandy decidono di fuggire dallo zoo e, attratti dal folto boschetto della villa, incontrano la gentile Mimiko, con cui condivideranno incredibili avventure… [sinossi]

Lasciata oramai alle spalle l’esperienza alla Toei (allora Tōei Dōga) e lo splendido naufragio de La grande avventura del piccolo principe Valiant, Isao Takahata e Hayao Miyazaki attraversano gli anni Settanta senza troppe certezze, cambiano più di uno Studio e trovano numerose occasioni per mettere in mostra il loro talento – con alterne fortune, dal flop iniziale di Lupin III al successo internazionale di Heidi e delle serie del World Masterpiece Theater.
Nella filmografia dei due cineasti occupa un posto particolare il mediometraggio Panda! Go, Panda! (Panda kopanda), diretto da Takahata e scritto da Miyazaki, realizzato nel 1972 sull’onda della pandamania esplosa in Giappone dopo l’arrivo allo Ueno Zoo di Tokyo di un paio di panda giganti, prestati al Sol Levante dal governo cinese – un gesto diplomatico alquanto efficace, in voga in quegli anni.

Anticipando ironicamente l’uscita nelle sale di Orsetto Panda e gli amici della foresta (Panda no daibōken, 1973) prodotto dalla Tōei e diretto dall’esperto Yūgo Serikawa, Panda! Go, Panda! sposa sagacemente la moda del momento, portando però in dote tutte le peculiarità artistiche, tecniche e narrative del gruppo di lavoro pre-ghibliano. Una piccola opera destinata evidentemente all’infanzia, percorsa da una vena di sana follia, una sorta di infantile imprevedibilità – kawaii decisamente ante litteram, con il character design mordibo in stile Yasuji Mori, il coccoloso piccolo panda, la protagonista con le trecce e via discorrendo.
Guardando al passato e al futuro, possiamo rintracciare il lavoro svolto per la mancata trasposizione televisiva di Pippi Calzelunghe – Takahata e Miyazaki non riuscirono a convincere Astrid Lindgren, tornando dalla Svezia con le pive nel sacco – e soprattutto quelle che saranno le linee guida di Totoro: papà panda ha la rotondità, le proporzioni, la paciosità e il sorriso dello spirito del bosco. Quasi due gocce d’acqua, la stessa indole, una comune propensione alle lunghe dormite, magari all’ombra di un albero.

Progenitore di Totoro, Panda! Go, Panda! è prodotto dalla Tokyo Movie (poi Tokyo Movie Shinsha e successivamente TMS Entertainment), storica casa di produzione che aveva affidato a Takahata e Miyazaki Lupin III e che poteva contare sul talento e l’esperienza di Yasuo Ōtsuka, altra figura chiave per la formazione e le sorti del duo ghibliano. In sostanza, si ricompone pezzo dopo pezzo l’asse portante di Valiant, di Lupin III e, facendo un balzo in avanti di una dozzina d’anni, di Nausicaä della Valle del vento.
Ovviamente sono assai diverse le intenzioni, il target e il budget, ma la semplicità e i mezzi limitati di Panda! Go, Panda! non tradiscono la costante ricerca qualitativa di Takahata e Miyazaki, l’accuratezza nel tratteggiare e caratterizzare i fondali (si vedano le scelte cromatiche), la composizione delle inquadrature. Anche in un mediometraggio apparentemente meno ambizioso, la messa in scena di Takahata non è mai banale – citiamo quantomeno la sequenza del lago, con l’acqua che crea un effetto speculare dei personaggi e delle piante, con papa panda adagiato mollemente sotto il grande albero.

Distribuito nelle sale dalla Tōhō, abbinato al non indimenticabile Daigoro vs. Goliath (Kaijū daifunsen: Daigorō tai Goliath) di Toshihiro Iijima, Panda! Go, Panda! non dove aspettare molto per avere un sequel. Lo stesso gruppo di lavoro, a pochi mesi di distanza, realizza Il circo sotto la pioggia (Panda Kopanda amefuri sākasu no maki, 1973), probabilmente il titolo meno noto della filmografia di Takahata. Recuperare i due mediometraggi è semplice: l’edizione home video di Panda! Go, Panda! contiene entrambe le leggiadre, spensierate e fantasiose avventure.

Info
Il trailer originale di Panda! Go, Panda!.
La scheda di Panda! Go, Panda! sul sito del Future.
La scheda di Panda! Go, Panda! su AnimeNewsNetwork.
Il sito ufficiale di Panda! Go, Panda!.
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