Il Cinema Ritrovato 2018 – Presentazione

Il Cinema Ritrovato 2018 – Presentazione

Comincia oggi, 23 giugno, per proseguire fino al primo luglio, la 32esima edizione del Cinema Ritrovato, rassegna bolognese che sempre più si caratterizza come il paradiso dei cinefili, a partire dalla proiezione in Piazza Maggiore di stasera in cui Martin Scorsese presenta Enamorada di Emilio Fernández.

Il cinema è morto. Viva il cinema. È il primo commento che viene in mente scorrendo il programma della 32esima edizione del Cinema Ritrovato, che si apre oggi – 23 giugno – a Bologna, per proseguire fino al primo luglio. Per poco più di una settimana abbiamo a disposizione un’inesauribile miniera di scoperte e riscoperte, di conferme e deviazioni, di film già troppo visti e di titoli invece mai visti o, almeno, mai ri-visti. Non bastano un unico corpo e un’unica mente per spostarsi da una sala all’altra, da un tempo del cinema a un altro, da uno spazio cinematografico ben frequentato a un altro ancora troppo poco conosciuto. Il cinema ritrovato, il cinema risorto, il cinema ri-morto: di fronte a noi tutta la storia del cinema, frammentata in mille rivoli, tra copie restaurate e proiettate in DCP e copie d’epoca gelosamente conservate in 35mm. Ed è comunque bello annegare in questo mare della memoria che torna brevemente a scintillare di fronte ai nostri occhi, nella speranza di poter catturare un tempo-cinema passato e ormai scomparso, anzi mille tempi cinematografici in cui ciascuno segue una sua propria strada.

Da un lato, abbiamo in programma il già noto e il già visto e rivisto, come ad esempio nell’omaggio dedicato a Marcello Mastroianni o come nella sezione Ritrovati e restaurati, in cui si passa – per fare qualche esempio – da Alien a Il settimo sigillo, da Il cacciatore a L’appartamento, da Il silenzio è d’oro a Che fine ha fatto Baby Jane?, fino a Suspiria e Detour di Edgar G. Ulmer, con quest’ultimo a rappresentare il super-classico della cinefilia mondiale da sessant’anni a questa parte, tanto da far diventare proverbiale il suo detour di natura ghezziana-benjaminiana, un ruotare indefesso e instancabile dello sguardo fino alla perdita del sé e del centro-cinema. Che è lo stesso che, in fin dei conti, accadrà a Bologna in questi giorni.

Dall’altro la 32esima edizione del festival non dimentica l’approccio attento alla ricerca come ad esempio per l’omaggio dedicato al cinema cinese degli anni Quaranta, omaggio denominato La rinascita del cinema cinese (1941-1951) in maniera – ci pare – impropria visto che il cinema mandarino era vivissimo già negli anni Trenta e che sostanzialmente muore e rinasce – con grande fatica – con l’avvento del maoismo tra il ’49 e il ’50. Ma tant’è, visto che in questo omaggio vi sono dei titoli preziosi come, ad esempio, il primo lungometraggio d’animazione cinese Princess Iron Fan, diretto nel 1941 da Wan Laiming e Wan Guchan. Lo stesso approccio più erudito lo si trova nella retrospettiva dedicata al cineasta turco Yilmaz Güney, Palma d’oro a Cannes nel 1982 con Yol, o in quella che ripercorre la carriera di Arrigo Frusta, sceneggiatore di successo nella Torino d’inizio Novecento, quando il capoluogo piemontese era la capitale della produzione cinematografica italiana. Senza dimenticare d’altronde programmi che segnano una continuità con gli anni scorsi, come il lungo e preziosissimo recupero della carriera di John M. Stahl, di cui quest’anno verranno proiettati sette film, o come la panoramica sul cinema sovietico – Seconda utopia: 1934 – L’età d’oro del cinema sonoro sovietico – che presenta, tra gli altri, un classico come Ciapaiev.

Accanto a queste sezioni – in cui ad esempio vale la pena citare lo spazio Censurati, ritrovati, restaurati, dove verrà presentato tra gli altri il titolo maledetto di Ingmar Bergman, This Can’t Happen Here (1950), disconosciuto all’epoca dallo stesso maestro svedese -, vi è comunque una chiara impronta nazional-popolare che non dà solo risalto alle proiezioni all’aperto in Piazza Maggiore con titoli come C’era una volta il West o Ladri di biciclette, ma punta anche alla presenza di registi cinefili di chiara fama, a partire da Martin Scorsese che presenta stasera Enamorada di Emilio Fernández, per passare a Mario Martone che nei prossimi giorni introdurrà al pubblico Carosello napoletano. Una formula perfetta, infallibile, cui non si può che cedere e lasciarsi andare, alla ri-scoperta del piacere dello sguardo.

Info
Il sito del Cinema Ritrovato 2018.

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