Ogni giorno

Ogni giorno

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Teen-movie lacrimevole ed educativo, Ogni giorno di Michael Sucsy è tutto teso a catechizzare i giovani su come condurre le relazioni sentimentali, tenendoli lontani dal pericolo e dalle insidie di rapporti con degli sconosciuti.

L’uomo che entrava la gente

Tratto dall’omonimo bestseller di David Levithan, Ogni giorno racconta la vicenda della sedicenne Rhiannon, innamorata di uno spirito misterioso chiamato “A” che, ogni giorno da quando è nato, si risveglia in un corpo diverso… [sinossi]

Il sottogenere young adult educativo si arricchisce di un nuovo titolo con Ogni giorno, dopo – solo per fare qualche recente esempio – Il sole a mezzanotte e dopo Prima di domani, uscito quest’ultimo nelle nostre sale la scorsa estate. E, in comune con Prima di domani, Ogni giorno ha un elemento fantasy – allora la morte della protagonista a ogni fine giornata, stavolta il trasferimento ogni maledetto giorno da un corpo all’altro di un’anima in pena – elemento che non viene spiegato e resta come dato di fatto insito al comportamento dei personaggi e non legato a una maledizione che può essere emendata cercando di capire chi ne sia l’artefice.
Così, quel che accade in Ogni giorno è che i protagonisti innamorati l’uno dell’altro, nel momento in cui hanno capito e accettato il fatto che il lato maschile è soggetto a tale mutazione quotidiana – visto che si impossessa per 24 ore del corpo di un altro ragazzo o di un’altra ragazza -, non cercano di porvi rimedio, di risolvere tale situazione, ma la assecondano, almeno fin quando non si rendono conto che non possono andare avanti a quel modo.

Tratto dal romanzo omonimo di successo di David Levithan, Ogni giorno così finisce per assumere ben presto una chiara fisionomia: invece di giocare sul lato piccante di un innamorato che cambia volto corpo e sesso e a cui la ragazza sembra sempre disposta a donarsi, si punta esattamente al versante opposto, e cioè alla sicurezza di abbandonarsi sempre alla stessa persona, di darsi a un’anima unica e non a un corpo sempre diverso, sganciando in qualche modo la sessualità dalla corporeità e rendendo le relazioni sentimentali tra adolescenti come uno scambio di amorosi sensi in cui si è sempre al riparo dal salto nell’ignoto. Un modo, insomma, per essere fedeli anche nel tradimento, e anzi dove il tradimento è solo apparente.
E, in fin dei conti, A (questo il nome del personaggio che entra nei corpi altrui) scopre anche di avere un obiettivo ben preciso, quello cioè di far capire alla ragazza di cui s’è innamorato che deve mollare il giovinastro con cui si è messa insieme, che la ignora e la trascura e non le dà ciò che merita, vale a dire attenzioni e affetto.

Va a finire così che, per il tramite del grimaldello del fantasy, Ogni giorno si connota come un racconto estremamente tradizionale, anzi verrebbe da dire reazionario, il cui scopo è mettere al riparo le giovani generazioni dalle lusinghe della ricerca dello sconosciuto, dal diritto di sbagliare e di fare degli errori, dal desiderio di provare esperienze diverse e inaspettate.
Tutto questo viene messo in scena dal regista Michael Sucsy con un certo tatto e con discreto senso registico, misurandosi con la caratterizzazione sempre diversa e basicamente inventiva dei ragazzi che si trovano a essere posseduti dal nostro A. Ma, di fronte a una storia così palesemente castrante, il povero Sucsy più di tanto non può fare, e dunque deve arrendersi alla necessità di mostrare una famiglia – quella della ragazza – che ritrova la sua unità di fronte alla maturazione di lei, e deve calare le braghe di fronte alla scelta calata dall’alto di un A salvifico e onnipotente, nel momento in cui ad esempio la sua anima indugia ventiquattr’ore di troppo nel corpo di una ragazza dai tratti asiatici per impedirle di commettere il suicidio che si era ripromessa di portare a compimento per il giorno successivo.

Tutto questo moralismo e perbenismo nei confronti dei nostri giovani è veramente sospetto e sembra in qualche modo una lontana legge del contrappasso della liberazione sessuale e del ’68: gli adulti – i nuovi adulti, in questo caso gli autori del libro e poi del film – continuano a temere in maniera persino ingiustificata l’imprevedibilità dell’adolescenza e cercano di porvi riparo sedandola con storie edificanti e rassicuranti. Ma questa ipocrisia e questa forzosa induzione al bene, priva com’è di chiaroscuri e di reali pericoli, finisce solo per provocare rifiuto e per risultare inaccettabile.

Info
Il trailer di Ogni giorno.
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