Intervista ad Andreas Goldstein

Intervista ad Andreas Goldstein

Abbiamo intervistato il regista tedesco Andreas Goldstein, regista di Adam & Evelyn, la sua opera prima presentata alla SIC – Settimana Internazionale della Critica 2018.

Volevo sapere cosa ti ha attratto in particolare nel libro di Ingo Schulze da cui Adam & Evelyn è tratto, e come hai lavorato poi alla sceneggiatura

Andreas Goldstein: Ci sono molte frasi nel libro che sono a-temporali, non legate a un periodo storico, in principio è stato soprattutto questo che mi ha colpito, e ho iniziato l’adattamento del libro segnandomi tutte queste frasi. Inoltre c’è una relazione molto stretta tra quello che il libro racconta e la mia vita personale. Per una volta poi non c’era una drammatizzazione e un approfondimento psicologico dei personaggi, né un’enfatizzazione dei fatti storici e politici a differenza di quanto accade di solito in storie come questa. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a portare il romanzo sullo schermo.

Dov’eri quando è avvenuta la riunificazione della Germania?

Andreas Goldstein: La mia esperienza è stata da “outsider”, ero uno studente a quell’epoca, nella DDR, non lavoravo e questo rende molto diverso il come vivi un passaggio storico del genere e la tua relazione con la patria.

Il personaggio di Evelyn sembra quello di una sognatrice, che spera in una vita migliore, ma rischia una forte delusione. Come hai lavorato su questo tema?

Andreas Goldstein: Questo è un punto molto importante nel mio film, Evelyn ha molta speranza nel futuro all’Ovest, ma alla fine dovrà confrontarsi con la realtà. E che questo venisse fuori nel mio film era per me fondamentale.

Come hai lavorato sui personaggi con i due interpreti principali, Florian Teichtmeister e Anne Kanis?

Andreas Goldstein: È stato molto difficile trovare un attore che impersonasse Adam, perché i film sulla DDR li interpretano spesso sempre gli stessi attori, c’è dunque un cliché attoriale ben consolidato che io volevo assolutamente evitare. Inoltre, in alcuni film di questo genere ti puoi facilmente accorgere, dall’accento, principalmente, che quell’attore proviene invece dalla Germania Ovest. Per questo ho preferito puntare su un attore austriaco, Florian Teichtmeister, e lavorare con lui per ricreare l’accento giusto. All’inizio gli ho suggerito di leggere i testi del poeta Thomas Tsrasch che ha uno stile molto particolare, da “intellettuale della DDR”, ovvero essenziale, duro. Questo lo ha aiutato molto. Per Evelyn invece è stato più facile, perché Anne Kanis veniva proprio dalla DDR e dunque per lei il percorso per raggiungere il suo personaggio è stato davvero breve.

Mi hanno colpito i riferimenti biblici…

Andreas Goldstein: Si, quelli erano già nel romanzo, ma nel film li ho voluti rafforzare, renderli più presenti.

Hai qualche ricordo particolare del set, qualcosa che ti porterai avanti nella tua carriera?

Andreas Goldstein: No, niente in particolare, ho già diretto dei cortometraggi, tra l’altro presentati qui a Venezia, quindi ho già un mio bagaglio di esperienza.

Info
La scheda di Adam & Evelyn sul sito della Settimana Internazionale della Critica.
  • Adam-Evelyn-2018-Andreas-Goldstein-01.jpg
  • Adam-Evelyn-2018-Andreas-Goldstein-02.jpg
  • Adam-Evelyn-2018-Andreas-Goldstein-03.jpg
  • Adam-Evelyn-2018-Andreas-Goldstein-04.jpg
  • Adam-Evelyn-2018-Andreas-Goldstein-05.jpg
  • Adam-Evelyn-2018-Andreas-Goldstein-06.jpg

Articoli correlati

  • Venezia 2018

    Adam & Evelyn RecensioneAdam & Evelyn

    di Storia d’amore ambientata alla vigilia della riunificazione delle due Germanie, Adam & Evelyn di Andreas Goldstein, è una riflessione sulla difficoltà dello stare insieme: geograficamente, politicamente e sentimentalmente. Alla Settimana della Critica 2018.
  • Festival

    Venezia 2018Venezia 2018

    La Mostra del Cinema di Venezia 2018 lancia sul tappeto rosso un parterre de roi di nomi altisonanti e celebri, da Olivier Assayas ai fratelli Coen, da Mario Martone a Mike Leigh, fino a László Nemes e Luca Guadagnino...
  • Venezia 2018

    Settimana della Critica 2018, svelato il programmaSettimana della Critica 2018 – Presentazione

    Nella cornice della Casa del Cinema a Roma è stato presentato alla stampa il programma della Settimana della Critica 2018, terza edizione sotto l'egida di Giona Nazzaro, delegato generale. Nove giorni tra fantasy, body-horror e documentario...
  • Cult

    Hitler, un film dalla Germania RecensioneHitler, un film dalla Germania

    di A distanza di quarant'anni dalla sua realizzazione, il capolavoro di Hans-Jürgen Syberberg è stato rimosso dalla memoria collettiva. I motivi sono molti, e attraversano lo spettro estetico e politico degli ultimi decenni. Ma è giunto il momento di una rilettura.
  • I Mille Occhi 2016

    Durchbruch Lok 234

    di Ben oltre la drammatizzazione della storia vera di Harry Deterling lanciato a tutta velocità con la sua locomotiva al di là della cortina di ferro, Durchbruch Lok 234 fa riflettere, a 53 anni dalla sua realizzazione, su quale fosse lo sguardo della Repubblica Federale Tedesca sulla DDR. A I Mille Occhi 2016.
  • Archivio

    Il ponte delle spie

    di Steven Spielberg, appoggiandosi a una sceneggiatura dei fratelli Coen, racconta un momento della Guerra Fredda, aggiungendo un nuovo tassello al rapporto tra il suo cinema e la Storia.
  • Venezia 2018

    Dachra

    di Dachra non è solo l’esordio alla regia di un lungometraggio di Abdelhamid Bouchnak. È anche il primo horror mai prodotto in Tunisia, palesamento di una nazione che ha saputo mantenere le promesse della Rivoluzione. Film di chiusura fuori concorso alla SIC di Venezia.
  • Venezia 2018

    Opera senza autore RecensioneOpera senza autore

    di Polpettone nazional-popolare sfilacciato ed elefantiaco, Opera senza autore segna il ritorno di Florian Henckel von Donnersmarck alla formula del suo successo di più di dieci anni fa, Le vite degli altri. In concorso a Venezia 75.
  • Festival

    Settimana della Critica 2018Settimana della Critica 2018

    La SIC 2018, terza edizione sotto l'egida di Giona Nazzaro, delegato generale. Nove giorni tra fantasy, body-horror e documentario, alla scoperta di opere che potranno preconizzare gli orizzonti futuri del cinema e che fotografano lo stato attuale delle cose.
  • Interviste

    Giona A. Nazzaro, cinema politico e politiche del cinemaGiona A. Nazzaro, cinema politico e politiche del cinema

    Alla Mostra del Cinema di Venezia abbiamo incontrato come d'abitudine Giona A. Nazzaro, delegato generale della Settimana Internazionale della Critica. Un modo per ragionare sulla selezione, sul significato di "cinema politico", e sullo stato della produzione.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento