★ – Star
di Johann Lurf
Presentato in concorso alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro 2018, ★ – Star è il primo lungometraggio del filmmaker austriaco Johann Lurf, un lavoro di found-footage con i cieli stellati della storia del cinema.
Mio Dio è pieno di stelle
Colpito dal cielo stellato “incongruo” in una scena notturna di Stromboli di Rossellini visto a lezione, il regista ha cominciato a mettere insieme mentalmente – componendo una lista di 2400 titoli – tutte le immagini di cieli notturni stellati della storia del cinema. Il film realizzato a partire da questa ossessione consta invece di estratti da 550 film montati in ordine cronologico, privi di sottotitoli, ma ricchi di altre informazioni indirette come l’ambientazione geografica e storica, le modalità di realizzazione della scena, lo stato d’animo associato alle diverse rappresentazioni del firmamento… [sinossi]
L’uomo del Paleolitico guardava il cielo stellato come oggi noi guardiamo il cinema: è un’affermazione di Alexander Kluge che riporta Johann Lurf. L’uomo pretecnologico ammirava quell’affascinante volta celeste fatta di puntini luminosi, come sfondo scenografico, senza poterne comprendere la natura, collegando quei puntini, di diversa luminosità, tra loro, come quei giochi della Settimana enigmistica, proiettandovi figure, popolando il cielo di carri, sagittari, animali, figure mitologiche. Il sistema tolemaico prevedeva le sfere celesti, dove gli astri sono fissati, mentre Pitagora ravvisava un equilibrio armonico universale, la musica delle sfere. Con il progresso astronomico, è diventato evidente quanto il cielo stellato rappresenti invece la nullità del genere umano sulla Terra, il suo essere solo un’infinitesima particella del pulviscolo cosmico, l’umiliazione definitiva di ogni residuo antropocentrismo. Ognuna delle innumerevoli stelle è un proiettore, il cui fascio di luce arriva a noi coprendo distanze inimmaginabili. E, anzi, molte di queste fonti luminose, sono ormai spente ma continuiamo a vederle perché la loro irradiazione sta ancora viaggiando nel cosmo. Se il cinema è fatto da un fascio luminoso, da luci e ombre, la volta celeste è un’alternanza di luce e buio. E i planetari, quei dispositivi che ricreano la volta stellata sullo schermo di una cupola, come le sfere tolemaiche, fanno uso di proiettori non tanto lontani da quelli del cinema. Come il planetario di Gioventù bruciata, che ovviamente è compreso in ★ – Star, dove James Dean si interroga sul mondo. Il buio del cielo è il nulla–tutto che è lo specifico del cinema, ovvero il puro vuoto dell’obiettivo cinematografico, come afferma enrico ghezzi. E possiamo apprezzare e studiare questo reticolo celeste grazie a obiettivi e teleobiettivi, lenti di cannocchiali sempre più potenti, come quelle degli osservatori astronomici.
Con l’operazione di ★ – Star, presentato alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, Johann Lurf riduce il cinema a quella stessa consistenza di pulviscolo quasi informe, a un blob a tema, un ammasso di frammenti di pellicola come corpuscoli, resi ancor più indistinti dagli stacchi netti e veloci che tagliano bruscamente anche l’audio, sempre originale. Ogni frammento diviene così una cellula ritmica, componendo una partitura visiva-sonora inedita, che si conclude sui titoli di coda, dove scorre l’elenco dei film, con le note di musica elettronica della kubrickiana Wendy Carlos. L’unico ordine rimasto in questo flusso è quello cronologico della storia del cinema, coprendola quasi per intero, per 112 anni partendo dal 1905. Partendo dalle stelle rappresentate simbolicamente con la classica simbologia a cinque punte, nel cinema delle attrazioni, arrivando a una puntinatura semplice e fissa, ottenuta da qualche supporto dipinto o con sovraimpressioni, il cui unico movimento poteva essere quello laterale di macchina. Grazie all’evoluzione degli effetti speciali si arriva all’illusione di tridimensionalità, con effetti prospettici generati da illusori travelling in avanti o all’indietro, anche con accellerazioni brusche. E ora il cinema arriva a comporre arazzi bellissimi di nebulose, spirali, galassie, comete, pulsar, nove e supernove. La storia del cinema attraverso l’evoluzione delle sue rappresentazioni del cosmo, tanto quello attraversato da astronavi nei film di fantascienza, tanto il cielo contemplato dalla Terra in ogni tipo di film. Un’operazione utopica nell’impossibilità di censirli tutti, di creare un archivio totale, così come utopico in astronomia è catalogare tutti gli astri. E Johann Lurf si pone l’obiettivo, altrettanto idealistico di proseguire da quel “To be continued” nei titoli di coda, inseguendo i cieli del cinema, aggiungendo progressivamente nuovi frammenti, man mano che usciranno film con scene di stelle. Un’arte, la settima, che si espanderà potenzialmente all’infinito come l’universo, a partire dal suo big bang collocato nel 1895, o nel 1905 nel primo cielo del cinema, in Rêve à la lune di Gaston Velle e Ferdinand Zecca (e ★ – Star si conclude, al momento di questa proiezione a Pesaro, con Valerian and the City of a Thousand Planets di Luc Besson).
«Mio Dio è pieno di stelle!», esclama David Bowman di 2001: Odissea nello spazio (nei romanzi di Arthur C. Clarke, non nel film), prima di essere risucchiato dal monolito e iniziare quel viaggio che Kubrick ha visulizzato come un trip allucinatorio. Così è il trip cui ci conduce Johann Lurf.
Info
La scheda di ★ – Star sul sito della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.
Il sito ufficiale di ★ – Star.
- Genere: documentario, sperimentale
- Titolo originale: ★
- Paese/Anno: Austria | 2017
- Regia: Johann Lurf
- Sceneggiatura: Johann Lurf
- Montaggio: Johann Lurf
- Produzione: OFFoff
- Durata: 99'








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