I Mille Occhi 2018 – Presentazione

I Mille Occhi 2018 – Presentazione

Apre con Il regno del terrore, il film di Anthony Mann ambientato durante la Rivoluzione francese, e chiude con Un uomo a metà, lo straordinario viaggio psicanalitico di Vittorio De Seta, la 17esima edizione de I mille occhi di Trieste, curato da Sergio Grmek Germani, dal 14 al 20 settembre al Teatro Miela.

Quest’anno il ricco programma della 17esima edizione de I Mille Occhi, che si tiene dal 14 al 20 settembre a Trieste e di cui Quinlan è media partner, prevede una rassegna su Eckhart Schmidt, il regista, scrittore e fotografo tedesco, della generazione di Fassbinder e Schroeter, autore di documentari sull’amburghese di Hollywood Douglas Sirk. Schmidt sarà presente con la moglie produttrice e con quattro fragranti attrici esordienti che appaiono nei nove film del Ciclo romano, presentato in anteprima, composto di opere di paesaggi italiani e di citazioni poetiche (Dante, Pavese) e pittoriche italiane.
Poi una retrospettiva sulle avanguardie “jugoslave” durante i recenti conflitti, cui si aggiungono i due corti di Godard Je vous salue, Sarajevo e Dans le noir du temps. E poi un omaggio a Franco Basaglia che, negli anni ’70, fece di Trieste un centro avanzato dell’antipsichiatria, nell’ambito del quale verrà proiettato il documentario televisivo di Sergio Zavoli I giardini di Abele, e si parlerà del film che Basaglia voleva realizzare prima della morte nella presentazione del volume di Maria Carla Cassarini Miraggio di un film. Verrà inoltre allestita una mostra di opere del disegnatore Ugo Guarino che ha seguito artisticamente l’esperienza triestina di Basaglia.

Il premio Anno uno sarà assegnato a Franco Giraldi, lo sceneggiatore, regista e critico, che sarà omaggiato in compagnia dell’attrice Senta Berger. E tra le sue opere sarà proiettato anche La città di Zeno, il suo lavoro RAI su Trieste con protagonista proprio Franco Basaglia. Omaggiato anche Claude Autant-Lara con la presentazione di Gloria, del 1977, alla presenza dell’attrice Valérie Jeannet. E ancora un viaggio nel cinema italiano d’oggi con le opere più significative di giovani autori quali Fabrizio Ferraro con il suo film su Walter Benjamin Gli indesiderati d’Europa, e anche con il suo precedente lavoro Je suis Simone (La condition ouvrière) su Simone Weil; Stefano Morandini con Portis deve rinascere qui, sulla cittadina fantasma devastata dal terremoto del Friuli, e Otto Reuschel, cittadino tedesco di origine triestina, con Drajcic´i – A Village at the Edge of Europe, mentre Luis Fulvio presenta ’77 No commercial use nell’ambito della retrospettiva sul ’68 e dintorni. E ancora una retrospettiva su film Universal e Repubblic, di Dwan, Mann, Sirk, doppiati da attori del cinema italiano; il dittico della regista e montatrice Cécile Decugis con La distribution de pain, la versione del 2011 di Les réfugiés, 1957, sulla guerra d’Algeria, diretto con Hedy Ben Khalifa e René ou le roman de mon père, il fotoromanzo su suo padre.
Sette giorni fitti di proiezioni, e incontri e mostre, in compagnia di James Joyce sempre seduto al suo posto, come scultura, al Teatro Miela di Trieste.

Info
Il sito del festival I Mille Occhi 2018.

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