Locarno 2018

Locarno 2018

Dall’1 all’11 agosto, la 71esima edizione del Locarno Film Festival, per la sesta volta sotto la guida di Carlo Chatrian. Il concorso, la Piazza Grande, la retrospettiva dedicata a Leo McCarey: tutti i nostri articoli.

Al via la 71a edizione del Locarno Festival, l’ultima con la direzione artistica di Carlo Chatrian che, com’è noto, prenderà la strada berlinese. Punto di forza anche quest’anno sarà la retrospettiva dedicata al grande Leo McCarey, curata nei minimi dettagli filologici come nello stile del festival ticinese, completa e rigorosamente in pellicola. E proprio Liberty del regista hollywoodiano porterà il pubblico della Piazza Grande nell’avventura vertiginosa di Stanlio e Ollio tra i grattacieli in costruzione. Una proiezione che sarà musicata dal vivo da Zeno Gabaglio e Brian Quinn, in collaborazione con LAC Lugano Arte e Cultura. Proseguendo tra le visioni in piazza troviamo il nuovo lavoro di Denis Rabaglia Un nemico che ti vuole bene con Diego Abatantuono, L’ospite di Duccio Chiarini, Blaze di Ethan Hawke, il divo omaggiato dal festival quest’anno, il primi due episodi di Coincoin et les Z’inhumains di Bruno Dumont, altro grande ospite a Locarno, il seguito di P’tit Quinquin, mentre della terza grande protagonista del festival, Meg Ryan, verrà proiettato il torrido In the Cut di Jane Champion. E poi le commedie I Feel Good di Benoît Delépine e Gustave Kervern e Les Beaux Esprits di Vianney Lebasque sulla nazionale francese alle Paraolimpiadi di Sidney, The Equalizer 2 di Antoine Fuqua. Spazio anche per i classici come l’imperdibile Manila in the Claws of Light di Lino Brocka.

Nel concorso internazionale spicca Gangbyun Hotel, un nuovo racconto d’autunno del prolifico Hong Sangsoo, Alice T. del rumeno Radu Muntean, La Flor di Mariano Llinás, opera fiume di 14 ore che suona come la risposta del cinema alla serialità dilagante, Ray & Liz del fotografo Richard Billingham, Menocchio, film di ambientazione storica di Alberto Fasulo.

Nelle altre sezioni spicca Sedução da Carne di Júlio Bressane, per Sigs of Life, mentre il nuovo film di Nicolas Philibert, De chaque instant, ancora un documentario sull’educazione ambientato in una scuola per infermieri, è fuori concorso così come Ora e sempre riprendiamoci la vita di Silvano Agosti che si focalizza con materiali di repertorio sul decennio 1968/1978.
Anche quest’anno omaggiata un’altra figura tecnica, con il Vision Award, quella di Kyle Cooper, brillante autore dei titoli di testa di tantissimi film.
Questo è quanto partorito da Carlo Chatrian per il suo congedo.

Info
Il sito del Festival di Locarno 2018.
Il programma del Festival di Locarno 2018.

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