I corti delle Notti d’Oro arrivano in Italia

I corti delle Notti d’Oro arrivano in Italia

Il David di Donatello organizza dal 5 al 10 giugno Le Notti d’Oro, presentando al pubblico i cortometraggi premiati dalle maggiori Accademie di cinema internazionali nel corso dell’ultimo anno. Tra Oscar e César, Goya e BAFTA, in attesa di scoprire nuovi autori per il cinema del futuro. Per la prima volta la manifestazione si svolgerà in tre città: Roma, Napoli e Milano.

Si terranno per la prima volta in tre città diverse Le Notti d’Oro, il tradizionale appuntamento con i cortometraggi premiati nelle accademie di mezzo mondo che il David di Donatello organizza per l’Italia: oltre a Roma, unico luogo in cui trenta dei trentaquattro registi selezionati saranno presenti per accompagnare i loro lavori di fronte al pubblico (stasera alle 21 alla Casa del Cinema), l’evento si svolgerà anche a Napoli (al Cinema Modernissimo dal 5 all’8) e a Milano (all’Anteo dal 7 al 10). La dimostrazione di una volontà di allargare il discorso, nel tentativo di intercettare nuovi spettatori e di farli relazionare con opere brevi o brevissime – ma nel programma si trovano anche mediometraggi, visto che ogni singola accademia detta le proprie regole sul concetto di per sé labile di “cortometraggio” – che altrimenti sarebbe arduo, per non dire impossibile, incontrare sulla propria strada. Trentaquattro lavori che testimoniano da un lato il ruolo sempre più centrale acquisito dalle scuole di cinema, e dall’altro l’impeto artistico di una nuova generazione di cineasti, affascinati dal classico e a proprio agio con le nuove tecnologie. Uno sguardo d’insieme che diventa giocoforza riflessione sul contemporaneo, sulle derive dell’immaginario, sulle sfide che il cinema andrà ad affrontare nel corso dei prossimi anni.

Storie per lo più private, intime, un po’ per necessità di budget un po’ per volontà autoriale: storie di solitudine e di uomini e donne alla ricerca del proprio senso, del significato degli affetti, in un mondo che appare sempre più disumano, elefantiaco, schiacciante. Dal parco divertimenti abbandonato in cui si muove la protagonista di Copa-Loca del greco Christos Massalas al sistema scolastico opprimente e spersonalizzante di A Hand-Written Poster della sudcoreana Kwan Eunmi, i registi e le registe ospitate in questo variegato cartellone sembrano porsi tutti il medesimo interrogativo: che senso sta acquisendo il mondo? In una riduzione dello spazio sempre più evidente – con le distanze accorciate, a volte distrutte, dalla tecnologia – si può trovare la soluzione a una crisi dell’identità così profonda? L’uomo ha superato il moderno ma non sembra aver superato le problematiche del moderno. E la crisi economica invade gli ultimi spazi di resistenza rimasti aperti. Quegli spazi che ai meno fortunati vengono celati, impediti anche con la forza: è il racconto del ceco Atlantída, 2003 di Michal Blaško, ma anche a ben vedere di Bismillah, il corto di Alessandro Grande che a marzo ha trionfato nella categoria del cortometraggio al David di Donatello. L’Italia è uno dei paesi presenti con più di un titolo nella rassegna, visto che sarà proiettato anche il vincitore del David 2017 (il cambio di date della premiazione ha determinato questa sovrapposizione), A casa mia di Mario Piredda, racconto di radici, di attaccamento alla terra, di paura della dispersione.
Oltre all’Italia anche la Francia presenta due titoli (la commedia Les Bigorneaux di Alice Vial e l’ottima animazione Pépé le Morse di Lucrèce Andreae), e così la Gran Bretagna che a Cowboy Dave di Colin O’Toole, racconto dell’incontro tra un ragazzo e un musicista male in arnese, aggiunge il Premio Oscar The Silent Child di Chris Overton, dolce e doloroso racconto di un handicap, e del modo in cui lo si può affrontare.

Ma le strade intraprese dai registi che stasera alla Casa del Cinema presenteranno le loro opere, in un mini-tour della città che li vedrà impegnati in una sorta di vacanza scolastica fino a venerdì, sono davvero le più disparate come testimonia soprattutto il folle sci-fi Apocalypse Now Now di Michael Matthews, vincitore del miglior cortometraggio al sudafricano SAFTA lo scorso 22 marzo. Una storia che dovrebbe svilupparsi prossimamente in un lungometraggio, punto d’approdo a cui molti (ma non tutti, è il caso di sottolinearlo) dei registi selezionati ne Le Notti d’Oro tendono in modo naturale. Perché in questi trentaquattro titoli e nei loro autori si nasconde una parte di ciò che il cinema diverrà nei prossimi anni. Un’occasione ghiotta dunque, e da non lasciarsi scappare. La “gita” di questi giovani registi proseguirà, dopo Roma, ad Atene e poi a Parigi. Ma questa è un’altra storia…

Info
Il sito de Le Notti d’Oro.

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