You Have the Night

You Have the Night

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Diretto con personalità, ma impostato su un’idea autoriale troppo punitiva, You Have the Night di Ivan Salatić racconta la storia di una donna che torna nel suo paese in Montenegro, dove si è persa ogni speranza per il futuro dopo la chiusura del cantiere navale locale. In concorso alla Settimana Internazionale della Critica a Venezia 75.

Because the night belong to losers

Dopo aver abbandonato la nave su cui lavora, Sanja si trova alla deriva, senza un posto in cui andare e può solo tornare a casa. Il cantiere navale ha dichiarato bancarotta, lasciando molti operai senza lavoro. Le barche coperte dai teloni punteggiano il paesaggio, messe da parte in attesa di giorni migliori. Arriva una tempesta e una vita è persa. Nel bosco Luka aspetta la notte. La notte in cui tutto potrebbe cambiare. [sinossi]

Primo lungometraggio di Ivan Salatić, di origini croate ma cresciuto in Montenegro, You Have the Night è un film sulla crisi e sull’inanità del vivere in una piccola comunità montenegrina in cui, una volta che ha chiuso l’unico cantiere navale esistente, i suoi abitanti non hanno più nulla da fare e si aggirano come degli automi o dei fantasmi, rivolgendosi rade parole e ancora più rari sorrisi. Presentato in concorso alla Settimana Internazionale della Critica a Venezia 75, You Have the Night fa però di questa sua depressione una sorta di vanto e di stile ostentato, ponendosi forzatamente come film punitivo, ellittico, i cui personaggi sono eccessivamente passivi rispetto a quanto gli accade, o non gli accade.

Nulla si può dire in realtà sullo stile registico di Salatić che, pur nella semi-orizzantilità narrativa, riesce comunque a mostrarci sprazzi del suo talento, come quando ci descrive la desolazione di una chiesa con sole due inquadrature (una donna che pulisce lentamente e malvolentieri, mentre la protagonista Sanja prega senza convinzione). Pare, anzi, a tratti che Salatić guardi a certo cinema orientale, in particolare al Jia Zhangke di Still Life, per il modo in cui lascia i personaggi chiusi in se stessi e per il modo in cui fa agire i suoi protagonisti, senza premesse, senza scene di raccordo, senza motivazioni verbali. Ad esempio, il compagno di Sanja – e prima di lui altri personaggi – lanciano apposta delle bottiglie contro un muro per disturbare un uomo che abita nella baracca accanto assieme al suo cane. Ma nessuno ce lo dice e non vediamo mai l’uomo che si trova dentro casa mentre gli tirano le bottiglie; lo dobbiamo arguire, ed è anche giusto che sia così, perché l’incomunicabilità tra i personaggi è tale che, non solo spesso non “comunicano” attraverso il montaggio (con dei campi-controcampi, ad esempio, che sono totalmente assenti dal film), ma addirittura non appaiono quando vi sono delle conversazioni a due, vale a dire che quello che è inquadrato ascolta, mentre l’altro che parla è fuoricampo. Tutto questo ci sembra che sia molto coerente e molto rigoroso all’interno di You Have the Night, ed è ben simboleggiato dal personaggio del pescivendolo che, tenendo in mano una busta, va in giro per i caseggiati a vendere il pesce – e nessuno che ci parla e nessuno che glielo compra. Vediamo dunque questi individui chiusi in se stessi, come per l’appunto sono chiusi in se stessi i personaggi del cinema di Jia Zhangke. Ma il problema è che il discorso di You Have the Night si chiosa da solo, nella chiusura del cantiere e nella chiusura dei personaggi, e non diventa invece anche una riflessione sullo sguardo e sul modo in cui si deve vedere (e inquadrare) lo smembramento di una società, come succede sempre nel cinema dell’autore di Platform.

You Have the Night è quel che è, un lamento funebre su una società che non ha più futuro, che non ha più nemmeno la forza di rimpiangere il passato e che si lascia vivere in un presente amorfo e morto. E allora in questa situazione senza scampo, anche il modo in cui chiudere il film può diventare un problema. E infatti Salatić negli ultimi minuti annaspa, indeciso sul momento in cui piazzare la parola fine e recupera perfino le riprese di repertorio dell’apertura del cantiere, che avrebbero potuto essere benissimo messe sui titoli di coda. Un peccato, perché il talento ci pare che ci sia. E dunque aspettiamo Salatić con il suo prossimo film.

Info
La scheda di You Have the Night sul sito della SIC.
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