I diari di Angela – Noi due cineasti

I diari di Angela – Noi due cineasti

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Presentato come evento speciale fuori concorso a Venezia 75, I diari di Angela / Noi due cineasti porta avanti il lavoro di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi dopo la scomparsa della seconda, avvenuta lo scorso febbraio. Gianikian sfoglia l’archivio della coppia in un homemovie che è un percorso di guerre, viaggi, incontri di culture e cucina.

La spiaggia di Angela

Ogni giorno, da sempre, Angela Ricci Lucchi teneva un diario, scritto e disegnato, fatti pubblici, privati, incontri, letture, tutto vi veniva registrato. Due viaggi in Russia (1989-1990), i tour negli Stati Uniti all’Anthology Film Archive di New York, al Berkeley Pacific Film Archive, in Turchia, in Iran, un viaggio nell’Armenia sovietica con l’attore Walter Chiari, ma anche le tragedie private come l’incendio in cui Yervant rimase ustionato. Angela rivive nelle sue parole scritte a mano, con grafia leggera, che accompagnano i suoi disegni, gli acquarelli, i rotoli lunghi decine di metri, i film privati, dimenticati… [sinossi]

In un rigoroso formato quadrato I diari di Angela – Noi due cineasti parte da un manifesto programmatico dell’opera di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, redatto dalla seconda in occasione di un’esposizione all’Hangar Bicocca di Milano. Gianikian, rimasto solo dopo la scomparsa della compagna, apre come un libro il proprio archivio, in realtà si presume solo una sua piccolissima parte. Un archivio di pagine scritte a mano, di acquerelli, di homemovie e di racconti di viaggio nel percorso della coppia di artisti attraverso la violenza del ‘900, guerre, genocidi, prigionieri di guerra e paesi barbarici. Un lavoro che è una ricerca sul male e sulla condizione umana. Al ritorno da una Sarajevo martoriata Yervant e Angela sono investiti dalla necessità di trovare una spiegazione a quella barbarie. I diari di Angela – Noi due cineasti può essere visto come una sorta di ‘backstage’ del lavoro della coppia, laddove i filmati sulle loro ricerche d’archivio, che li vedono in giro per il mondo a scartabellare il materiale polveroso raccolto in edifici fatiscenti, il loro metodo di lavoro, diventano essi stessi un archivio della memoria che viene messo in scena. Una tessitura pittorica dove la grana degli 8mm, del super 8 e del 16mm, con momenti di immagini sfuocate e mosse, o un film passato velocizzato alla moviola, dirada negli acquerelli, nei disegni e nei rotoli di Angela.

I diari di Angela – Noi due cineasti è un homemovie, un almanacco di filmati casalinghi, famigliari con tutte le relative e tipiche banalità, come quando durante una crociera Yervant sembra afferrare, in un gioco prospettico, il sole che galleggia nella foschia. Non lesinando quegli strumenti diffusi e a disposizione di tutti: Angela usa spesso quelle macchinette fotografiche usa e getta tanto in voga anni fa. Ci sono i momenti conviviali, le tavolate, gli ospiti a cena, i bicchieri di grappa, le coppe, i viaggi e i relativi incontri, i personaggi bizzarri come Yuri, l’ex-colonnello riservista dell’Armata Rossa, le curiosità come la partita di tennis tra donne velate in nero, corvi nei disegni di Angela, a Teheran. La dimensione famigliare, conviviale corrisponde a quella artigianale del cinema della coppia. La fisicità come il tagliare la legna, come il lavoro operoso delle termiti del termitaio, o delle formiche che spazzolano via il cadavere della vespa. Oltre alle immagini della natura abbondano momenti di cucina, di preparazione del cibo, di Angela intenta a preparare pietanze, tra le pentole, il budino, gli gnocchi, lo zabaglione a bagnomaria, oppure il filtraggio per il vino buono, fatto in casa, quello del contadino. Una cucina casereccia, spontanea che può essere imperfetta e si può non riuscire a separare bene il tuorlo dall’albume. Come in una performance che fece Peter Kubelka durante un Festival di Rotterdam, in cui preparava panini con burro e pezzi di pellicola, come la vecchia moviola che viene usata nel film, tutto fa parte della stessa arte casalinga, arte povera, fatta a mano, artigianale.

Info
La scheda di Il diario di Angela – Noi due cineasti sul sito della Biennale.
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